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Agricoltura: Gadda (Iv), su biologico promessa mantenuta

3 Marzo Mar 2022 1114 03 marzo 2022

Finalmente ieri, dopo tre legislature, è stata approvata la legge sulle produzioni con metodo biologico. Maria Chiara Gadda, prima firmataria è particolarmente soddisfatta: "L'approvazione in via definitiva della legge sulle produzioni con metodo biologico è un tassello necessario per consolidare il quadro normativo coerentemente con gli indirizzi europei di transizione ecologica, e accompagnare la crescita di un comparto rilevante per il nostro Paese"

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Maria Chiara Gadda
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Finalmente ieri, dopo tre legislature, è stata approvata la legge sulle produzioni con metodo biologico. Maria Chiara Gadda, prima firmataria è particolarmente soddisfatta: "L'approvazione in via definitiva della legge sulle produzioni con metodo biologico è un tassello necessario per consolidare il quadro normativo coerentemente con gli indirizzi europei di transizione ecologica, e accompagnare la crescita di un comparto rilevante per il nostro Paese"

Finalmente ieri, dopo tre legislature, è stata approvata la legge sulle produzioni con metodo biologico, Maria Chiara Gadda, prima firmataria è particolarmente soddisfatta, anche perchè è la terza legge che porta a terra dopo legge 166 antispreco e Gratuità sosta strisce blu disabili

"L'approvazione in via definitiva della legge sulle produzioni con metodo biologico è un tassello necessario per consolidare il quadro normativo coerentemente con gli indirizzi europei di transizione ecologica, e accompagnare la crescita di un comparto rilevante per il nostro Paese". Lo dichiara Maria Chiara Gadda, capogruppo di Italia Viva in commissione Agricoltura alla Camera e prima firmataria della legge sull'agricoltura biologica. "Questo a maggiore ragione - continua - in un momento in cui l'agricoltura e l'intera filiera agroalimentare italiana stanno soffrendo a causa della crisi internazionale, degli effetti lunghi della pandemia, e dell'esplosione dei costi energetici, delle materie prime e dei trasporti. Il nostro Paese sconta su molti fronti posizioni ideologiche e timidezza su scelte strategiche. Non è più pensabile sottovalutare la necessità di dotarsi di un sistema agroalimentare resiliente, in grado di fronteggiare le crisi globali anche rispetto all'auto approvvigionamento dei beni di prima necessità. Bisogna aumentare la superficie agricola utilizzata favorendo anche le aggregazioni di prodotto e di produttori come fa la legge sul bio, con modelli di agricoltura coerenti con tutte le nostre specificità territoriali, climatiche e la biodiversità. Il biologico e' certamente uno di questi modelli, chi crea inutili contrapposizioni con il convenzionale non sta facendo l'interesse del nostro Paese e di oltre 80.000 imprese che nel 2021 hanno fatturato 4,6 miliardi di euro nel mercato interno e 2,9 in quello estero, investono in molte aree a rischio abbandono, e fanno della ricerca e della innovazione la loro chiave di sviluppo. Agitare lo spettro dell'antiscienza nell'opinione pubblica, con una potenza mediatica raramente vista su altri temi, è stato un modo bieco per nascondere altri evidenti interessi superati anche dagli indirizzi comunitari. Dopo una ampissima discussione durata tre legislature, finalmente il parlamento approva a larga maggioranza una legge quadro che assegna regole certe e trasparenza a tutela della concorrenza, dei produttori e dei consumatori. Si tratta della cornice normativa su cui innestare il piano strategico nazionale per il bio e il decreto
controlli", conclude.

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