ESG

Sociale, cultura, sostenibilità: l'altra faccia della banca

6 Febbraio Feb 2022 1604 06 febbraio 2022

Intesa San Paolo presenta il Piano di impresa 2022-25 che prevede importanti risultati economici da raggiungersi anche attraverso una serie di azioni che impattano su diverse aree che interessano il Terzo settore come l'accesso al credito, l'inclusione ma soprattutto la transizione ecologica con un forte impegno verso le emissioni zero. Il plauso di Human Foundation

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Intesa San Paolo presenta il Piano di impresa 2022-25 che prevede importanti risultati economici da raggiungersi anche attraverso una serie di azioni che impattano su diverse aree che interessano il Terzo settore come l'accesso al credito, l'inclusione ma soprattutto la transizione ecologica con un forte impegno verso le emissioni zero. Il plauso di Human Foundation

Molto sociale, cultura e ambiente nel Piano di impresa 2022-25, presentato nei giorni scorsi da Intesa San Paolo.

Il gruppo bancario guidato da Carlo Messina, consigliere delegato e ceo, proietta sui prossimi anni risultati economici importanti, con proventi operativi netti in aumento di 2 miliardi di qui al 2025, e un utile netto di 6,5 per lo stesso anno. Il gruppo che un tempo era “di Piazza della Scala”, dove si affacciava lo storico palazzo del Banca Commerciale, antenata di fine 800, programma però di operare anche su direttrici sociali, culturali, ambientali e di sostenibilità.

Sociale, inclusione e housing

L’azione sui bisogni sociali, con investimenti e donazioni a favore delle persone in difficoltà, vale infatti mezzo miliardo.

Di questo cifra fanno parte, per esempio, 50 milioni di interventi riguarderanno proprio pasti, posti letto, medicine e abbigliamento per i soggetti più fragili bisognose di cibo e riparo.

Tra gli altri interventi, la promozione dell’inclusione educativa e dell’occupabilità giovanile (programmi per oltre 3mila giovani come Giovani e Lavoro e Generation4Universities), di educazione inclusiva col coinvolgimento di oltre 4mila scuole e università in programmi di educazione inclusiva (progetto WeBecome).

Fa parte di questa volce anche la promozione di 3-4mila abitazioni in social housing nel 2022-2025 per i giovani sia studenti sia giovani lavoratori, l’assistenza alle persone anziane, con la creazione di circa 30 senior community hub per offrire localmente attività sociali/di svago e servizi sanitari e socio assistenziali dedicati. Infine, sempre come supporto sociale alla terza età, la promozione di 3-4mila abitazioni in social housing nel 2022-2025 per i senior a basso reddito e che vivono da soli.

Credito al terzo settore

Un’altra voce assai rilevante del Piano ha che fare con l’inclusione finanziaria. Ben 25 miliardi saranno infatti destinati a quello che Intesa-San Paolo chiama “credito sociale”. Si tratta di credito al Terzo settore con supporto creditizio e servizi dedicati alle organizzazioni non-profit per promuovere iniziative territoriali che portano beneficio alle comunità e all’ambiente. Diverse le azioni, a cominciare dal Fondo Impact, per il sostenere quelle persone che difficilmente avrebbero accesso al credito perché “non bancabili” come si diceva una volta, cioè che non dispongono delle condizioni personali e patrimoniali necessarie. Da questo fondo attingono le azioni di supporto diretto alle persone vulnerabili e con difficile accesso al credito (es. prestiti alle giovani coppie, famiglie con un solo genitore, persone giovani) e il supporto alle famiglie colpite da calamità naturali mediante finanziamenti agevolati. Si basano su queste risorse anche vari programmi, come Mamma@Work, prestito a condizioni fortemente agevolate per conciliare maternità e lavoro nei primi anni di vita dei figli; “Per Merito”, la prima linea di credito non garantita dedicata a tutti gli studenti universitari; Xme StudioStation, prestiti alle famiglie per supportare l’apprendimento a distanza. E “pésca” da Impact il credito “per la rigenerazione urbana con un programma dedicato: investimenti in ospedali, mobilità smart, reti a banda larga e istruzione; infrastrutture sostenibili e di servizi; ma anche le partnership per erogare micro-credito alle persone o alle piccole imprese in difficoltà”.

Carlo Messina, consigliere delegato e ceo Intesa-San Paolo

Cultura: booster finanziario a due nuovi musei

Nutrito il programma delle attività culturali sostenute. Come spiega una nota del gruppo, si tratta di “due nuovi musei delle Gallerie d’Italia a Torino e Napoli e ampliamento degli spazi espositivi a Milano e Vicenza, più che raddoppiando gli spazi espositivi delle Gallerie d’Italia, una delle più importanti collezioni corporate d’arte al mondo, a 30mila metri quadri nel 2025 da 14.200 metri quadri del 2021”. Il programma pluriennale di mostre temporanee originali prevede anche laboratori didattici con le scuole e progetti di inclusione sociale dedicati alle categorie vulnerabili, nonché la creazione di un centro d’eccellenza presso le nuove Gallerie d’Italia a Torino “per la valorizzazione della fotografia, sia come espressione artistica sia come modalità di comunicazione dell’attenzione della banca alle realtà in cui opera e del suo ruolo rilevante in ambito sociale, economico e culturale”.

Esg: verso "emissioni zero"

Ricchissima, di iniziative ma anche di risorse di cui è prevista l’allocazione, la pagina che riguarda la transizione ecologica. Il gruppo ha infatti aderito a una serie di iniziative internazionali - NetZero Banking Alliance (Nzba), alla Net Zero Asset Managers Initiative (Nzami), Net Zero Asset Owner Alliance (Nzaoa) e alla Net Zero Insurance Alliance (Nzia) - per il mondo finanziario che promuovono l’impegno verso le emissioni zero nei loro portafogli investimenti e prestiti, nonché nella gestione di asset e di attività assicurativa. Iniziative che stabiliscono impegni verso l’obiettivo dell’abbattimento delle emissioni proprie (attività e strutture) per il 2030 e per il 2050 in quelle correlate agli investimenti, agli asset gestiti o assicurati. “Obiettivi di riduzione entro il 2030 già definiti”, fanno notare con soddisfazione da Intesa San Paolo, “con più di un anno di anticipo rispetto alla scadenza della Nzba, per le emissioni finanziate nei settori prioritari ad alta emissione, che rappresentano oltre il 60% delle emissioni finanziate del portafoglio delle aziende non finanziarie nei settori identificati dalla Nzba”.

Sempre ascrivibile all’area Esg c’è infine il supporto alla clientela che si avvia alla transizione. Il gruppo metterà infatti a disposizione nuovi finanziamenti per 88 miliardi (76 miliardi in relazione al Pnrr nel 2021-2026 e 12 miliardi destinati alle persone nel 2022-2025). Fanno parte di questo ambito 8 miliardi dedicati all’economia circolare.

Giovanna Melandri, presidente Human Foundation

Prime reazioni: il plauso di Human Foundation

Un piano che non è passato inosservato in molte realtà di Terzo settore, che conoscono il valore del credito come leva per sviluppare la propria azione sociale, culturale e ambientale. Tra le prima intervenire Human Foundation, la fondazione per l’innovazione sociale e l’advocay presieduta da Giovanna Melandri. “Il nuovo Piano”, si legge in una nota “racconta che le realtá bancarie di questo Paese stanno raccogliendo al meglio il bisogno di innovazione e trasformazione radicale che arriva dopo gli anni difficili della pandemia”.

“La strategia di Intesa San Paolo”, prosegue Human Foundation, “raccoglie la sfida della transizione green e della lotta alle disuguaglianze sociali, che non può non coinvolgere anche gli investitori. È forte nel piano l’attenzione all’inclusione finanziaria di persone vulnerabili e organizzazioni non profit, al finanziamento di attività di inclusione educativa e occupabilità giovanile, al credito per la rigenerazione urbana”. Un plauso della fondazione soprattutto per gli interventi in campo ambientale, cui sono dedicati “88 miliardi, destinati al supporto alla transizione ecologica di aziende corporate e piccole e medie imprese”.

Secondo la fondazione il gruppo bancario “raccoglie appieno la sfida della finanza inclusiva e dimostra la possibilità, anche negli strumenti di pianificazione strategica, di lavorare sulla capacità generativa di produrre valore, ovvero impatto sociale e ambientale positivo. Benvenuti nel futuro della impact economy!”.

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