Guerra

Adozioni: una coppia italiana ancora in Ucraina

28 Febbraio Feb 2022 1651 28 febbraio 2022

Due le coppie sorprese in Ucraina dalla guerra, di cui una già in Moldavia. Altre due le coppie attualmente in Russia. È ancora presto però per capire se è possibile accelerare le adozioni per le coppie che hanno già un abbinamento con un minore ucraino

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Due le coppie sorprese in Ucraina dalla guerra, di cui una già in Moldavia. Altre due le coppie attualmente in Russia. È ancora presto però per capire se è possibile accelerare le adozioni per le coppie che hanno già un abbinamento con un minore ucraino

Sono due le coppie italiane che lo scoppio della guerra ha sorpreso in Ucraina. Una era lì per completare la procedura adottiva e poter quindi rientrare in Italia con la figlia, l'altra per fissare l'udienza con il giudice. Questa seconda coppie è già in Moldavia mentre la prima si trova insieme alla bambina in una struttura protetta messa a disposizione dal nostro console, in attesa di una partenza in sicurezza che potrebbe avvenire già oggi. Lo riferisce Vincenzo Starita, vicepresidente della Commissione Adozioni Internazionali. Altre due coppie si trovano invece in Federazione Russa.


Per quanto riguarda le coppie italiane che hanno già un abbinamento con un minore ucraino, si contano in poche unità. Le famiglie ovviamente desiderano portare a casa il prima possibile i propri figli ma la procedura in Ucraina prevede la pronuncia della sentenza da parte di un giudice "e capisce che in queste prime ore è estremamente difficoltoso comunicare con l'autorità del Paese per portare la preoccupazione delle famiglie e avere risposte. Abbiamo provato a proporre di fare le udienze a distanza", dice Starita.

L'Italia, come riferito ieri sera i ministri Bonetti e Di Maio, ha dato disponibilità, qualora l'Ucraina ne avesse necessità, ad un'accoglienza solidale temporanea di minori accolti negli orfanotrofi del Paese, per la loro messa in sicurezza. In quel caso non si farebbe distinzione tra minori adottabili e non adottabili, quindi chiaramente si tratta di un'accoglienza solidaristica per la messa in sicurezza dei bambini.

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