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ESG

Intesa Sanpaolo aumenta gli investimenti ad alto impatto sociale

20 Aprile Apr 2022 1130 20 aprile 2022
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Dalla “Dichiarazione consolidata non finanziaria 2021” emerge che ammontano a 20,6 miliardi di euro i finanziamenti ad alto impatto sociale, pari al 27% del totale, di cui 14 a sostegno del sistema produttivo durante l’emergenza sanitaria, mentre sono 8,7 miliardi i finanziamenti concessi a green e circular economy. Per il credito a imprese sociali e Terzo Settore destinati oltre 460 milioni di euro

Venti miliardi e 600 milioni di euro di finanziamenti ad alto impatto sociale, pari al 27% del totale, 14 dei quali a sostegno del sistema produttivo durante l’emergenza sanitaria (utilizzati ben 43 miliardi di euro dall’inizio della pandemia); 8,7 miliardi di euro per finanziamenti a green e circular economy (più che triplicati rispetto al 2020: +213%); oltre 460 milioni di euro (circa 1,2 miliardi dal 2018) impiegati per il credito a imprese sociali e Terzo Settore. Sono soltanto alcuni dei principali risultati ottenuti nel corso del 2021 dal gruppo Intesa Sanpaolo, relativamente all’impegno Esg (Environmental, Social and Governance) di sostenibilità. I dati sono contenuti nella “Dichiarazione consolidata non finanziaria 2021”, un documento strutturato che rappresenta, anche attraverso un set di indicatori quantitativi, le performance e i risultati raggiunti dal Gruppo l’anno scorso.

Intesa Sanpaolo ha investito oltre 80 milioni di euro quale contributo monetario alla comunità, in particolare su arte e cultura. Il gruppo bancario ha confermato la leadership negli investimenti sostenibili, in particolare con Eurizon, e nel digitale con infrastrutture all’avanguardia e una forte presenza sui canali digitali, con circa 12,9 milioni di clienti multicanale, oltre 8 milioni di clienti che utilizzano l’app e 3,6 milioni di vendite digitali. Un focus sul benessere delle persone ha permesso di fare un monitoraggio: 78.000 lavoratori sono stati abilitati allo smart working e sono state erogate 13 milioni di ore di formazione che includono una crescente focalizzazione sulle tematiche Esg; inoltre, l’indice di soddisfazione è pari a circa l’80% nei confronti dell’ambiente di lavoro e della Banca; sono circa 4.000 le assunzioni (quasi il 60% è costituito da donne) anche in un contesto complesso, e 500 appartengono a profili specializzati (oltre 1.700 dal 2018).

Carlo Messina, Ceo del gruppo Intesa Sanpaolo

«Nonostante uno scenario globale molto complesso», sottolinea Intesa Sanpaolo in una nota, «nel 2021 il Gruppo ha portato a termine con successo il Piano d’impresa 2018-2021 conseguendo anche in ambito Esg risultati in linea se non superiori agli obiettivi dichiarati, attraverso una strategia fondata su sostenibilità sociale, culturale e ambientale e radicamento nei territori, confermando la propria solidità patrimoniale e la capacità di creare valore di lungo termine per tutti gli stakeholder. Nel corso dell’anno, il programma ISP4ESG (avviato nel 2019) ha coinvolto tutte le Divisioni e le Aree di governo del Gruppo nel processo di integrazione delle logiche Esg nel modello di business e nella strategia della Banca».

«Nell’ultimo trimestre», si legge ancora nella nota, «un passaggio significativo del percorso del Gruppo nel contrasto al cambiamento climatico è stato rappresentato dalla formalizzazione dell’impegno all’obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050, attraverso l’adesione a tutte le alleanze Net-Zero promosse dalla Unep Finance Initiative. Con più di un anno di anticipo rispetto alla scadenza prevista dalla Nzba, Intesa Sanpaolo ha definito, all’interno del Piano d’Impresa 2022-2025, gli obiettivi di riduzione delle emissioni al 2030 allineati al net zero per i settori dell’oil&gas, della produzione di energia, dell’automotive e dell’estrazione del carbone, che rappresentano più del 60% delle emissioni finanziate del portafoglio di aziende non finanziarie nei settori indicati dalla Nzba».

Nel settembre 2021, Intesa Sanpaolo si è impegnata ad adottare e implementare gli Stakeholder Capitalism Metrics sviluppati dal World Economic Forum, indicatori inclusi per la prima volta nella Dcnf 2021. Lo scorso ottobre è stato pubblicato il primo Tcfd Report. Il Gruppo continua ad essere un modello di riferimento per la sostenibilità, come dimostrato dal suo posizionamento nei principali indici e classifiche internazionali: è l’unica banca italiana presente nei Dow Jones Sustainability Indices World e Europe ed è classificata prima tra i peers da Msci, Sustainalytics e Bloomberg (Esg Disclosure Score). Nel 2021 è risultata la migliore banca europea e la migliore società italiana per gli aspetti Esg nella classifica di Institutional Investor, e a ottobre 2021 è stata inclusa nel nuovo indice Euronext - Borsa Italiana Mib Esg Index.

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