Vincenzo Deluci
Inclusione sociale

Vincenzo, che non ha mai smesso di suonare

3 Febbraio Feb 2022 2005 03 febbraio 2022
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Vincenzo Deluci, musicista, ha trasformato negli anni un disagio in forza. Perché, nella passione e nell’amore per la musica, dopo un grave incidente, ha trovato la voglia di ricominciare, di non arrendersi, di continuare a suonare la sua tromba. Oggi con la sua associazione, AccordiAbili, lavora affinché altre persone, con limitate capacità motorie, possano suonare degli strumenti con una semplice cannuccia

«L’idea è partita diversi anni fa, attraverso la mia esperienza diretta. Dopo essere rimasto vittima di un incidente stradale non potevo più muovere braccia, mani e dita. Ma volevo trovare una soluzione per continuare a fare musica. Ci siamo riusciti grazie all’invenzione di un ingegno tecnologico e alla mia tromba ed oggi anziché spingere i pistoni con le dita posso farlo con un joystick particolare. Non volevo, però, che fosse solo il mio sogno a completarsi, ma che anche altre persone che hanno subito un incidente o che sono nate con una disabilità motoria potessero realizzare il sogno di suonare nonostante le difficoltà». Vincenzo Deluci ha trasformato negli anni un disagio in forza, in unicità. Ed oggi questo sogno soffia con forza su di lui e sulle altre persone con limitate capacità motorie che desiderano suonare. Perché nella passione e nell’amore per la musica Vincenzo ha trovato la voglia di ricominciare, di non arrendersi.

Dalla riabilitazione ad AccordAbili

L’amore per la tromba, lo strumento che suona sin da bambino, gli ha permesso infatti di collaborare con jazzisti di fama internazionale e di esibirsi in concerti live con artisti del calibro di Sergio Caputo, Vinicio Capossela, Renzo Arbore, Avion Travel e tanti altri. Fino a quella sera del 2004, quando è rimasto vittima di un incidente stradale che lo ha reso tetraplegico. Ma Vincenzo non si è arreso. Ha coltivato il suo sogno. Dopo lunghi e faticosi anni di riabilitazione, ha recuperato parzialmente l'utilizzo dell'avambraccio sinistro, potendo tornare a suonare la sua tromba, appositamente riadattata in base alla sua disabilità. Anche grazie al suo amico trombettista, Giuliano Di Cesare, con cui ha dato vita all’associazione “AccordiAbili”, nata a Fasano – in provincia di Brindisi – nel 2011 con l’obiettivo di promuovere la ricerca e lo sviluppo di tecnologie in grado di avvicinare un disabile, con facoltà cognitive integre, all’utilizzo di uno strumento musicale. Da questo impegno, insieme alle competenze messe in campo da Informatici Senza Frontiere, è tornato a ridare fiato alla sua tromba elettromeccanica azionata con un joystick.

Per questo, Deluci sta proseguendo nel suo impegno di contaminazione musicale, che negli anni si è trasformato, toccando nuove potenzialità ed allargando la sfera di beneficiari. Fino alla domanda che anima il nuovo progetto promosso in questi giorni: «Lo sai che una cannuccia può dar fiato ad un sogno?». La cannuccia in questione è quella che si può inserire nella M.U.S.A (Mouth Ultimate Sound Adapter), un prototipo di strumento musicale inclusivo che gli esperti del team Emotion hanno ideato in sinergia con il FabLab Officine 080 di Monopoli per aiutare chi ha limitate capacità motorie, non compensabili attraverso l’adattamento di strumenti convenzionali. «M.U.S.A potrà essere programmato e personalizzato a seconda dell’utente, permettendogli di fare musica grazie ai comandi attuati con il movimento del capo e da un semplice soffio, grazie ad una comune cannuccia per alimenti, intercambiabile, che agisce come leva di comando dello strumento».

Un sogno da far crescere

Grazie al progetto “ABilband”, cofinanziato dal bando Puglia Capitale Sociale 2.0, è stato realizzato il primo prototipo. Ma Deluci, come detto, vuole allargare e condividere il suo sogno, «per rendere questo strumento disponibile per il maggior numero di persone possibili». Per questo, è stata lanciata una campagna di crowdfunding che punta alla produzione di almeno dieci M.U.S.A. e alla formazione sull’utilizzo dello strumento. «Vogliamo donare lo strumento o metterlo a disposizione nelle scuole con indirizzo musicale dove spesso i ragazzi con disabilità non vengono molto coinvolti nella attività o magari vengono messi a suonare piattini o strumenti di poco conto. Invece, il nostro intento è che gli studenti con disabilità possano suonare. È importante che venga messo a disposizione uno strumento per le persone che non muovono nulla, ma che muovono leggermente gli occhi, che fanno un lieve movimento della testa o che riescono ad emettere un flebile soffio».

M.U.S.A, infatti, «potrà essere suonato da qualunque persone con disabilità motoria purché in grado di muovere le labbra o produrre un flebile soffio», spiega Roberto De Nicolò, del team Emotion AccordiAbili, «all’interno contiene un piccolo sintetizzatore musicale che permette a chi lo suona con una semplice cannuccia intercambiabile di muovere la cannuccia nell’ambito della scala cromatica, passando dal Do al Sì e muovendola in alto o in basso di suonare anche le alterazioni, e di modulare la pressione del suono, cioè il volume, semplicemente applicando un suono più o meno forte nella cannuccia».

Dall’esperienza di Vincenzo Deluci si è attivato un percorso che sta consentendo di adattare gli strumenti musicali per rendere possibile ai musicisti con disabilità, sopravvenuta o aumentata a causa di malattie degenerative, di tornare a suonare nel miglior modo possibile.

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