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Povertà, la crisi morde forte. In aumento le richieste di aiuto

15 Giugno Giu 2022 1403 15 giugno 2022
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La fondazione registra 50mila assistiti in più nella rete delle organizzazioni caritative nei primi mesi del 2022, mentre nello stesso periodo si è registrato un calo delle donazioni di alimenti da parte dell’industria, con picchi del 35% nel settore ortofrutticolo. Da qui l’appello «a tutti per aiutare chi ha bisogno». Per tutta l’estate attiva la campagna "Donare di gusto #WeCareTogether"

Le persone in povertà assoluta nel nostro Paese sono ancora tante: secondo i dati ufficiali diffusi dall’Istat sul 2021 si contano infatti 5,6 milioni di individui. Ma anche i trend di questi primi mesi del 2022 sono molto più preoccupanti: secondo Banco Alimentare, che già oggi registra un incremento di richieste di aiuto quantificato in + 50mila assistiti, il numero è destinato inevitabilmente a crescere nei prossimi mesi a causa delle ripercussioni negative della guerra in Ucraina, dell’aumento dei prezzi delle materie prime, dell’energia e dell’inflazione.

«Ognuno di noi registra già in questi mesi un aumento della spesa alimentare un aumento dei prezzi che aggraverà la situazione delle categorie più fragili: famiglie monoreddito e con lavori precari, piccoli commercianti o artigiani già provati dalla pandemia, chi lavora nel sommerso e non gode di sussidi, chi già a stento arrivava a fine mese. Quante saranno le persone che nei prossimi mesi avranno bisogno di un aiuto per soddisfare un bisogno primario come quello del cibo? Come possiamo non lasciare indietro nessuno?» a chiederselo è Giovanni Bruno, presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus.

La preoccupazione di Banco Alimentare non finisce qui. E le ragioni di questa preoccupazione è nel fatto che – spiega una nota - Banco Alimentare registra un calo della donazione di eccedenze da parte di alcuni segmenti della filiera agroalimentare con picchi del 35% nel settore ortofrutticolo e un calo delle donazioni economiche a sostegno dell’attività del 36%. Una congiuntura, che se unita all’aumento dei costi per l’attività di recupero e redistribuzione del cibo, potrebbero far ridurre la capacità di Banco Alimentare di far fronte a tutte le richieste di aiuto.

«Nelle scorse settimane c’è stato un blocco temporaneo della fornitura di pasta da parte dell’Agea, l’ente gestore degli aiuti del Fondo Nazionale e dei Fondi Europei», continua Giovanni Bruno. «Alcuni bandi si sono dovuti ripetere a causa dell’aumento dei prezzi. Questo è uno dei canali attraverso il quale raccogliamo gli alimenti che distribuiamo alle strutture caritative che aiutano le persone in difficoltà. Temiamo che la crescita dei costi delle materie prime e dell’inflazione possano provocare nei prossimi mesi una contrazione del canale Agea del 20-25% per alcuni prodotti. Questo, aggiunto alle minori donazioni di eccedenze da parte delle aziende, significherebbe una diminuzione della capacità di supportare le strutture caritative e di conseguenza le persone in difficoltà».

Banco Alimentare registra peraltro anche un aumento dei propri costi di logistica, trasporti ed energia elettrica stimando il costo di recupero e distribuzione di un pasto equivalente - pari a un mix di 500 gr di alimenti in base ai Larn (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana) - in media pari a circa € 0,10, un +43% nel 2022 rispetto agli anni precedenti quando si assestava a € 0,07.

Perché questa “catena di solidarietà” continui ad operare nel sostenere l’operato di circa 7.600 strutture caritative in tutta Italia, che aiutano 1 milione e 700mila persone in difficoltà, Banco Alimentare ha lanciato la campagna Donare di gusto #WeCareTogether. Sul sito www.bancoalimentare.it si possono trovare tutte le iniziative fino a fine agosto: in particolare sarà possibile richiedere i prodotti solidali online e sostenere Banco Alimentare anche sulla piattaforma di crowdfunding forfunding.intesasanpaolo.com

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