IMG 3611
Il caso

Succivo, cresce la mobilitazione in difesa del Casale di Teverolaccio

24 Marzo Mar 2022 0940 24 marzo 2022
  • ...

Raccolte oltre 2.270 firme in pochi giorni dopo l'appello di Legambiente, Fondazione con il Sud e Forum del Terzo Settore. Il bene, rigenerato dalla cooperativa sociale Terra Felix, in dieci anni di attività ha costituito un modello virtuoso di economia civile, salvaguardia bei beni ambientali e culturali, di valorizzazione dei prodotti locali, di sviluppo della cultura in contrasto alla povertà educativa

Si intensifica la mobilitazione a Succivo per difendere il Casale di Teverolaccio, dopo la decisione dell’Amministrazione comunale di interrompere l’affidamento a Legambiente del giardino e dei locali de La Tipicheria. Di fatto, non verrebbe rinnovata la convenzione in essere da oltre 10 anni e si procederebbe alla pubblicazione di un bando aperto a soggetti profit nel settore ristorativo. Dopo l’appello lanciato da Legambiente, Fondazione con il Sud e Forum del Terzo Settore con un comunicato congiunto dei presidenti Stefano Ciafani, Carlo Borgomeo e Vanessa Pallucchi, sono state raccolte oltre 2.270 firme in pochi giorni sulla piattaforma change.org, tra cui quelle del fondatore di Libera, Don Luigi Ciotti, della presidente nazionale di Legacoop Sociali, Eleonora Vanni, del vicepresidente nazionale e presidente regionale di Coldiretti Campania, Gennaro Masiello, del senatore della Repubblica Sandro Ruotolo e della deputata Rossella Muroni.

Un gruppo di volontari

«Sia chiara una cosa: il Comune può ridare in affidamento il bene ad altre Associazioni o persone, l’importante è che siano realtà del Terzo settore che possano garantire la valorizzazione e la tutela del bene, in coerenza con quanto è stato fatto in questi dieci anni», è il commento di Francesco Pascale, direttore della cooperativa sociale Terra Felix che ha gestito il bene sinora. «Parliamo di un bene comune e non confiscato, è giusto metterlo in evidenza: nessuno intende confondere le acque o accampare diritti. Ma riteniamo che il lavoro svolto sinora abbia prodotto dei risultati tangibili dal punto di vista sociale ed economico, ci dispiacerebbe vedere affidato quel bene – che un tempo era una discarica, va sottolineato – a un operatore della ristorazione che avrebbe finalità differenti dalle nostre».

Tra i progetti di economia civile sostenuti dalla Fondazione Con il Sud figura proprio la cooperativa “Terra Felix”, che ha 14 dipendenti. «Se il Comune non tornerà sulla sua decisione, sette di noi perderanno il posto di lavoro in seguito alla temporanea chiusura dell’orto-ristorante Tipicheria. Con il supporto di Legacoop Sociali, abbiamo chiesto un appuntamento alla Prefettura di Caserta per capire se il Comune possa almeno concederci una proroga sino alla conclusione del procedimento del bando. Non avrebbe senso tenere chiusa l’attività per mesi. Noi, in ogni caso, ci prepariamo a partecipare al nuovo bando, esattamente come faranno le attività commerciali del settore ristorazione».

Antonio Pascale (a sinistra) con alcuni immigrati

Legambiente, a Succivo, negli ultimi anni ha contribuito alla promozione e alla valorizzazione degli aspetti caratteristici del patrimonio culturale e ambientale, enfatizzando la sua bellezza e unicità come mai nessun altro aveva fatto prima. «In un momento storico in cui il nostro territorio era, ed è ancora, tristemente etichettato come “Terra dei fuochi e dei veleni”, le attività al Casale di Teverolaccio hanno fatto conoscere la bellezza del nostro paese, i valori della tradizione agricola locale e il patrimonio storico dell’agro atellano», sottolinea Antonio Pascale, presidente del circolo Legambiente Geofilos di Succivo. «Per oltre 10 anni abbiamo organizzato laboratori ed eventi per bambini e famiglie che hanno contribuito a promuovere la sensibilità e la tutela per l’ambiente. I volontari hanno garantito la fruizione di un bene comune e organizzato attività, mostre e spettacoli utili anche al contrasto della povertà educativa. L’ecologia praticata a Teverolaccio ha unito cultura e solidarietà, in un modello di sviluppo locale che può fregiarsi di riconoscimenti come: Buona pratica nazionale all’Earthday 2015 - Ministero dell’Ambiente, Menzione Speciale Premio del Paesaggio 2017- Ministero Beni Culturali, Green Heroes Kyoto Club. Il giardino, il sottotetto e la stalla del Casale di Teverolaccio, affidati a Legambiente e a Terra Felix, hanno rappresentato una tappa importante per entrare o rientrare nella comunità, per molte persone che vi hanno vissuto un periodo significativo della loro vita, un’esperienza formativa e rigenerativa. È successo per tantissimi giovani atellani che a Teverolaccio hanno svolto un tirocinio scolastico o universitario o un anno di Servizio civile, mettendo in pratica le conoscenze apprese sui libri e maturando competenze sul campo. È stato così anche per decine di migranti, che qui hanno avuto un inserimento alternativo al caporalato e all’emarginazione estrema. Persone sottoposte a misure alternative al carcere hanno avuto la possibilità di saldare il loro debito con la società. Sofferenze legate alla tossicodipendenza e all’alcolismo hanno cambiato rotta, incontrando percorsi di inserimento lavorativo e sociale».

Una veduta aerea del Casale di Teverolaccio

In tanti si chiedono che cosa accadrà a Teverolaccio se non verrà confermato l’affidamento a Legambiente. «Questo luogo simbolico è stato, in questi anni, la casa e l’orgoglio dei tanti soci Legambiente che da qui hanno fatto partire denunce contro gli ecoreati e proposte concrete per migliorare la qualità della vita di questo martoriato territorio», spiega Antonio Pascale. «Nel Casale di Teverolaccio sono stati realizzati percorsi di recupero e reinserimento per tante persone colpite da differenti fragilità, che non avrebbero facilmente trovato occupazione altrove. Tutto questo è stato possibile perché la struttura è stata condotta da quell’ibrido che è il Terzo Settore, che coniuga l’efficienza gestionale del privato e la finalità sociale del pubblico. Sono stati centinaia i volontari provenienti da tutta Italia e dall’estero che nei campi di volontariato di Legambiente e Libera si sono presi cura del Casale di Teverolaccio, che era un simbolo di degrado e di abbandono e che oggi è un luogo che ha attivato molte funzionalità complementari. Un’azione di recupero e valorizzazione che il Terzo Settore ha realizzato con il volontariato e con la capacità di drenare investimenti sociali nazionali. Legambiente ha trovato fondi per bonificare ed illuminare la grotta, realizzare la strada di accesso, restaurare le mura dell’aia e quelle perimetrali, rifare il tetto, realizzare gli impianti termici della sala conferenze e del primo piano, ripristinare i bagni e tutti gli intonaci a piano terra per poter garantire a tutti gli ospiti di eventi e manifestazioni la pulizia e il comfort necessario. Durante i laboratori organizzati nei giardini accanto agli orti sociali, migliaia di bambini hanno sperimentato la fisica, la chimica, la biologia e la botanica sporcandosi le mani, osservando e conoscendo il mondo circostante. Abbiamo stimolato il lavoro di gruppo per incoraggiare la capacità di gestire conflitti, di superare le proprie insicurezze, di migliorare la proprietà di linguaggio, di mettere a frutto la creatività e di riappropriarsi di una manualità che le giovanissime generazioni vanno smarrendo».

Il Casale di Teverolaccio, aggiunge Francesco Pascale, «è stato anche la casa di un’esperienza di impresa sociale che non può essere ridotta ad una semplice attività di ristorazione. La Tipicheria è uno spazio per degustazioni, pranzi, cene, eventi, ma soprattutto una realtà imprenditoriale che restituisce valore ad un territorio avvilito da difficoltà ecologiche, sociali ed economiche con proposte enogastronomiche originali, ricette tradizionali rivisitate, prodotti agricoli ed enologici del territorio, fornendo quindi un mercato e una vetrina ai piccoli produttori locali. Ha favorito l’educazione alimentare ad un pubblico di famiglie, con piatti equilibrati e con l’impegno diretto anche in progetti educativi. Ha ospitato il Gruppo di acquisto solidale con i prodotti del territorio, sviluppando il marketing territoriale. Possibile che tutto questo non abbia un valore?».

Secondo i responsabili locali di Legambiente, «il giardino sarà gestito direttamente dal Comune, ma il come, il quando e il per cosa non è stato ancora definito. Escludere la continuità di Legambiente e di Terra Felix avrà l’unico effetto di rendere un luogo unico e pregiato nel suo genere dal punto di vista sociale, ambientale ed educativo in un anonimo giardino pubblico con annesso ristorantino commerciale».

Con il sostegno di:

Contenuti correlati