Inclusione sociale

Il presidio educativo che cura anche attraverso il teatro

19 Gennaio Gen 2022 1625 19 gennaio 2022

Il "Piccolo Teatro Patafisico" è lo spazio nel quale opera ormai permanentemente il "Presidio educativo" a cui ha dato vita il CIAI di Palermo grazie anche alla sinergia con lo Sprar del Cresm e con la stessa realtà artistica. Uno spazio sicuro che investe sul bambino e la famiglia, prendendosene cura in tutto. Un lavoro di rete che accoglie le esigenze delle famiglie dei quartieri Zisa e Danisinni, offrendo ai bambini la possibilità di partecipare ai laboratori teatrali, di arte figurativa e danza, all'interno e grazie ai quali esprimere liberamente i loro sentimenti e il loro vissuto

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Il Preidio Educativo CIAI
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Il "Piccolo Teatro Patafisico" è lo spazio nel quale opera ormai permanentemente il "Presidio educativo" a cui ha dato vita il CIAI di Palermo grazie anche alla sinergia con lo Sprar del Cresm e con la stessa realtà artistica. Uno spazio sicuro che investe sul bambino e la famiglia, prendendosene cura in tutto. Un lavoro di rete che accoglie le esigenze delle famiglie dei quartieri Zisa e Danisinni, offrendo ai bambini la possibilità di partecipare ai laboratori teatrali, di arte figurativa e danza, all'interno e grazie ai quali esprimere liberamente i loro sentimenti e il loro vissuto

Un tempo di ricreazione educativa per “recuperare” e affrontare nuove e vecchie fragilità, con la possibilità di giocare, creare, divertirsi in spazi accoglienti e sicuri. Se volessimo esprimere tutto questo in due parole dovremmo parlare di Presidio educativo, quello che porta avanti da due anni il CIAI con lo Sprar del Cresm e il Piccolo Teatro Patafisico, realtà che sorge in uno dei padiglioni dell’immenso ex ospedale psichiatrico di via Gaetano La Loggia, a Palermo. Il teatro, le arti figurative, la danza, quindi l’arte, qui diventano strumento pedagogico capace di coinvolgere 20 bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni. A indicarli le stesse scuole o, in alcuni casi, i servizi sociali dei quartieri in cui abitano e cioè Zisa e Danisinni. Attività che si svolgono due volte alla settimana, solitamente il lunedì e mercoledì dalle 13.30 alle 17.

«Abbiamo iniziato prima con fondi nostri – spiega Giulia Di Carlo, responsabile CIAI di Palermo - adesso siamo sostenuti dal programma Sei (Sostegno educativo in Italia), nostra raccolta fondi che, invece di sostenere i bambini a distanza, interviene con i minori in Italia. Dopo il lockdown, a maggio 2020, avevamo decido di organizzare un campus estivo che servisse e fare “riattivare” i bambini all’interno di uno spazio che potesse offrire attività artistiche, ma anche il contatto con la natura. Siamo entrati in connessione con quelle organizzazioni con le quali condividiamo gli stessi principi, come per esempio il Centro Tau, presenza storica ai Danisinni. Con il "Piccolo Teatro Patafisico" che ci ospita, realizziamo concretamente le attività, mentre il Cresm ci permette di unire i due ambiti d’intervento, la povertà educativa e i minori non accompagnati, in quanto nel progetto sono inseriti ragazzi ex minori stranieri ospiti dello Sprar che stanno facendo un percorso di formazione al lavoro come facilitatori. “Cotti in Fragranza”, tra i nuovi alfieri della Repubblica Italiana, prepara i pasti per i bambini».

Non indifferenti le difficoltà che ha causato il Covid, impedendo di fatto la connessione tra i bambini. Il lavoro, però, è proseguito comunque, adottando le giuste precauzioni e continuando a essere quello spazio sicuro che investe sul bambino e la famiglia, prendendosene cura veramente.

«Le necessità delle famiglie sono veramente numerose e tutte importanti – prosegue la Di Carlo -. Non sono solo economiche, ma anche risorse di tempo. Ci sono, infatti, mamme sole e famiglie che vivono in povertà educativa e che, quindi, non hanno la visione del bambino che, andando a scuola, può costruirsi delle opportunità. Grazie al lavoro che stiamo facendo e al percorso di crescita che li interessa, lo capiscono sempre di più».

Le necessità delle famiglie sono seguite e accolte dallo psicologo Girolamo Di Giovanni, segnalandole allo sportello famiglia che ha il compito di dirigere verso i servizi necessari.

Un’equipe ricca da tutti i punti di vista: due educatrici (Rita Favetti e Virginia Zoi), due facilitatori (Usman Dibasi e Oumar Moncaila), tre 3 esperti del Piccolo Patafisico (Salvino Calatabiano per il laboratorio di teatro, Giuseppe Schifani per quello di pittura, Federica Aloisio per la danza), Rossella Pizzuto, coordinatrice del Patafisico e Vito Bartucca che si occupa degli allestimenti degli spazi.

Un progetto del quale non si potrebbe fare più a meno e che, quest’anno, anche grazie al finanziamento della Tavola Valdese attraverso l'8X1000, può pensare di ampliarsi integrandosi con altri sostegno economici. Una risposta anche alla situazione messa in risalto dal Report annuale dell’Ufficio servizio sociale per i minorenni a Palermo che ci dice che sono 863 i minori presi in carico dal sistema penale di settore, con 102 nuovi ingressi — il dato più alto di tutta la Sicilia, che ne conta 195 — che si aggiungono ai 761 già presenti. I procedimenti penali a carico di minori, invece, sono molti di più. Solo nell’ultimo anno ne sono stati aperti 2.137 e definiti 1.864. A livello regionale, poi, il tasso di dispersione scolastica nell’Isola oscilla tra i 20 e i 25 punti percentuali. E, se negli ultimi anni il lavoro portato avanti aveva fatto scendere l’asticella, la pandemia l’ha riportata in prossimità del 25%.

Ecco anche perché il teatro diventa uno strumento catalizzatore fondamentale.

«All’indomani dello scoppio della pandemia i teatri hanno chiuso – racconta Vito Bartucca - e in maniera provvidenziale proprio con il Ciai ci siamo trovati a immaginare come poteva essere il post pandemia e ripartire nella primavera del 2020 dedicandoci all’infanzia la più bistrattata. Insieme a loro abbiamo immaginato che i nostri spazi tornassero a vivere in una maniera diversa da quella del teatro che non potevamo più fare. Sia nel laboratorio di danza sia in quello di arti figurative i bambini hanno avuto la possibilità di esprimere se stessi, i propri sentimenti e il proprio vissuto. Un modo per sistemare tutto quello che c’è di scompigliato nella loro vita e creare consapevolezza attraverso l’arte, trascendendo, andando oltre e presentarsi agli altri. Come Patafisico, puntiamo a supplire a tutte le mancanze delle famiglie, infatti i nostri spettacoli sono adatti a un pubblico di età compresa tra i 3 ei 90 anni. Questo mi piace ci piace molto perché diventano occasione di discussione trasversale. La nostra è una piccola comunità, una famiglia che cresce giorno dopo giorno, accogliendo chi desidera farne parte».

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