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Osservatorio Pnrr sociale

Salute pubblica e Pnrr, la società civile resta una voce non coinvolta

22 Aprile Apr 2022 1245 22 aprile 2022
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In occasione della XVI Giornata Europea dei diritti del malato presentata la survey che ha coinvolto 38 associazioni di pazienti e di tutela dei diritti. Da Conferenza sul futuro dell’Europa e Pnrr emerge la scarsa partecipazione dei cittadini nella definizione delle priorità di salute. Per l’Italia Cittadinanzattiva denuncia la poca apertura delle Istituzioni sia in fase di definizione delle priorità sia in sede di attuazione dei Pnrr

Nella definizione delle priorità e nelle procedure di attuazione dei Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza (Pnrr) le organizzazioni civiche e le parti sociali non sono abbastanza coinvolte. E se questo vale a livello generale come denunciato da tempo dal Comitato Economico e Sociale Europeo, tanto più accade in tema di salute pubblica, come emerso dalla survey condotta dalla rete europea di Cittadinanzattiva, Active Citizenship Network, e presentata in occasione della XVI Edizione della Giornata Europea dei diritti del malato, svoltasi online gli scorsi 20 e 21 aprile.
Nello specifico, interrogando 38 associazioni di pazienti e di tutela dei diritti di 18 Paesi, è emerso che nella maggior parte dei casi non vi è stato alcun loro coinvolgimento da parte delle istituzioni nella definizione delle priorità di sanità pubblica. La maggioranza ha risposto di non essere affatto coinvolta (35%) o di non essere stata informata di questi processi (22%), mentre il 35% ha risposto positivamente. Tuttavia, tra questi ultimi solo il 13% è stato coinvolto fin dall'inizio nei processi di consultazione, mentre l'11% lo è stato in misura molto limitata.

Indipendentemente da qualsiasi coinvolgimento formale da parte delle autorità, più della metà degli intervistati (55%) ha confermato che la propria associazione ha fornito raccomandazioni civiche alle istituzioni nella definizione delle priorità nel settore della sanità pubblica.
Ancora peggio sembra stia andando in fase di implementazione dei Pnrr: un'ampia maggioranza degli intervistati (79%) ha dichiarato che la propria organizzazione non è stata formalmente coinvolta dalle istituzioni nell'attuazione del Piano del proprio Paese, mentre solo il 10% ha confermato il proprio coinvolgimento attraverso la partecipazione a dibattiti, consultazioni pubbliche e promozione di nuovi modelli sanitari.

«La rilevanza che il Pnrr assume per l’Italia è sotto gli occhi di tutti: siamo il Paese che ha ricevuto più fondi e che, più degli altri, ha deciso di destinarli a politiche diverse e trasversali, dalla transizione digitale a quella ambientale, dal sociale alla salute; inoltre, il Piano italiano combina investimenti e riforme, alcune attese da anni», dichiara Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva. «Ma, a fronte di ciò, il livello di partecipazione dei cittadini e delle comunità allo stesso risulta deficitaria. Come Osservatorio civico sul Pnrr - del quale Cittadinanzattiva è fra le organizzazioni promotrici - abbiamo reclamato maggiori spazi e forme di partecipazione, nonché maggiore trasparenza dei dati e delle informazioni, ottenendo anche importanti aperture in tal senso. Ma non basta: solo per fare un esempio, in merito alla riforma dell’assistenza territoriale, prevista alla Missione 6, finora non è stata avviata nessuna consultazione pubblica dal Governo centrale e molte Regioni hanno deciso dove collocare le Case della Comunità senza aver messo in campo percorsi di dibattito pubblico con le comunità, a volte prevedendo le Case accanto alle strutture ospedaliere mentre la logica da cui nascono è quella di prevederne una diffusione capillare sul territorio».


Aperta con un messaggio della Commissaria europea per la sicurezza alimentare e la salute pubblica, Stella Kyriakides, l’annuale Giornata europea dei diritti del malato ha visto la partecipazione di rappresentanti della Commissione Europea, dell'Ocse, dei ministeri della Salute di Italia e Francia, europarlamentari, leader di associazioni di pazienti, operatori sanitari, esperti del settore e imprese, ed è stata realizzata con il contributo incondizionato di Boehringer Ingelheim, Illumina, Msd, Teva, e Viatris.

Al centro del dibattito anche i lavori della Conferenza sul Futuro dell’Europa e la necessità di riservare maggiore attenzione ad alcuni temi, tra cui: la piena implementazione della direttiva europea sulle cure transfrontaliere; il riconoscimento della spesa sanitaria come investimento e l’importanza del ruolo degli operatori sanitari, oltre alla necessità di una politica industriale degli Stati Membri che tenga maggiormente conto delle esigenze di salute della propria popolazione, anche attraverso un migliore sistema di approvvigionamento dei farmaci..

«Risulta paradossale», commenta Mariano Votta, responsabile delle politiche europee di Cittadinanzattiva, «che, nonostante gli oltre due anni di pandemia, il tema della salute sia stato uno degli ultimi ad essere discussi in seno alla Conferenza sul futuro dell’Europa, ma possiamo considerarlo come un punto di partenza per una collaborazione più forte fra gli Stati Membri nell’ottica di ridurre le diseguaglianze sanitarie».

La Giornata ha anche dedicato attenzione, con due testimonianze, alla crisi umanitaria e sanitaria in Ucraina.

In apertura photo by Zach Vessels on Unsplash

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