Servizio civile

La centralità della formazione nel Servizio civile, il webinar

4 Marzo Mar 2022 0833 04 marzo 2022

Promosso dalla Cnesc con la partecipazione di Laura Massoli, Direttrice dell’Ufficio Nazionale Servizio Civile del Dipartimento Politiche Giovanili e Servizio Civile Universale e di Giovanni Rende, Presidente della Consulta Nazionale del Servizio Civile, la riflessione sulle nuove linee guida: “dare concretezza alle finalità di educazione alla pace e alla cittadinanza attiva”

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Licio Palazzini
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Promosso dalla Cnesc con la partecipazione di Laura Massoli, Direttrice dell’Ufficio Nazionale Servizio Civile del Dipartimento Politiche Giovanili e Servizio Civile Universale e di Giovanni Rende, Presidente della Consulta Nazionale del Servizio Civile, la riflessione sulle nuove linee guida: “dare concretezza alle finalità di educazione alla pace e alla cittadinanza attiva”

In questi giorni in cui, assieme alla pandemia, ritorna la guerra in Europa, la Cnesc ha promosso una riflessione e avanzato alcune proposte per confermare e adeguare le Linee Guida della Formazione Generale per i giovani che svolgono l’anno di servizio civile universale.

In collaborazione con Vita, con la partecipazione di Laura Massoli, Direttrice dell’Ufficio Nazionale Servizio Civile del Dipartimento Politiche Giovanili e Servizio Civile Universale e di Giovanni Rende, Presidente della Consulta Nazionale del Servizio Civile, sono stati messi a fuoco i contenuti, le metodologie, gli strumenti per formare alle finalità del Servizio Civile Universale i giovani che lo attuano.

Laura Milani, vice presidente della Cnesc ha richiamato due elementi di fondo che per la Cnesc guidano questa riflessione. La formazione è inscindibile dall’intera esperienza dell’anno di servizio. Gli adulti che accompagnano i giovani, le modalità di realizzazione delle attività devono essere coerenti con le finalità del Servizio Civile Universale: difesa civile, non armata e nonviolenta della Patria, testimonianza dei valori fondanti della Costituzione. L’adeguamento delle Linee Guida deve mantenere e attualizzare questo impianto culturale e legislativo.

Fabrizio Cavalletti, di Caritas Italiana, ha riletto il percorso che gli enti soci della Cnesc hanno fatto nella formazione dei giovani sottolineando i risultati positivi raggiunti. Fra questi una metodologia di coinvolgimento attivo dei giovani e di ascolto delle loro motivazioni e attese, l’attenzione alla formazione degli adulti nei vari ruoli di formatore, di operatore locale di progetto.

Paola Santoro, di ASC Aps,ha richiamato il percorso che dall’estate del 2020 molti enti soci della Cnesc hanno attivato per fare una prima valutazione dell’impatto della pandemia e del lockdown ha avuto anche sulle centinaia di corsi di formazione che nei mesi precedenti si erano comunque tenuti, facendo ricorso a formazione a distanza sincrona e in misura ridotta asincrona. In secondo luogo ha sottolineato come l’attualizzazione delle finalità del SCU significhi oggi anche un’attenzione all’Agenda 2030 e alle tre transizioni che stiamo vivendo: sociale, ecologica, digitale.

Lucia De Smaele, di Focsiv Volontari nel Mondo, ha richiamato i contenuti specifici dell’esperienza che vivono i giovani che svolgono il servizio all’estero e quindi delle peculiarità che la formazione generale deve avere, peculiarità non adeguatamente evidenziata nelle attuali Linee Guida. Inserimento in società sconosciute, padronanza linguistica, formazione alla multiculturalità, lettura delle finalità del SCU in una società diversa da quella nazionale: questi alcuni dei temi peculiari.

Massimiliano Patrizi, di UILDM, si è soffermato su due misure aggiuntive possibili grazie alla riforma del 2017: il tutoraggio e il servizio di giovani con minori opportunità. Un tutoraggio che ancora non ha elementi di valutazione e che, erroneamente, il Dipartimento ha legato in modo obbligatorio alla cosiddetta certificazione delle competenze. Minori opportunità che correttamente sono di varia natura e che anche per questo richiedono specifici interventi di contenuti e di metodologie nell’azione formativa degli enti e chiedono al Dipartimento un ruolo attivo di creazione di contesti favorevoli all’inclusione di questi giovani.

Elena Marta, dell’Università Cattolica, ha inserito la formazione generale del servizio civile nelle condizioni giovanili che emergono dalle numerose ricerche che sono state fatte in questi anni. L’ambivalenza delle indicazioni (potenzialità di partecipazione e ripiegamento generato dalla pandemia, sfiducia nelle istituzioni e impegno diretto nel volontariato) rendono particolarmente importante la qualità dell’anno di servizio civile universale, la principale azione pubblica, che attraverso il ruolo degli enti, di educazione alla pace e al protagonismo civico dei giovani nelle comunità locali.

Licio Palazzini, presidente Cnesc, ha concluso richiamando due prossimi appuntamenti. La partecipazione della Cnesc al gruppo di lavoro della Consulta Nazionale per adeguare le Linee Guida della formazione, specificando che di adeguamento si tratta e non di nuovo impianto culturale e metodologico e la diffusione verso altri attori sociali dei risultati della formazione in ambito di servizio civile, a cominciare dai soggetti educativi e formativi.

Qui si può rivedere il webinar

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