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Il Partito Democratico scommette sull'amministrazione condivisa

19 Gennaio Gen 2022 1448 19 gennaio 2022

Ci scrive il responsabile Pd per il Terzo settore: «L’obiettivo che ci siamo dati è quello di far crescere la convinzione per cui, nei settori di interesse generale, si deve ragionare in termini di creazione di reti e di risorse che si integrano e si combinano, piuttosto che di selezione di fornitori in un contesto di mercato»

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Ci scrive il responsabile Pd per il Terzo settore: «L’obiettivo che ci siamo dati è quello di far crescere la convinzione per cui, nei settori di interesse generale, si deve ragionare in termini di creazione di reti e di risorse che si integrano e si combinano, piuttosto che di selezione di fornitori in un contesto di mercato»

La scorsa settimana si è svolta la prima Agorà democratica sui temi del Terzo settore. In particolare, ci si è soffermati su L’Amministrazione condivisa tra pubblico e Terzo settore.

L’obiettivo che ci siamo dati è quello di far crescere la convinzione per cui, nei settori di interesse generale, si deve ragionare in termini di creazione di reti e di risorse che si integrano e si combinano, piuttosto che di selezione di fornitori in un contesto di mercato. Infatti, si vive meglio in una società in cui i cittadini e le organizzazioni nonprofit si attivano e in cui le istituzioni riconoscono e sostengono il loro impegno sinergico, secondo il principio costituzionale di sussidiarietà.

Il Codice del Terzo settore e la recente sentenza della Corte Costituzionale rappresentano un punto di non ritorno: i soggetti pubblici e il Terzo settore sono alleati, coinvolti e responsabili nella costruzione del bene comune secondo principi collaborativi.

Diventa quindi oggi necessario affrontare almeno queste sfide: come consolidare una “cultura della collaborazione” e della corresponsabilizzazione, che richiede un cambiamento di ruoli e di modelli di relazioni radicale? Come diffondere le buone prassi che già oggi hanno cambiato i codici della partnership pubblico-terzo settore, pur garantendo le opportune procedure di evidenza pubblica? Come correggere gli errori che caratterizzano esperienze poco consapevoli di amministrazione condivisa? Come passare da esperienze talvolta eccellenti, ma occasionali e di portata limitata, ad un sistema collaborativo come modello ordinario?

L’Agorà ha dunque sancito l’impegno del PD a sostenere una tale svolta culturale e amministrativa. Non si è voluto dunque, in quella sede, fare un ennesimo seminario o un focus group tematico, poiché sono altre le sedi scientifiche o di rappresentanza meglio organizzate a farlo. Ci si è invece confrontati, per oltre tre ore, per capire come - anche attraverso l’impegno del PD e l’organizzazione di Agorà su base territoriale nei prossimi mesi - si possano meglio coinvolgere pubblici amministratori, cittadini, operatori, volontari e enti del terzo settore intorno a questa grande sfida. Che ha anche un indiscutibile significato di svolta politica, ancora assai poco compresa.

I novanta partecipanti - rappresentativi delle grandi reti associative, cooperative e fondazionali, delle pubbliche amministrazioni e degli studiosi in materia - a seguito di un confronto ricco e qualificato hanno avanzato cinque filoni di azione, sintetizzati da Luigi Bobba:

  • servono interventi legislativi di carattere nazionale e regionale, nonché la diffusione di regolamenti comunali finalizzati all’amministrazione condivisa;
  • va prevista la possibilità di essere destinatari diretti di finanziamenti per investimento previsti nel PNRR;
  • occorre lo sviluppo di metodiche, competenze e procedure appropriate nella coprogrammazione, anche per favorire una coprogettazione efficace nella risposta ai bisogni individuati;
  • serve allargare le attività formative per l'amministrazione condivisa anche alle diverse realtà territoriali, coinvolgendo i loro amministratori pubblici e i loro responsabili degli ETS;
  • si tratta di riconoscere un credito di imposta alla Fondazioni bancarie, finalizzato alla creazione di uno o più Fondi vincolati a precisi scopi e da realizzare tramite l’Amministrazione condivisa, sul modello del contrasto alla povertà educativa.

*responsabile PD per il Terzo settore

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