Covid 19

Scuola: i ristori educativi sono una necessità

21 Gennaio Gen 2022 1903 21 gennaio 2022

"Dobbiamo sforzarci, politicamente, di guardare e progettare una scuola che vada oltre la contingenza emergenziale. Per questo non possiamo che essere d’accordo con i rilievi di Save The Children e sposarne l’analisi, sulla necessità di attivare ristori educativi". L'intervento del capogruppo del Partito Democratico in Commissione Infanzia.

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Sam Balye Scuola Unsplash
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"Dobbiamo sforzarci, politicamente, di guardare e progettare una scuola che vada oltre la contingenza emergenziale. Per questo non possiamo che essere d’accordo con i rilievi di Save The Children e sposarne l’analisi, sulla necessità di attivare ristori educativi". L'intervento del capogruppo del Partito Democratico in Commissione Infanzia.

I dati su Dad e contagi diffusi dal Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, convocato in audizione in Commissione Cultura alla Camera, ci dimostrano quanto sia stato importante battersi per tenere la scuola aperta. Può apparire scontato, invece si è trattato di un posizionamento politico forte, coraggioso, determinato che il Pd ha portato avanti nella convinzione che fosse serio approcciare l’emergenza sanitaria mettendo al centro il diritto allo studio e provando a dare risposte concrete a chi, come giovani e bambini, rischiano non solo di pagare psicologicamente le chiusure ma di accumulare gap educativi e di apprendimento importanti. Con l’Intergruppo parlamentare sull’Infanzia, che coordino con il collega Paolo Siani, e con l’intero Pd, abbiamo lavorato in questo periodo di pandemia a 360 gradi per mettere i diritti dei bambini e delle bambine al centro del dibattito politico, non solo in ottica di risoluzione dell’emergenza sanitaria ma come strategia per il rilancio del Paese. La scuola in presenza per contrastare le disuguaglianze, il supporto psicologico nella scuola per studenti, docenti e famiglie con l’emendamento in legge di bilancio, la diffusione sui dati delle scuole in maniera tempestiva, con cadenza settimanale e dettagliati fino al singolo territorio sono battaglie politiche e di civiltà che da due anni porto avanti in Parlamento. Non si tratta di una “semplice” rivendicazione, ma della centralità che l’azione politica larga, martellante, coordinata con gli attori sociali, riveste quando contenuti e proposte sono condivisi e proposti in maniera puntuale al governo. A dispetto di quanti quotidianamente provano a trarre profitto dal racconto di una politica pigra, inesistente, nociva.


Tuttavia è ovvio che ciò che abbiamo fatto ancora non basta e dobbiamo continuare a monitorare la scuola e a intervenire tempestivamente: nessun bambino, bambina o adolescente in dad può renderci sereni, o lasciarci indifferenti. Per ognuno di loro dobbiamo vigilare, intervenire, accorciare i tempi di distanza dal gruppo classe e dai banchi e curare le fasi di distacco forzato a causa di contagi.

Per questo ho presentato un emendamento, su cui il ministro Bianchi ha già espresso la volontà di impegnarsi, con una richiesta di semplificazione delle procedure di quarantena per i minori. Come ogni genitore sa si rischia a volte di rimanere intrappolati con minori guariti o completamente vaccinati ma in quarantena o altre difficoltà burocratiche che rischiano di bloccare intere famiglie e tenere i bambini lontani dalla scuola. In aggiunta a ciò il Pd chiederà di fare due cose molto semplici, con emendamenti presentati al DL 1/2022: stanziare dei fondi per la consegna gratuita nelle classi di mascherine Ffp2, per una maggiore protezione sia personale che comunitaria del personale e dei ragazzi anche nelle scuole primarie, ed istituire una commissione tecnica per certificare gli standard qualitativi dell’areazione degli istituti, al fine di spendere al meglio i fondi già stanziati ed eventualmente aggiungerne di nuovi.

Non possiamo ignorare, però, che c’è dell’altro oltre alla basilare questione della tutela della salute: la pandemia ha enormemente impattato sull’equilibrio psicofisico dei giovani e dei minori e sull'impoverimento, sostanziale e culturale, di numerose famiglie, evidenziando le fragilità storiche del nostro sistema di welfare. Dobbiamo sforzarci, politicamente, di guardare e progettare una scuola che vada oltre la contingenza emergenziale. Per questo non possiamo che essere d’accordo con i rilievi di Save The Children e sposarne l’analisi, sulla necessità di attivare ristori educativi. Non c’è dubbio che la Dad, per quanto svolta con dedizione da alcuni professori, comporti perdite educative, culturali e soprattutto sociali e relazionali, mettendo in forte difficoltà i ragazzi che si trovano ad affrontare una doppia mancanza: apprendimento e comunità. Con Paolo Siani abbiamo già presentato un emendamento per prevedere forme capillari di ristoro educativo. Le forme di questo strumento a cui noi pensiamo non prevedono denaro ma attività culturali, sportive e di sostegno allo studio e psicologico gratuite: opportunità educative e di arricchimento che che mirano a colmare i gap educativi e sociali che si creano quando le classi vengono messe in DAD e si perdono giorni di scuola in presenza. Ovvio che ciò preveda un coinvolgimento molto forte del Terzo Settore e delle sue eccellenze territoriali che si occupano già di povertà educativa e partecipazione. Tutto ciò, va da sé, procedendo spediti con la vaccinazione sui minori, sicura e indispensabile per una uscita definitiva dal tunnel. Come dico da tempo, la sfida per colmare i danni causati dalla pandemia e quella per tutelare l’infanzia lottando contro la povertà educativa, devono andare di pari passo se il Paese vuole realmente costruire un futuro meno diseguale.


*capogruppo Pd in Commissione Infanzia

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