Comunità Energetiche
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Fondazione Con il Sud, bando da 1,5 milioni di euro

14 Giugno Giu 2022 1258 14 giugno 2022
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L'iniziativa ha l’obiettivo di facilitare i processi partecipati di transizione ecologica dal basso nel Mezzogiorno e ridurre la povertà energetica in cui vivono le famiglie che si trovano in situazioni di difficoltà economica e sociale. La scadenza del bando è fissata per il 21 settembre 2022

La Fondazione Con il Sud lancia il “Bando per le comunità energetiche e sociali al Sud” e mette a disposizione 1,5 milioni di euro per favorire la nascita di comunità energetiche nelle regioni meridionali, con l’obiettivo di facilitare i processi partecipati di transizione ecologica dal basso e ridurre la povertà energetica in cui vivono le famiglie che si trovano in situazioni di difficoltà economica e sociale. La scadenza del bando è fissata per il 21 settembre 2022.

«Le comunità energetiche rinnovabili sono uno straordinario strumento di democrazia partecipativa», sottolinea Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione Con il Sud. «La transizione energetica e il contrasto della povertà passano infatti per il protagonismo delle comunità locali che, in un’ottica di condivisione e collaborazione, propongono soluzioni innovative e sostenibili, dal punto di vista ambientale, economico ma soprattutto sociale. Anche in esperienze di questo tipo è innegabile il ruolo decisivo del Terzo settore, per le sue spiccate capacità di leggere i bisogni di una comunità, di creare aggregazione e inclusione anche attraverso iniziative di transizione energetica dal basso, a dimostrazione del fatto che lo sviluppo, specialmente al Sud, è possibile se si inserisce in percorsi di coesione sociale».

Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione Con il Sud

Le comunità energetiche rinnovabili sono enti giuridici composti da soggetti che, su base volontaria, si riuniscono per produrre e consumare energia elettrica pulita. Le comunità energetiche si fondano su un modello decentrato e diffuso in cui i cittadini diventano prosumers, cioè utenti che non si limitano al ruolo passivo di consumatori (consumer) ma partecipano attivamente alle diverse fasi del processo di produzione (producer) e gestione dell’energia e delle risorse garantite dal sistema di incentivi e remunerazioni previsto per la parte di energia condivisa.

Secondo quanto riportato dall’Osservatorio sulla povertà educativa, promosso dall’impresa sociale “Con i Bambini” in collaborazione con Openpolis, 2 milioni centomila famiglie erano in condizione di povertà energetica nel periodo 2004-15. Una quota che, nel periodo preso in esame, rappresentava circa l’8% dei nuclei, con un picco del 14% nel Mezzogiorno. Una tendenza purtroppo confermata dal rapporto Oipe – Osservatorio italiano sulla povertà energetica – del 2020. Crisi sanitaria e guerra in Ucraina hanno acuito il problema: da una parte, infatti, la pandemia ha aggravato la situazione economica già fragile di molte famiglie, dall’altra il conflitto bellico sta generando, come è noto, un importante aumento del costo dell’energia e del gas.

Il bando per le comunità energetiche e sociali al Sud prevede due fasi: nel corso della prima saranno presentate le proposte che dovranno delineare le caratteristiche principali della comunità energetica rinnovabile e degli impianti di produzione di energia rinnovabile da installare su immobili gestiti da enti del Terzo settore, nonché i benefici ambientali, economici e sociali attesi.

Con questo bando, la Fondazione Con il Sud introduce la valutazione di impatto dei progetti che saranno selezionati, ovvero una valutazione complessiva dell’efficacia delle azioni realizzate. I partenariati di progetto dovranno essere composti da almeno tre organizzazioni, di cui una di Terzo settore come “soggetto responsabile”. Necessaria anche la presenza di un partner tecnico, in grado di supportare e gestire la futura comunità energetica in tutte le fasi di progettazione, installazione, funzionamento. Inoltre, dovrà essere coinvolto almeno un altro ente di Terzo settore. Gli altri eventuali partner possono appartenere al mondo economico, delle istituzioni, dell’università, della ricerca. Il partenariato coinvolgerà, inoltre, tutti gli enti che metteranno a disposizione un immobile per l’installazione di un impianto di produzione di energia da fonti energetiche rinnovabili. Le proposte ritenute più valide e capaci di generare valore sociale ed economico sul territorio saranno selezionate e accompagnate nella seconda fase di progettazione esecutiva.

Le proposte dovranno essere presentate online, attraverso la piattaforma Chàiros dal sito www.fondazioneconilsud.it.

Per contrastare la costante crescita dei livelli di povertà energetica, l’Unione Europea – all’interno di un più ampio quadro di contrasto al cambiamento climatico – a partire dal 2018 ha delineato strategie e strumenti per aumentare l’efficacia energetica e incentivare l’uso di risorse generatrici di energia pulita. In linea con tali obiettivi, nel 2018 è stata adottata la direttiva europea 2001 che esorta gli Stati membri ad aumentare entro il 2030 la quota di consumo di energia da fonti rinnovabili fino al 32%. La direttiva fornisce anche i principi chiave per il raggiungimento di tale finalità, tra i quali spiccano il sostegno finanziario all’energia elettrica da fonti rinnovabili e l’autoconsumo dell’energia elettrica prodotta da tali fonti.

In Italia il recepimento delle indicazioni europee si è concretizzato tramite i decreti legislativi n. 162/2019 (poi trasformato in legge, la n.8/2020) e, più recentemente, il n. 199/2021. Tra le novità introdotte, la più importante riguarda la normativa sulle comunità di energia rinnovabile. Secondo il rapporto “Comunità rinnovabili 2021” di Legambiente, in Italia sono attive 20 comunità energetiche rinnovabili, distribuite su tutto il territorio nazionale, mentre altre 7 sono in fase di progettazione. Ulteriore impulso allo sviluppo di questi percorsi verrà garantito dalle risorse stanziate nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, che prevede di destinare oltre 2 miliardi di euro per favorire la diffusione delle modalità di autoproduzione e autoconsumo collettivo.

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