Fondazione L’Albero della Vita

Accogliamo il futuro: nuovo spazio dedicato ai bambini ucraini

14 Giugno Giu 2022 1830 14 giugno 2022

Accogliamo il futuro: Fondazione Paoletti e Fondazione l’Albero della Vita realizzano insieme al Comune di Corsico uno spazio per il sostegno ai bambini ucraini e alle loro famiglie. Le attività svolte all’interno dello spazio saranno principalmente di tre tipi: attività destrutturate, come ad esempio gioco di gruppo, attività strutturate, oltre ad attività più prettamente didattiche, scolastiche anche attività creative come la creazione di oggetti; attività che fungano da memoria storica

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Accogliamo il futuro: Fondazione Paoletti e Fondazione l’Albero della Vita realizzano insieme al Comune di Corsico uno spazio per il sostegno ai bambini ucraini e alle loro famiglie. Le attività svolte all’interno dello spazio saranno principalmente di tre tipi: attività destrutturate, come ad esempio gioco di gruppo, attività strutturate, oltre ad attività più prettamente didattiche, scolastiche anche attività creative come la creazione di oggetti; attività che fungano da memoria storica

L’accoglienza in generale, e nello specifico le attività di accoglienza e sostegno psicologico rivolte ai bambini e alle persone in condizioni di vulnerabilità, come quelle ricreative e didattiche, richiedono una progettazione adeguata ed anche particolare attenzione agli spazi e ai luoghi, agli ambienti in cui avvengono.

Per questo Fondazione Patrizio Paoletti (FPP) e Fondazione L’Albero della Vita (FADV) hanno deciso di costruire insieme “Accogliamo il Futuro”, un progetto che a Corsico in provincia di Milano, e in altre quattro città italiane (Perugia, Celle Ligure, Lamezia Terme, Genova e Corsico) ha costruito degli spazi dedicati ai bambini e alle famiglie, all’interno dei centri di accoglienza destinati ai profughi ucraini, grazie al prezioso contributo di Altea Federation con cui sono stati finanziati la ristrutturazione degli spazi e le attività.

La cura degli ambienti e degli spazi nei diversi contesti dell’azione pedagogica, siano essi contesti di emergenza o no, rappresenta per FPP e FADV un elemento centrale dei propri interventi e della propria metodologia pedagogica.

Alla luce della lunga esperienza di accoglienza di minorenni, profughi e minorenni non accompagnati, FADV ha molto chiara l’importanza che ha per bambini e famiglie che arrivano un’accoglienza strutturata.

Lo spazio destinato ai bambini a Corsico è un luogo di accoglienza in cui i bambini possono fermarsi, far decantare le paure, il trauma da distacco e gradualmente ricostruire routine e una quotidianità, ricominciando a relazionarsi in maniera positiva con l’ambiente esterno.

Il luogo dove vengono svolte le attività diventa, dunque centrale, ed è proprio attraverso di esso che il bambino inizia a percepire un’accoglienza fatta di attenzione, ascolto e cura.

Lo spazio di Corsico

La Giunta comunale ha deliberato di concedere alcuni spazi del Centro di via Curiel 23 alla Fondazione L’Albero della Vita Onlus, che insieme a Fondazione Patrizio Paoletti, li sfrutterà per servizi dedicate principalmente alle famiglie profughe dell’Ucraina, ma cercando di rispondere ai bisogni di tutte le famiglie del territorio. In questa zona infatti già prima dell’emergenza, erano residenti più di 300 persone di origine ucraina che hanno accolto a seguito dello scoppio della guerra altrettanti connazionali. Il centro si colloca in un territorio complesso del comune dell’hinterland milanese, caratterizzato da una forte presenza di famiglie di origine straniere.

I principi di tale cura nella predisposizione degli spazi sono:

  • ogni spazio ha bisogno di intenzionalità;
  • gli ambienti devono essere a misura di bambino;
  • gli ambienti e gli spazi devono essere ordinati e puliti ma anche belli e armonici;
  • gli spazi e gli ambienti hanno bisogno di partecipazione;
  • ogni ambiente deve avere una chiara funzione e destinazione d’uso;

L’obiettivo è che questi luoghi e le diverse attività che vi si svolgono siano realmente orientanti per i bambini (e potenzialmente anche per i genitori) all’insegna del rilancio delle proprie risorse, aspirazioni o della scoperta e/o costruzione delle medesime.

Obiettivo di “Accogliamo il futuro”

Riconsegnare ai bambini una routine e il senso di normalità perduti a causa della situazione di emergenza.

Per routine e normalità intendiamo tutti quegli aspetti tipici della quotidianità di un bambino, aspetti comuni a tutte le culture del mondo. Momenti fatti di orari e appuntamenti, gioco, creatività, stimolo, sperimentazione, ascolto, condivisione.

In questo senso il bambino viene incoraggiato, a prescindere dal tempo che trascorrerà nel centro di accoglienza, a lasciare un contributo e una propria traccia, viene quindi invogliato a personalizzare lo spazio che diventa oltre che di tutti anche proprio.

Le attività

All’interno degli spazi di “Accogliamo il futuro” le attività diversificate saranno strutturate in modo da creare una routine e allo stesso tempo ricreare un ordine chiaro nello spazio circostante i bambini. Le regole sono poche, chiare e condivise in modo da essere uno strumento con cui i bambini si abituano alla convivenza.

L’introduzione delle regole è graduale, soprattutto nel caso in cui vi siano molti bambini nuovi appena arrivati. All’interno della attività e delle tempistiche strutturate, vengono incoraggiate le proposte dei bambini.

Una chiara organizzazione permette ai bambini di avere dei punti di riferimento costanti nel periodo che frequentano lo spazio a loro dedicato e ciò garantisce, da un lato la migliore gestione dei laboratori, dall’altro una maggiore tranquillità dei bambini.

Le attività svolte all’interno dello spazio saranno principalmente di tre tipi:

1.Attività destrutturate, come ad esempio gioco di gruppo, il disegno libero e la manipolazione di materiali. Questo tipo di attività saranno svolte in particolar modo quando il numero delle presenze è elevato e risulta, pertanto, più difficile organizzare laboratori tematici.

2.Attività strutturate, oltre ad attività più prettamente didattiche, scolastiche anche attività creative come la creazione di oggetti. Questo tipo di laboratori verrà svolto, soprattutto, con i bambini presenti da più giorni e sarà funzionale anche alla personalizzazione e appropriazione degli ambienti.

3.Attività che fungano da memoria storica. L’idea è che attraverso questa attività i bambini possano contribuire a costruire il proprio luogo, lasciando un segno del loro passaggio e una testimonianza per chi arriverà dopo di loro. Diamo molta importanza a questo aspetto perché riteniamo che un’attività del genere dia stabilità, speranza al bambino e gli infonda un senso di sicurezza. Sapere che in tanti stanno facendo lo stesso percorso dà al bambino un punto di riferimento. La stessa contingenza, per quanto drammatica, può rappresentate una parte della propria storia vissuta come esperienza comunque costruttiva.

Attività di formazione e supervisione:

Naturalmente sono previste anche attività di formazione psicopedagogica al personale professionale e volontario, per sostenere con strumenti concreti gli adulti coinvolti nel delicato processo di accoglienza ed inclusione. Queste attività sono volte a promuovere la resilienza, la speranza e la progettualità in un contesto di emergenza sociale ed educativa che coinvolge tutta la comunità, potenziando la sfera personale, oltre che professionale. L’intento è fortificare le persone, gli ambienti e i contesti per prevedere, prevenire, gestire le difficoltà ed i grandi cambiamenti in corso. I temi, affrontati con approccio multidisciplinare, si focalizzano, oltre che sull’offerta di strumenti psicopedagogici, sul fortificare capacità positive come la speranza, la resilienza e la prefigurazione. L'obiettivo finale è promuovere le straordinarie possibilità della mente umana e condividere strumenti pratici che possono aiutare gli individui e l’insieme a trasformare il disagio dell’incertezza in volontà e attenzione.

La supervisione psicopedagogica in contesti d’emergenza è un momento di orientamento operato da professionisti della relazione di aiuto e l’équipe di lavoro. La finalità è quella di promuovere la salute psicofisica di ogni operatore e operare per il costante monitoraggio degli obiettivi e della qualità dell’intervento di cui bambini ed adolescenti beneficiano. La supervisione psicopedagogica si pone come un momento di ascolto e restituzione per comprendere meglio le difficoltà e le fatiche legate allo stare in relazione con famiglie, bambini e adolescenti in condizioni di grave marginalità o difficoltà generate da traumi. Sostiene i gruppi nel compiere scelte, gestire situazioni problematiche, migliorare la qualità delle relazioni offrendo uno spazio ed un tempo per prevenire, contenere, gestire ed affrontare l’inevitabile fatica dell’essere in relazione costante con contesti problematici, favorire l’espressione di pensieri, emozioni, riflessioni, preoccupazioni, criticità, promuovere l’emergere e la messa in campo delle risorse educative e delle potenzialità, nuove strategie e pratiche educative-relazionali; attivare una riflessione sul ruolo educativo e affettivo, in un’ottica di accompagnamento della relazione tra l’educatore e il bambino/adolescente, oppure tra l’educatore e i genitori, attivando una riflessione sul ruolo educativo e sull’assunzione di responsabilità.

La ventennale esperienza dell’équipe della Fondazione Patrizio Paoletti è rivolta a educatori e professionisti (insegnanti, professori, istruttori, assistenti sociali).

Prefigurare il Futuro per potenziare speranza e progettualità: metodi e tecniche per potenziare speranza e progettualità (PF) è un percorso formativo nazionale ideato e progettato dalla Fondazione Patrizio Paoletti (FPP), nato nel 2017 a seguito del terremoto che ha colpito il centro Italia. Negli anni il progetto si è evoluto dedicandosi a condividere saperi scientifici e pedagogici sullo straordinario potere della mente per trasformare il dolore e la difficoltà in momenti di crisi, avversità e cambiamenti. Lo scopo è quello di fortificare le persone e i contesti aiutando gli individui a sviluppare maggiore consapevolezza, riprendere in mano la propria vita e prefigurare il futuro anche in momenti di forte cambiamento sociale. Nei suoi quattro anni di vita, il progetto ha raggiunto più di 35 mila persone, vantando la collaborazione con numerose istituzioni, Università e associazioni in tutta l’Italia, tra cui il Dipartimento di Protezione Civile del Consiglio dei Ministri, l’Università Sapienza di Roma, l’Università di Padova. In particolare nel 2020 e nel 2021, a seguito dell’emergenza sanitaria Covid-19, il progetto si è dedicato anche al supporto di educatori, polizia penitenziaria, professionisti della relazione di aiuto del Centro di Giustizia minorile della Regione Campania e alla formazione degli operatori e dei detenuti della Casa di Reclusione di Padova. Prefigurare il Futuro è un progetto generativo di contesti inclusivi. L’inclusione è intesa come la possibilità di dare accesso alle risorse disponibili, a tutti, considerando che l’insufficienza e la difficoltà che ci si trova a vivere, riguardano non solo i singoli ma la comunità nella sua interezza. Per queste ragioni il progetto promuove la co-costruzione di un sistema valoriale solidale in cui il benessere del singolo è fortemente connesso a quello dell’insieme offrendo a ragazzi, famiglie e operatori strumenti pratici per posizionare in un orizzonte di senso le crisi e i cambiamenti in corso, proteggendo bambini e adolescenti, trasformando le fragilità in forza e determinazione. L'intenzione principale del progetto è di offrire strumenti pratici per promuovere la resilienza, intesa come la capacità individuale, gruppale e comunitaria di affrontare, superare, uscire rinforzati da esperienze negative

Partendo da questo presupposto e in ottica multidisciplinare – psicologica, pedagogica, sociologica, educativa, etc. – la formazione ha lo scopo di rendere gli adulti della comunità dei tutori di resilienza.

Metodologia

Gli interventi di FPP e FADV sono progettati e realizzati secondo una metodologia codificata dalla Pedagogia per il Terzo Millennio, un sistema educativo che opera per lo sviluppo dell’individuo e il miglioramento delle relazioni umane. Tra gli obiettivi fondamentali e fondanti:

Accogliere in un “luogo positivo e sicuro” in cui ciascuno, senza discriminazioni, possa sentirsi accettato nella propria unicità, essere invitato a partecipare ad attività che restituiscano valore e dignità alla propria storia di vita, ai vissuti.

Generare le condizioni più favorevoli perché i bambini possano riconquistare una normalità e rigenerazione.

Attivare e facilitare, attraverso le attività psico-educative e i momenti ludici, il processo di RESILIENZA che bambini e adulti stanno possono mettere in campo

FAVD metterà a disposizione équipe specializzate e formate da educatori, psicologi e mediatori culturali, affinché la comunicazione con bambini, mamme, genitori e familiari tutti possa essere diretta e possa facilitare la relazione. FPP metterà a disposizione équipe specializzate formate da psicologi e psicoterapeuti per offrire strumenti pratici per promuovere la resilienza, intesa come la capacità individuale, gruppale e comunitaria di affrontare, superare, uscire rinforzati da esperienze negative.

È una prassi di intervento collaudata messa a punto in Italia e all’estero negli anni, e perfezionata in particolare durante l’emergenza Siriani dal 2013 e nei diversi progetti che FPP e FADV hanno realizzato nell’ambito dell’accoglienza con i migranti, sia minorenni stranieri non accompagnati che bambini accolti con la propria famiglia. Il lavoro degli educatori/trici è supportato da un nutrito gruppo di volontari che si alternano in turni organizzati.

«“Viaggiando quassù faccio lume a tutti quanti, dall’India al Perù, dal Tevere al Mar Morto, e i miei raggi viaggiano senza passaporto" (Gianni Rodari)”. Prendo in prestito le parole di questa poesia perché spiega ciò che ha mosso la Giunta: il desiderio di costruire spazi dove un mondo senza passaporto non conosce guerre né violenze compiute in nome del potere. Un luogo aperto a tutti, un luogo dove si sperimentano gesti buoni, gesti di attenzione, rispetto e cura. Gesti e parole che costruiscono ponti», commenta Elena Galli, Assessora Politiche sociali e Abitative, Comune di Corsico.

«Abbiamo realizzato questo progetto per potenziare le risorse di chi sta affrontando le conseguenze più difficili di questo grave momento storico, risorse che sono abilità innate del nostro cervello, come la resilienza, la speranza e la prefigurazione. La ricerca di una nuova consapevolezza di sé può aiutare sia i bambini che gli adulti ad affrontare le avversità e a crescere insieme. Quello che sta accadendo ci riguarda tutti: il benessere individuale non è mai separato da quello collettivo, la qualità della vita e delle relazioni umane è sempre a vantaggio dell'intera società», commenta Patrizio Paoletti, Presidente Fondazione Patrizio Paoletti

«Siamo molto felici ed orgogliosi che il Comune di Corsico abbia voluto affidarsi a noi per gestire questo spazio dedicato ai bambini. Un servizio che si aggiunge agli altri quattro spazi simili che abbiamo costruito in Italia in questi mesi. Oltre che a Corsico, infatti, siamo attivi anche a Perugia, Genova, Napoli e Catanzaro. Si tratta dell’ultimo tassello del grande impegno che la Fondazione sta profondendo per accogliere e aiutare, sui confini ucraini e in Italia, bambini e donne in fuga dalla guerra», commenta Isabella Catapano, Direttore Generale della Fondazione L’Albero della Vita Onlus.


«Si tratta di un progetto che interviene in territori, come quello di Corsico, dove è importante costruire possibilità per tutti i bambini. Per questo il nostro intervento, oltre ad aiutare e integrare le famiglie ucraine, costruisce una presenza territoriale fatta di opportunità di sostegno e integrazione per tutti», commenta Giuseppe Di Rienzo, responsabile progetti Italia Fondazione L’Albero della Vita Onlus.

Nelle immagini, lo spazio dedicato all'acoglienza

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