UILDM PV Arrivo Dimitri
Ucraina

«Così abbiamo accolto Dimitri alla Uildm di Pavia»

31 Marzo Mar 2022 1545 31 marzo 2022
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Fabio Pirastu, presidente della sezione pavese racconta come, con l’aiuto di tanti, il giovane affetto dalla distrofia di Duchenne sia riuscito ad arrivare in Italia insieme alla mamma e alla sorella

Una storia di solidarietà. Così appare l’iniziativa che ha visto protagonista la sezione Uildm di Pavia: far arrivare sano e salvo dall’Ucraina in guerra a Pavia Dimitri, ventunenne con distrofia di Duchenne. In realtà il racconto di Fabio Pirastu, presidente della sezione pavese dall’Unione italiana lotta alla distrofia muscolare, è quello di una straordinaria volontà di fare e aiutare. Scappare da un Paese martoriato dai bombardamenti non è la cosa più semplice per nessuno, ma se si è su una sedia a rotelle le difficoltà sono ancora maggiori, se non insormontabili.

«La nonna di Dimitri è la badante di una nostra associata. Ed è per questa ragione che conosciamo lui e tutta la sua famiglia», racconta Pirastu. «Lo scorso anno il padre di Dimitri ha avuto un grave incidente ed è diventato paraplegico. Alla fine dello scorso anno grazie a una raccolta fondi e anche con il nostro aiuto è riuscito a venire in Italia per la riabilitazione ed è ancora qui… ma questa è un’altra storia».

da sx Dimitri e Fabio Pirastu

Allo scoppio della guerra si pensa subito a come far arrivare Dimitri e il resto della famiglia in Italia a Pavia. «Non è stato semplice, ma grazie a una nostra socia che è anche un’infermiera abbiamo intercettato la cooperativa sociale Sfera di Verona che stava organizzando un viaggio umanitario verso l’Ucraina per portare medicinali e altri aiuti», continua Pirastu. Con la cooperativa si è organizzato il viaggio dal confine tra Romania e Ucraina fino a Verona. La famiglia di Dimitri è di Černivci a pochi chilometri da Siret in Romania, uno dei punti di confine presidiati dalle ong e dalle organizzazioni umanitarie. «Dimitri ha potuto viaggiare in ambulanza con la cooperativa Sfera fino a Verona dove siamo andati noi a prendere lui la madre e la sorella per accompagnarli qui a Pavia» continua Pirastu.

Dimitri è arrivato a Pavia domenica 20 marzo «la prima tappa è stata l’albergo, ma poi sarà ospitato in una struttura accessibile di Pavia, dove ha sede anche la nostra sezione Uildm e come associazione ci siamo anche occupati di fornigli alcuni ausili di cui era sprovvisto: una carrozzina adatta, un sollevatore per favorire la sua autonomia» descrive Pirastu.

Nell’elenco delle cose da fare la traduzione della documentazione sanitaria «che è scritta in cirillico. Come sezione collaborazione con lo sportello antidiscriminazione di Pavia e abbiamo già preso contatti per dei mediatori linguistici a favore sia di Dimitri sia del resto della famiglia», ma non solo «abbiamo anche preso contatto con un neurologo e stiamo studiando la presa in carico di Dimitri in un centro per malattie neuromuscolari» conclude.
Ora per Dimitri e per la sua famiglia si è aperto un nuovo capitolo di vita e tutto questo grazie alla solidarietà e alla grande volontà di tutta la Uildm pavese che non si è fatta frenare dagli ostacoli e dalla distanza.

Nell'immagine in apertura l'arrivo di Dimitri a Pavia - foto di Uildm Pavia

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