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Progetti

Miyon, sostenibilità è bellezza

5 Luglio Lug 2022 1200 05 luglio 2022
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Irene Bassi e Giacomo Mion hanno fondato a Venezia un contenitore di progetti tra architettura, design e moda, che vengono creati grazie alla trasformazione e al riutilizzo dei materiali

«Sostenibilità è bellezza, unicità, produzione limitata, rispetto per il lavoro di tutti e per l’ambiente. Crediamo fortemente nell’utilità di tutte le risorse derivanti dai processi produttivi. Che oggi hanno bisogno di essere trasformate con la cultura del fare, per produrre nuovo valore. Secondo la nostra prospettiva, un rifiuto diventa tale nel momento in cui non riesce più ad avere alcuna funzione. Oggi il vero lusso è la qualità, la longevità e la coerenza del prodotto, sostenibile». Così Irene Bassi e Giacomo Mion, che hanno fondato a Venezia Miyon, contenitore di progetti che nascono dall'incontro tra il mondo dell’architettura e del design e che vengono creati grazie alla trasformazione e al riutilizzo dei materiali.

I progetti Miyon sono totalmente creati e prodotti in Italia, attraverso passaggi manuali eseguiti secondo regole antiche. Alla base un credo nel valore della lentezza, sinonimo di umanità, di attenzione ai particolari, di soluzioni originali, di accettazione delle sottili variazioni come traccia del fare artigianale. Miyon si ispira alla geometria delle linee pure, alla razionalità del progetto architettonico, alla perfezione degli elementi della natura, ma anche al design con i piccoli e grandi oggetti che hanno fatto la storia. Ogni giorno l'approccio alla qualità di Miyon è incentrato sulla continua ricerca delle migliori tecniche a servizio del miglior materiale. Solo in questo modo il marchio può garantire che i suoi prodotti avranno la migliore attenzione e cura nei dettagli.

Moretta e Maracanà sono le prime borse di lancio. Moretta (nella foto) è rispettosa dell’ambiente perché costruita con un’attenta scelta di materiali certificati e di alta qualità, osservando il valore del tempo e del lavoro umano e prodotta con un'attenzione particolare agli sprechi. La ricerca di Miyon si concentra su tessuti che non hanno ancora avuto un ciclo di vita, tessuti preziosi di collezioni passate ormai fuori produzione o vintage d’archivio. Maracanà (nella foto di apertura dell'articolo) è prodotta su ordinazione con pellami di alta qualità e utilizza solo fine o eccessi di produzione. Non esiste mai una borsa identica all'altra e questo consente di non sprecare materiale e proporre colori sempre differenti: ogni pezzo è unico e personalizzato. Infatti, il colore, la tipologia di pellame e la fodera interna varieranno nel tempo; questo è parte fondamentale del progetto, che consente di recuperare materiale esistente e limitato fino ad esaurimento.

«Ogni anno tonnellate di pelle finiscono in discarica: la nostra scelta, ma anche il nostro dovere è quello di utilizzare il materiale che esiste», afferma Irene Bassi.

«Miyon è sostenibile perché produciamo in Italia artigianalmente, ma soprattutto localmente. Proponiamo materiale esistente di prima qualità (attività di recupero o upcycling), elogiamo il pezzo unico, la lavorazione artigianale e la personalizzazione dell'oggetto. Dietro ad ogni pezzo c’è una storia, concepita con lentezza da mani artigiane», spiega Giacomo Mion.

Il sogno di Miyon è quello di introdurre nel tempo anche piccoli complementi d’arredo e oggetti di uso quotidiano. La visione dei fondatori, compagni anche nella vita, si identifica nella volontà di non vincolare la libertà creativa nel confronti dei progetti da proporre, dei materiali scelti, delle tempistiche e delle tecniche produttive.

Irene Bassi e Giacomo Mion, fondatori di Miyon

Irene Bassi ha conseguito il diploma in fashion design a Milano nel 2006 presso l’Istituto Europeo di Design. Si è da subito occupata di consulenza, ricerca e personalizzazione tessile e ha collaborato con una delle prime realtà impegnate contro lo spreco derivante dai processi produttivi. Giacomo Mion ha conseguito il diploma in Svizzera nel 2010 presso l’Accademia di Architettura di Mendrisio. Il primo lavoro è in India, un’esperienza pluriennale di rilievo; da molti anni lavora in un importante studio che opera nel campo dell’industrial design e dell’arredo.

Foto dell'articolo: ©Miyon

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