Ucraina

Casa della Misericordia: «per la prima volta bombe sulla nostra città»

15 Giugno Giu 2022 2304 15 giugno 2022

Nella notte tra sabato e domenica è stata colpita anche la città dove ha sede il Centro per bambini con disabilità supportato da Fondazione Don Gnocchi, che ospita stabilmente 160 sfollati e profughi da altre regioni dell'Ucraina. Rosati: «Non possiamo dire al momento se ci saranno nuove evacuazioni di beneficiari, familiari e staff: certamente il quadro sicurezza è mutato drasticamente in peggio»

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Ucraina Presidente Centro Don Gnocchi
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Nella notte tra sabato e domenica è stata colpita anche la città dove ha sede il Centro per bambini con disabilità supportato da Fondazione Don Gnocchi, che ospita stabilmente 160 sfollati e profughi da altre regioni dell'Ucraina. Rosati: «Non possiamo dire al momento se ci saranno nuove evacuazioni di beneficiari, familiari e staff: certamente il quadro sicurezza è mutato drasticamente in peggio»

«Cari amici, posso inviarvi questo messaggio perché è stata da poco ripristinata la connessione internet, mentre ancora risuonano, incessantemente, le sirene. Siamo ancora in stato di shock. Nella notte tra sabato e domenica la nostra città per la prima volta è stata colpita da quattro missili, che hanno danneggiato alcuni edifici residenziali causando 22 feriti tra la popolazione civile. Tra di loro, purtroppo, ci sono anche dei bambini. I soccorsi sono stati tempestivi e tutti sono stati trasportati in ospedale. Grazie a Dio, siamo ancora tutti vivi»: così ha scritto lunedì 13 giugno Tetyana (nella foto), responsabile della Casa della Misericordia, la struttura sostenuta dal 2018 dalla Fondazione Don Gnocchi. La Casa è un Centro di accoglienza per bambini disabili che a pochi giorni dallo scoppio della guerra ha accolto sfollati e profughi, arrivando ad ospitare più di 160 persone. Per la prima volta, ora, i bombardamenti sono arrivati anche in quest’area. «Abbiamo trascorso la notte nascosti in rifugio, senz'acqua, luce e gas e senza poter comunicare con l’esterno. Per fortuna oggi i servizi sono stati ripristinati, ma la paura è stata ed è enorme. Non riesco nemmeno a spiegare che cosa significhi udire quei boati e ritrovarsi a proteggere con il proprio corpo un bambino terrorizzato, senza sapere che ne sarà di noi.
Ogni giorno ormai non sappiamo più cosa aspettarci. Per questo vi chiedo di continuare a pregare per noi, perché tutto questo finisca al più presto», ha scritto Tetyana.

Dallo scorso fine settimana anche la regione di Ternopili ha visto un intensificarsi degli attacchi missilistici, anche e soprattutto su obiettivi civili: «Come racconta Tetyana, nella notte tra sabato e domenica la località del progetto (che per ragioni di sicurezza, ora ancora più stringenti, non nominiamo) è stata raggiunta da 4 “rakete” che hanno colpito abitazioni residenziali causando 22 feriti civili. Tra loro anche bambini, almeno una dei quali sfollata proveniente da Kharkiv e ospitata in un’abitazione privata», riferisce Francesco Rosati, dell’Area Solidarietà Internazionale della Fondazione Don Carlo Gnocchi.

«L’edificio della Casa della Misericordia non è stato colpito, 160 persone sfollate da altre regioni del Paese vivono ancora lì stabilmente e negli ultimi giorni hanno trascorso quasi tutto il tempo in rifugio al suonare delle sirene. Ci segnalano oltre 400 edifici in città che hanno subito danni di varia entità. Gli attacchi sono proseguiti anche nella giornata di ieri su Leopoli e la regione di Ternopili, tutti i missili sono stati intercettati dalla contraerea ma vicino a Leopoli ci sono stati feriti causati dai detriti. Non possiamo dire al momento se ci saranno nuove evacuazioni di beneficiari, familiari e staff: certamente il quadro sicurezza è mutato drasticamente in peggio».

Ieri alla Casa della Misericordia è stato organizzato un incontro di formazione sulle cure primarie, con istruttori della Croce Rossa di Ternopili, per imparare a fermare l'emorragia critica e come fornire il primo soccorso con materiali improvvisati. Al corso erano presenti il ​​personale della Casa della Misericordia e gli sfollati interni che lì risiedono.

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