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18 Febbraio Feb 2022 1118 18 febbraio 2022
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Una trentina di persone sorde in Enel, incluse grazie alla tecnologia e alle startup. La diversity manager: la disabilità occasione di crescita per tutti

Chiamare i colleghi, fare videocall con gli stakeholder e intrattenere rapporti telefonici con i clienti. Si tratta di azioni quotidiane, che negli ultimi due anni sono diventate familiari a tutti.

Se sei sordo, però, attività come queste possono rappresentare uno scoglio insormontabile. Per Fabio Bosatelli, RoBoost leader in Enel Green Power, non udente dalla nascita, però, lo smart working non è stato un problema: la sua azienda già dal 2018 utilizza – sia per i dipendenti che per i clienti – l’applicazione Pedius, che genera dei sottotitoli durante le chiamate e permette di sostenere conversazioni telefoniche anche a chi non può sentire il suono della voce.

«Grazie all’adozione di questo sistema da parte di Enel – dice Bosatelli – mi sento incluso, integrato, valorizzato. Si tratta di una vera e propria tecnologia abilitante».

Ora, inoltre, grazie alla collaborazione tra Pedius e un’altra start up, Veasyt, le persone sorde impiegate all’interno dell’impresa fornitrice di energia hanno la possibilità di utilizzare le modalità di comunicazione che sentono più adatta alle proprie esigenze. Delle conversazioni, infatti, è disponibile anche la traduzione simultanea in lingua dei segni.

«All’interno dell’azienda ci sono una trentina di non udenti – dice Paola Magrini, disability manager di Enel –. Per noi è importante che ciascuno si senta libero di dare al meglio il proprio contributo: riteniamo che la disabilità costituisca una risorsa, una possibilità di crescita per tutti».

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