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Nella parte est del Paese 350mila bambini non hanno accesso all’istruzione

28 Febbraio Feb 2022 1110 28 febbraio 2022
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Gli attacchi alle scuole in Ucraina stanno mettendo in pericolo la vita e il futuro dei 7,5 milioni di bambini del paese. Sarebbero decine i bambini uccisi nei combattimenti, che hanno riguardato anche il bombardamento di strutture educative in tutto il paese, bilancio che però sembra aumentare di ora in ora. «Dall’inizio del conflitto nel 2014», denuncia Save the Children, «sono state chiuse 750 scuole nell’Ucraina Orientale»

Gli attacchi alle scuole in Ucraina stanno mettendo in pericolo la vita e il futuro dei 7,5 milioni di bambini del paese. Sarebbero decine i bambini uccisi nei combattimenti, che hanno riguardato anche il bombardamento di strutture educative in tutto il paese, bilancio che però sembra aumentare di ora in ora.

Save the Children ricorda che, dal 2014, 750 scuole sono state distrutte, danneggiate o costrette a chiudere a causa del conflitto nell’Ucraina Orientale, interrompendo l'accesso all'istruzione per migliaia di bambini. Molti minori e le loro famiglie, inoltre, erano troppo spaventati per frequentare e angosciati dalla presenza di soldati armati negli edifici scolastici.

Secondo gli ultimi dati delle Nazioni Unite, almeno sei strutture educative sono state bombardate negli ultimi giorni e due insegnanti sono stati uccisi venerdì, in una scuola a Gorlovka, nell'Ucraina orientale, che è stata bersagliata da un missile. Un asilo e un orfanotrofio sono stati colpiti e danneggiati a Okhtyrka: tra le 6 vittime, c’era una bambina di appena sette anni.

Nella parte est del Paese, le scuole sono state chiuse il 21 febbraio con l'intensificarsi delle ostilità, lasciando circa 350.000 bambini senza accesso all'istruzione. In altre aree, dove ancora le scuole sono aperte, alcune testimonianze hanno riportato che i genitori mandano a scuola i loro figli con addosso adesivi che riportano il gruppo sanguigno, perché temono che possano essere feriti.

L’Organizzazione, che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro, ricorda che le scuole devono essere spazi sicuri inviolabili e che la protezione per i bambini e gli insegnanti deve essere garantita anche in tempi di conflitto. Gli attacchi contro scuole e ospedali, infatti, sono classificati dalle Nazioni Unite come una delle sei gravi violazioni contro i bambini.

Eva*, 15 anni, ha riferito agli operatori di Save the Children di essere fuggita dal suo villaggio con i suoi genitori durante una tregua dei bombardamenti. Subito dopo la sua scuola è stata colpita.

"I miei nonni, molti bambini, i miei compagni di classe, gli anziani e tanta altra gente che non ha la possibilità di andarsene, sono rimasti nel villaggio", ha dichiarato in una testimonianza audio. "Alcune persone, che sono riuscite a lasciare il villaggio dopo di noi, mi hanno detto che ormai quasi una casa su due è stata danneggiata e anche la nostra scuola è stata bersaglio di colpi diretti", ha concluso.

"Le scuole non devono diventare campi di battaglia dove si scatenano le guerre e gli studenti sono le vittime. Ogni scuola che viene danneggiata o distrutta, ogni lezione persa, è un passo indietro per far sì che i bambini possano sperimentare, imparare, avere delle prospettive, costruire un futuro migliore ", ha dichiarato Irina Saghoyan, direttore di Save the Children per l'Europa orientale.

"Le scuole, gli insegnanti e gli studenti devono essere protetti dagli attacchi. La tutela delle infrastrutture civili essenziali, come scuole e ospedali, e dei civili deve essere la priorità assoluta di tutte le parti. Ridurre al minimo la loro sofferenza in questo conflitto è un obbligo legale. Save the Children chiede un'immediata cessazione delle ostilità, unico modo per proteggere i bambini dalla violenza e da altre violazioni dei loro diritti", ha concluso Irina Saghoyan.

Save the Children opera in Ucraina dal 2014, fornendo aiuti umanitari essenziali ai bambini e alle loro famiglie, sostenendo il loro accesso all'istruzione, supportandoli a livello psicosociale, distribuendo kit invernali e kit per l'igiene, e fornendo denaro alle famiglie in modo che possano soddisfare le esigenze di base come il cibo, l'affitto e le medicine, o in modo che possano investire in nuove attività.

Credit Foto: Sintesi

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