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Servizio civile, un'altra interrogazione per la Dadone

15 Febbraio Feb 2022 1501 15 febbraio 2022
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Prima firmataria Francesca Bonomo (Pd) che chiede alla titolare del ministero per le Politiche giovanili tra le altre cose come riprendere il “proficuo confronto e collaborazione con la Consulta, gli enti e i rappresentanti degli operatori volontari” osservando tra le decisioni controverse quella “di ridurre drasticamente i giorni a disposizione degli enti per esperire la procedura di selezione dei volontari”

Il Servizio civile universale continua a essere al centro dell’attenzione. Dopo l'interrogazione dell'on. Gadda, ora ad attendere la ministra Dadone e il suo ministero c’è anche l’interrogazione presentata dall’onorevole Francesca Bonomo (Pd) assegnata alla prima Commissione (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni).

È di pochi giorni fa la decisione del Tar del Lazio (qui la news) su uno dei punti citati nell’interrogazione relativo alla decisione di “ridurre drasticamente i giorni a disposizione degli enti per esperire la procedura di selezione dei volontari, portandoli a 37, rispetto ai 90 previsti in una prima ipotesi presentata agli enti solo pochi giorni prima e nonostante la netta contrarietà della Consulta. La conseguenza di tale scelta sarà inevitabilmente uno svilimento della procedura selettiva che si ridurrà a brevi colloqui con i candidati, con conseguente venir meno della qualità delle selezioni stesse e della soddisfazione dei volontari”.

Un altro punto dell’interrogazione (il testo integrale qui) riguarda “lo strumento della programmazione degli interventi e delle iniziative portate avanti dagli enti iscritti all'Albo e del confronto nella sede di rappresentanza della Consulta nazionale del servizio civile universale, nel rispetto dei principi della partecipazione, della concertazione, della co-programmazione e della co-progettazione”. Uno spirito di collaborazione che denuncia Bonomo “sembra essere stato significativamente messo in discussione da scelte unilaterali che hanno accentuato i problemi di un settore che ha già dovuto affrontare le conseguenze della riduzione delle risorse finanziarie, solo parzialmente compensate nell'ultimo anno, e, ovviamente, i condizionamenti derivanti dalla pandemia”.

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