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Piano Nazionale Demenze

Definita l’erogazione dei fondi: «Un passo avanti ma non basta»

6 Aprile Apr 2022 1135 06 aprile 2022
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A oltre un anno dall’istituzione del “Fondo per l’Alzheimer e le demenze”, definita la ripartizione dei 15 milioni di euro. La presidente della Federazione Alzheimer Italia Gabriella Salvini Porro ricorda che: «In Italia oltre 1 milione di famiglie sono ancora in attesa di risposte concrete»

«Dopo oltre un anno dall’approvazione dello stanziamento dei fondi per il Piano Nazionale Demenze, è stata definita la modalità di ripartizione di questi fondi. Come Federazione Alzheimer Italia abbiamo già sottolineato che 15 milioni sono una cifra assolutamente insufficiente a coprire le esigenze dei malati e le loro famiglie e, per di più, è stato sprecato molto tempo prezioso prima di sapere come poterla utilizzare», così Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia commenta la notizia della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto-legge del ministero della Salute insieme al ministero dell’Economia e delle Finanze che ha sancito l’approvazione del riparto dei 15 milioni del Fondo triennale per l’Alzheimer e le demenze. E aggiunge: «La Federazione Alzheimer Italia, come membro del Tavolo Permanente sulle Demenze, si fa garante del fatto che questi fondi siano impiegati in progetti veramente utili e abbiano un’effettiva ricaduta sul territorio ma, soprattutto, sulla vita delle persone con demenza e i loro familiari».

Il decreto prevede l’erogazione di 14,1 milioni di euro alle regioni e 900mila euro all’Istituto Superiore di Sanità: l’annuncio arriva oltre un anno dopo l’approvazione allo stanziamento dei fondi su base triennale, sancita dal decreto-legge del 30 dicembre 2020.
Una prima parte delle somme sarà erogata alle Regioni in seguito alla presentazione e all’approvazione di un piano triennale; mentre una seconda tranche sarà erogata al raggiungimento degli obiettivi. La ripartizione dei fondi è così stabilita: 40% in quote fisse uguali per tutte le regioni e province autonome, il restante 60% in proporzione alla popolazione over 65 residente.
Si va dunque dai 287.072 mila euro destinati alla Valle d’Aosta fino ai 1.670.017 euro per la Lombardia, che è la regione con il più alto numero di popolazione over 65 (2.295.835 persone, 16,57% del totale).
I progetti presentati devono prevedere interventi nel campo della diagnosi e della presa in carico delle persone con demenza: potenziamento della diagnosi precoce e tempestiva; implementazione di interventi di telemedicina, tele-riabilitazione e trattamenti psico-educazionali.

La Federazione Alzheimer Italia insieme agli altri membri del “Tavolo permanente sulle Demenze”, sotto il coordinamento del ministero della Salute, avrà il compito di valutare i progetti presentati considerando la coerenza organizzativa, la fattibilità economica, l’appropriatezza degli interventi sulla base di evidenze scientifiche e l’innovazione delle soluzioni proposte. Si fa inoltre garante che i progetti presentati siano realmente efficienti acquisendo dalle regioni ogni sei mesi report sulle attività svolte con l’obiettivo di avere sotto controllo punti di forza, eventuali criticità o ripianificazione di attività e obiettivi raggiunti da ogni singolo progetto.

Grazie ai fondi approvati dal Decreto, si avvia anche un altro piccolo passo per le persone con demenza: la stesura e pubblicazione del documento che definisce le Linee Guida sulla diagnosi e sul trattamento della demenza. Per la prima volta nel nostro Paese si avvia quindi un lavoro che, con la collaborazione delle maggiori associazioni di malati e familiari e delle società scientifiche, porterà alla definizione di indicazioni nazionali e univoche, utili per chiunque abbia a che fare con persone con demenza.

«In Italia 1.240.000 persone con demenza e le loro famiglie attendono e si meritano interventi concreti: ribadiamo la necessità di stanziare al più presto ulteriori finanziamenti e di porre la giusta attenzione al tema dell’assistenza: purtroppo si sta facendo ancora troppo poco e troppo lentamente», conclude Salvini Porro.

In apertura foto di Vlada Karpovich da Pexels

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