Legalità e giustizia

In forse riconsegna a Badalamenti del bene affidato a Casa Impastato

12 Aprile Apr 2022 1419 12 aprile 2022

Slitta al 10 maggio la possibile riconsegna al figlio del boss Gaetano Badalamenti, mandante dell’omicidio di Peppino Impastato, del bene di Contrada Napoli, a Cinisi, affidato dal Gennaio del 2021 a “Casa Memoria Felicia Impastato”. A monte l’errore dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati che, nella confisca, non descriveva la particella relativa al casolare

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Casa Memoria Impastato
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Slitta al 10 maggio la possibile riconsegna al figlio del boss Gaetano Badalamenti, mandante dell’omicidio di Peppino Impastato, del bene di Contrada Napoli, a Cinisi, affidato dal Gennaio del 2021 a “Casa Memoria Felicia Impastato”. A monte l’errore dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati che, nella confisca, non descriveva la particella relativa al casolare

Ancora fiato sospeso sulla vicenda della confisca di Casa Felicia, bene confiscato in Contrada Napoli, a Cinisi, a Leonardo Badalamenti, figlio di Gaetano, quest’ultimo il mandante dell’omicidio di Peppino Impastato, e affidato a Gennaio del 2021 a Casa Memoria Felicia Impastato.

Il 29 aprile la data che era stata fissata per la consegna delle chiavi a colui che oggi risulterebbe il legittimo proprietario, in quanto nelle confisca non viene riportata la particella che riguarda il casolare.

Grande l’indignazione dei mesi scorsi di chi ha in questi anni lavorato per fare in modo che le idee e il coraggio di Peppino Impastato e di Felicia, la coraggiosa madre, non fossero dimenticati, promuovendo iniziative, convegni, incontri con le scuole, attività e progetti dedicati alla diffusione di una coscienza democratica e libera dal giogo mafioso.

«La revoca della revoca – afferma Giovanni Impastato – che ci dà ulteriore respiro. Il Comune ha fatto ricorso in quanto proprietario del bene ed essendo una questione estremamente delicata il giudice ha deciso di fare slittare la data del 29 aprile al 10 maggio. Sospensiva che ci consente di continuare ad accogliere decine e decine di ragazzi, anche in vista dell’anniversario dell'assassinio di Peppino, avvenuto il 9 maggio del 1978. Comunque, sono fiducioso. Anche perché, diversamente, che figura faremmo?».

Una vicenda che si anima attraverso il diritto.

«Noi siamo gli assegnatari e possiamo intervenire solo dopo il verdetto. Nessuno dice che Badalamenti compie un’illegalità, infatti se il giudice gli darà ragione gli consegneremo le chiavi. Mi dispiace solamente leggere che sfruttiamo il nostro cognome per ottenere qualunque cosa. Possiamo dimostrare di portare avanti iniziative che fanno memoria della storia che riguarda Peppino, Felicia e quanti hanno sacrificato la loro vita per un ideale di giustizia alto. Se c’è stato un errore, siamo disposti a fare un passo indietro, ma riconsegnare un bene nel quale c’è stato un investimento di circa 400mila euro, non può certo farci piacere. Magari stimarlo e capire chi risarcisce chi».

Passi da compiere sempre nel rispetto della legalità…

«La legalità prima di tutto. Badalamenti ha detto di essere un uomo della legalità. I fatti, però, credo raccontino altro. Si presenta dal sindaco, che gli dice di dovere aspettare la sentenza del giudice per sapere cosa fare. Allora lui decide di andare a rompere il catenaccio e provare a entrare nel bene. Viene fermato, denunciato e si scopre che su di lui pende un mandato di cattura internazionale. Alla fine - conclude Impastato - torna con gli ufficiali giudiziari per rivendicare la proprietà. Un sali e scendi che ha diversi passaggi che non parlano certamente di legalità. Detto questo, ripeto, rispetteremo la decisione del giudice, ma non senza combattere sino alla fine».

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