Intervento Pres Unpli Antonino La Spina
L'appello

Pnrr, bando Borghi da rifare

14 Febbraio Feb 2022 1437 14 febbraio 2022
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La piattaforma Borghi - che riunisce le associazioni Borghi più belli d’Italia, Legambiente, Unione Nazionale Pro Loco d’Italia e Touring Club Italiano - si rivolge al ministero della Cultura chiedendo il ritiro del bando della linea A che rischia di premiare solo 21 piccoli centri con il 50% del miliardo previsto. «Facendo confluire i fondi sulla Linea B si potranno finanziare altri 260 progetti»

Sul tema dei fondi assegnati nell’ambito del Pnrr ai Borghi e in particolare sulla scelta di dividere le risorse stanziate sull’asse “Intervento 2.1 - Attrattività Dei Borghi” (1 miliardo di euro) in due diverse linee, entrambe in scadenza il 15 marzo, intervengono le associazioni che costituiscono la piattaforma dei Borghi (Borghi più belli d’Italia, Legambiente, Unione Nazionale Pro Loco d’Italia e Touring Club Italiano). In particolare, le organizzazioni manifestano perplessità sulla circostanza rispetto al fatto che quasi la metà delle risorse (420 mln di euro) sia investita nella linea “A” che finanzia 21 progetti ed in particolare attribuisce a un solo progetto pilota proposto da ciascun Regione fino a 20 milioni di euro.

Su questo punto le associazioni già nell’autunno 2021 (nell'immagine in apertura il presidente di Unpli Antonino La Spina) avevano espresso la loro contrarietà ad ogni ipotesi di concentrare una parte significativa delle risorse disponibili su pochi Borghi (uno per regione); oggi appare ancora più preoccupante il possibile esito di questa linea, che rischia di non premiare la qualità delle proposte, la capacità di coinvolgimento delle comunità e dei soggetti che lavorano sul territorio e le concrete ricadute occupazionali sul lungo periodo, innescando vere e proprie azioni di disuguaglianza che in considerazione dei criteri discriminatori, in alcuni casi utilizzati, stanno suscitando la rivolta dei territori.

Di contro il bando sulla linea B mette a disposizione 580 mln di euro, di cui 380 milioni di euro per i Progetti locali di rigenerazione culturale presentati dai Comuni e 200 milioni di euro quale regime d’aiuto, attivato attraverso una procedura centralizzata di responsabilità del MiC, a favore delle micro, piccole e medie imprese localizzate o che intendono insediarsi nei borghi che saranno selezionati.

Proprio la linea B - secondo la piattaforma dei Borghi - può rappresentare una grande opportunità di rigenerazione culturale e innovazione urbana diffusa, anche se limitata ad almeno 229 piccoli comuni, creando una fortissima competizione sui territori; le stesse Regioni sanno già che a fronte delle numerose richieste potranno soddisfare un esiguo numero di Comuni beneficiari dei fondi (i progetti potranno impegnare fino a circa 1,65 milioni di euro a borgo, arrivando anche fino a 2,53 milioni di euro, comprendendo anche il successivo bando della componente dedicata alle imprese localizzate).

Le associazioni, da tempo impegnate insieme nel promuovere la valorizzazione dei borghi italiani, ribadiscono il pieno apprezzamento dell’impegno del ministro Dario Franceschini che ha consentito di orientare 1 mld di euro dei fondi del Pnrr a favore dei Borghi, per realizzare quella che il ministro della Cultura, ha definito al lancio del bando “una grande operazione di valenza culturale e sociale”; allo stesso tempo però, nello pieno spirito del Pnrr volto a incentivare lo sviluppo sostenibile e di qualità, a creare occupazione e opportunità di lavoro in particolare per le nuove generazioni, si appellano al ministero della Cultura affinché:

  • nella valutazione dei progetti della linea A, e anche della Linea B dell'Avviso, vengano utilizzati criteri che al di là delle Linee Guida emanate, rispondano pienamente alle finalità del Pnrr e siano effettivamente realizzabili nei tempi previsti dal cronoprogramma dettato dal Governo e dal Presidente Mario Draghi.
  • in presenza di progetti afferenti la linea A e non pienamente rientranti nel dettato delle Linee Guida e del Pnrr, i relativi fondi possano confluire sulla linea B, così come previsto nel bando. Altresì sarebbe auspicale da parte del ministero, in virtù dei malumori e delle proteste che pervengono dai territori, provvedere al ritiro del bando della linea A facendo confluire i fondi interamente sulla linea B, consentendo così il finanziamento di circa ulteriori 260 progetti.

Immagine in apertura fornita da Ufficio stampa

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