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Sostegni ter, un emendamento per il Terzo settore dei Comuni in dissesto

10 Marzo Mar 2022 1537 10 marzo 2022

Per evitare che, a seguito della norma che salva dal dissesto comuni come Napoli, Torino e Palermo, gli enti del terzo settore possano subire un ingiusto trattamento e un taglio dei crediti fino all'80%, ho presentato un emendamento, a prima mia firma, ma sottoscritto da Senatori di diversi schieramenti politici, in cui si specifica che la normativa non si deve applicare qualora il creditore sia un ente del terzo settore

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Per evitare che, a seguito della norma che salva dal dissesto comuni come Napoli, Torino e Palermo, gli enti del terzo settore possano subire un ingiusto trattamento e un taglio dei crediti fino all'80%, ho presentato un emendamento, a prima mia firma, ma sottoscritto da Senatori di diversi schieramenti politici, in cui si specifica che la normativa non si deve applicare qualora il creditore sia un ente del terzo settore

Caro Direttore,

Da decenni in Italia enti, associazioni, cooperative sociali, realtà religiose e laiche hanno assunto un ruolo fondamentale per gli obiettivi di welfare. Questo è il Terzo Settore, che lavora e si adopera per i servizi alla persona.

Affidate alla tutela sono le persone fragili: malati, minori, anziani, disabili, ospiti di case famiglia, donne vittime di violenza e di tratta. Milioni di persone che si prendono cura di chi, altrimenti, rimarrebbe nella sofferenza fino a diventare invisibile. Reti solidali che riescono a raggiungere i territori, in quel delicato ruolo di prossimità per la garanzia del diritto di ciascuna persona a vivere un’esistenza dignitosa e inclusiva.

Un settore divenuto protagonista nel tessuto economico italiano, fino al punto, purtroppo, di esserne coinvolto negli aspetti più critici. La parte nobile di un sistema che riconosce nell’etica il suo valore guida, attuando modelli non profit. Dunque non il profitto per il profitto, ma ogni azione costruita, indirizzata e perseguita per il bene comune.

Evidente come il Terzo Settore non possa vivere semplicemente di donazioni ma debba essere sostenuto da tutti i livelli di governo, in modo da arrivare a ciascuna persona bisognosa di un’attenzione e di una cura diversa, che vada oltre lo stesso sistema sanitario e giuridico. LegatI ai concetti di reciprocità e di solidarietà, dobbiamo indirizzare, sempre di più, azioni politiche verso l'economia sociale, con azioni concrete come nel caso dell’ultimo emendamento che ho voluto presentare nel Sostegni ter.

L’articolo1, comma 575, della legge di bilancio 2022 ha stabilito che, valutato l'importo complessivo di tutti i debiti censiti, i comuni capoluogo di citta metropolitane che hanno beneficiato delle misure antidissesto previste dalla stessa legge, entro il 15 giugno 2022, propongono individualmente ai creditori la definizione transattiva del credito offrendo il pagamento di una somma variabile tra il 40 e l'80 per cento del debito, in relazione alle anzianità dello stesso.

La norma non fa distinzione tra imprese profit e imprese non profit e non tiene conto che le associazioni e le imprese del terzo settore svolgono, nei rapporti con le amministrazioni locali, “Attività di interesse generale”. In particolare, sul punto, la Corte Costituzionale ha affermato che “si tratta di una delle più significative attuazioni del principio di sussidiarietà orizzontale valorizzato dall’art. 118, quarto comma, Cost. , un originale canale di amministrazione condivisa, alternativo a quello del profitto e del mercato, scandito per la prima volta in termini generali [come] una vera e propria procedimentalizzazione dell’azione sussidiaria” (cfr. Corte Cost. n. 131/2020).

Per evitare che, a seguito della norma di cui sopra, importante perchè salva dal dissesto comuni come Napoli, Torino e Palermo, gli enti del terzo settore possano subire un ingiusto trattamento, ho presentato un emendamento, a prima mia firma, ma sottoscritto da Senatori di diversi schieramenti politici, in cui si specifica che la sopracitata normativa non si deve applicare qualora il creditore sia un ente del terzo settore.

Non riconoscere per intero i crediti significherebbe, non solo sottrarre servizi che devono, per giustizia sociale, essere garantiti, ma anche mettere in difficoltà i moltissimi operatori che, con un significato che va oltre la dedizione, lavorano nel Terzo Settore.

C’è bisogno di scongiurare tagli che avrebbero molteplici conseguenze, compreso il rischio di causare nuova disoccupazione.

Nemmeno un euro può essere decurtato da crediti ai quali corrispondono sistemi virtuosi che, lontani dalle logiche della massimizzazione del profitto, prendono in carico sofferenze e disagio sociale.

Abbiamo voluto presentare, al provvedimento Sostegni Ter, in esame al Senato, questo emendamento (al quale spero si aggiungono altre firme) affinché si costituisca un principio inderogabile : riconoscere nella cura alla persona, da parte degli enti del Terzo Settore, un valore assoluto non negoziabile.

In un tempo in cui le parole d’ordine sono: sostenibilità e impatto, c’è bisogno di misure che agiscano sulla inclusione sociale e sulla crescita culturale generata dal sentire comune perché nessuno rimanga indietro.

La mia speranza , è questo è il motivo principale per il quale scrivo a Vita , da sempre sensibile al mondo del Terzo Settore, che questo emendamento non venga “bocciato” in questo momento storico delicato e di paura in cui, ancora una volta , l’associazionismo ed il volontariato sta dimostrando grande sensibilità ad accogliere le persone più vulnerabili e fragili che fuggono dalla guerra in Ucraina.

Ringraziando per la sensibilità porgo cari saluti.

Qui l'emendamento

AS 2505

Emendamento

Art. 13

DI PIAZZA, CATALFO, FENU, COMENCINI, DELL'OLIO, DE PETRIS

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

«6-bis. All'articolo 1, comma 575, della legge 31 dicembre 2021, n. 234, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: "Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano qualora il creditore sia un ente del terzo settore di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117. Nei casi di cui al precedente periodo la definizione del credito avviene esclusivamente offrendo il pagamento di una somma pari al 100 per cento del debito."»

NOTA

L'articolo 1, comma 575, della legge di bilancio 2022 ha stabilito che, valutato l'importo complessivo di tutti i debiti censiti, i comuni capoluogo di città metropolitane che hanno beneficiato delle misure antidissesto previste dalla stessa legge, entro il 15 giugno 2022, propongono individualmente ai creditori la definizione transattiva del credito offrendo il pagamento di una somma variabile tra il 40 e l'80 per cento del debito, in relazione alle anzianità dello stesso.

Il presente emendamento specifica che la sopracitata normativa non si applica qualora il creditore sia un ente del terzo settore.

* Segretario commissione Finanze Senato

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