Via Verdes
Ambiente

Greenways, la seconda vita delle linee ferroviarie dismesse

1 Aprile Apr 2022 0930 01 aprile 2022
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Dalla tesi di laurea di Lucia Grazia Varasano, laureata in Scienze del Turismo e dei Patrimoni Culturali all’Università degli Studi della Basilicata, nasce una concreta proposta di valorizzazione turistica dei tracciati ferroviari dismessi, per spingere l’Italia a copiare il modello delle “Vías Verdes” spagnole

“La valorizzazione ai fini turistici e culturali dei tracciati ferroviari dismessi. Un’ipotesi di sviluppo locale per alcune aree interne del Mezzogiorno d'Italia”. Lucia Grazia Varasano si è laureata in Scienze del Turismo e dei Patrimoni Culturali all’Università degli Studi della Basilicata. La sua tesi di laurea è incentrata sulla comparazione tra il modello realizzato in Spagna per la valorizzazione, gestione e fruizione turistica, del patrimonio ferroviario dismesso, e quello adottato in Italia, ancora debole e poco strutturato. Quello che viene fuori dal suo lavoro è una seria e concreta proposta di valorizzazione turistica di due tracciati ferroviari dismessi: la Lagonegro-Spezzano Albanese e la Matera-Montalbano Jonico. Ad ispirare il lavoro della neolaureata è stato il programma spagnolo “Vías Verdes”, le vie verdi, vecchi tracciati ferroviari dismessi che hanno trovato nuova vita, venendo trasformati in sentieri ideali per piste ciclabili o percorsi a piedi, promuovendo il concetto di turismo lento, di sostenibilità, di scoperta delle aree interne e di rispetto dell'ambiente.

In Spagna si contano più di 120 “Vías Verdes”, per un totale di oltre 3.200 chilometri di sentieri immersi nella natura, di linee ferroviarie abbandonate convertite in greenways. Si tratta di percorsi accessibili, pianeggianti, distribuiti su tutto il territorio. Per questo, Varasano ha voluto dimostrare che il sistema spagnolo può essere adottato e replicato anche in Basilicata, e più in generale nel territorio italiano, «per la nascita, lo sviluppo e il consolidamento di una rete di itinerari pedonali e cicloturistici, realizzati grazie alla riqualificazione delle ferrovie dismesse e considerati elementi capaci di rivitalizzare le aree interne». Del resto, gli ultimi dati a disposizione del 2019 pubblicati nel volume “Atlante delle greenways su linee FS. Dal disuso al riuso”, a cura del Gruppo Ferrovie dello Stato italiano, rielevavano che in Italia le linee ferroviarie dismesse o comunque inutilizzate sono poco più di 6.000 km; di questi, 1.200 km potrebbero diventare greenways, un network di mobilità sostenibile, grazie proprio alle caratteristiche planimetriche che contraddistinguono le linee ferroviarie, le cui pendenze si mantengono sempre moderate e quindi facilmente percorribili in bicicletta, a piedi, a cavallo o col monopattino.

Forse anche per questo, l’ipotesi progettuale propositiva di Varasano ha ricevuto il Premio Speciale “Riuso Ambientale” – Premio “Laura Conti 2021”, promosso dall’Ecoistituto del Veneto “Alex Langer” e dalla Fondazione ICU sui lavori che trattano tematiche ecologiche. Non solo. L’attività di ricerca che Varasano ha svolto nell’Unibas adesso sta continuando con la borsa di dottorato dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, che ha la finalità di studiare la riconversione delle ferrovie dismesse e i modelli di governance per lo sviluppo locale delle aree interne, con un focus sulla Basilicata. E l’ipotesi progettuale proposta per realizzare la ciclovia Lagonegro-Rotonda è oggi divenuta reale. In qualità di assegnista di ricerca dell'Istituto di Storia dell'Europa Mediterranea - Consiglio Nazionale delle Ricerche (Isem-Cnr), l’autrice è impegnata nel progetto “Paesaggi ferroviari lucani per la sostenibilità del territorio e lo sviluppo locale. Un cammino green lungo la Lagonegro-Spezzano Albanese”, finanziato dal Ministero della Transizione Ecologica a valere sul “Bando per la promozione di progetti di ricerca a supporto dell’attuazione della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile”.

«I risultati conseguiti dalla dottoressa Lucia Varasano appaiono lusinghieri ed incoraggianti per chi, come noi, da tempo sottolinea l’importanza per la Basilicata, e non solo, di potenziare progetti e programmi dedicati al turismo lento ed ecosostenibile. Solo una tale scelta potrà ulteriormente valorizzare il patrimonio di cultura e ambiente di cui molte regioni italiane sono dotate» ha detto Luigi Stanzione, relatore della tesi e professore Ordinario di Geografia economico-politica. Nel dettaglio, il lavoro di Varasano ha preso in esame due tratte lucane: Lagonegro-Spezzano Albanese e Matera-Montalbano Jonico. Entrambe, secondo l’analisi premiata «possono essere considerate come elementi strategici di sviluppo territoriale, oltre che un’occasione di rilancio del turismo sostenibile. La riconversione della Matera-Ferrandina-Pisticci-Montalbano Jonico consentirebbe la promozione di nuove forme di turismo lento, decongestionando l’afflusso turistico nella città dei Sassi e spingendo verso la diversificazione dell’offerta turistica regionale a vantaggio dei territori emergenti di prossimità. La valorizzazione della Lagonegro-Spezzano Albanese, di prossima inaugurazione, può riverberare il tessuto delle aree interne del Lagonegrese-Pollino mettendo in rete le risorse culturali, naturalistiche e antropiche dei piccoli centri, a partire dalla vicinanza con la costa di Maratea».

Il lavoro di ricerca condotto sulla Lagonegro-Spezzano Albanese, infine, è stato anche “tradotto” nel docufilm “Sentieri di ferro”, prodotto dalla Digital Lighthouse, con protagonista l’attore lucano Rocco Papaleo. Un vero e proprio viaggio alla scoperta delle ferrovie dismesse, che si snoda tra le ricchezze naturalistiche, paesaggistiche, culturali e storiche del territorio inesplorato.

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