Scuola

Il preside Squillace: una vergogna chiedere di tornare alla Dad

8 Gennaio Gen 2022 1002 08 gennaio 2022

Il messaggio del dirigente del liceo scientifico Volta di Milano dopo l'appello a Draghi a favore della didattica a distanza di circa 2mila suoi colleghi (su 8mila presidi in Italia): “Chiedere di fermare le scuole mi rattrista e, francamente, mi fa vergognare. Essere noi a chiedere di tornare in Dad significa aver introiettato l'idea della facile sostituibilità del ruolo delle scuole nel nostro Paese"

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Domenico Squillace
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Il messaggio del dirigente del liceo scientifico Volta di Milano dopo l'appello a Draghi a favore della didattica a distanza di circa 2mila suoi colleghi (su 8mila presidi in Italia): “Chiedere di fermare le scuole mi rattrista e, francamente, mi fa vergognare. Essere noi a chiedere di tornare in Dad significa aver introiettato l'idea della facile sostituibilità del ruolo delle scuole nel nostro Paese"

“Vedere alcuni Dirigenti scolastici chiedere di fermare le scuole e tornare alla DAD mi rattrista e, francamente, mi fa vergognare. Essere noi a chiedere di tornare in DAD significa aver introiettato l'idea della facile sostituibilità del ruolo delle scuole nel nostro Paese.

Non firmo l’appello dei presidi a favore della DAD, perché:

Un anno fa di questi tempi protestavo, insieme a tanti, contro i “Governatori” che a ogni accenno di impennata dell’indice Rt venivano colti da riflesso pavloviano e - tanto per far vedere che facevano qualcosa - chiudevano le scuole spedendoci tutti in DAD.

Sempre di questi tempi ho passato diverse mattinate insieme agli studenti del mio Liceo che protestavano davanti al palazzo di Regione Lombardia facendo lezione coi propri computer e i propri sacchi a pelo.

Giusto ieri, o ieri l’altro, leggevo una lucidissima analisi di Agostino Miozzo, che individuava la scuola come vittima sacrificale perfetta paventando un ritorno, subito o fra un po’, alla didattica a distanza. Per questo oggi sono rimasto a dir poco stupito nel leggere l’appello della collega Biancato sottoscritto prima da centinaia, ora forse già migliaia di colleghi che chiede - quasi per favore - il ritorno alla DAD.

Non condivido nulla di quell’appello e ovviamente non l’ho firmato.

E’ vero, in tutte le nostre scuole crescono i contagi in maniera vertiginosa, fra gli alunni, come fra il personale, crescono nelle scuole come in qualsiasi altro ambito della società (…), ma vedere i Dirigenti scolastici chiedere di fermare le scuole mi rattrista e, francamente, mi fa vergognare.

Non mi risulta che alle ferrovie stiano pensando di fermare la circolazione dei treni, né che le forze di polizia stiano pensando di fare solo vigilanza virtuale, né tanto meno che si stia pensando di chiudere gli ospedali per qualche settimana, giusto il tempo di raffreddare la curva ei contagi.

Personalmente ritengo la scuola un servizio fondamentale, al pari di quelli citati, essere noi a chiedere di tornare in DAD significa aver introiettato l'idea della marginalità e della facile sostituibilità del nostro ruolo. La scuola potrebbe ovviamente tornare a distanza solo all’interno di un lockdown che coinvolga altre categorie e ampie fasce della popolazione, da soli non ha alcun senso, non serve a niente, e riproporlo noi, dopo quasi due anni di discussioni sui danni della DAD, mi sembra molto preoccupante.

Nostro compito di Dirigenti è garantire un servizio, svolgere il fondamentale ruolo sociale cui siamo chiamati, in qualsiasi condizione".

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