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Dopo l'orfanotrofio, ecco due case per l'autonomia dei giovani

11 Luglio Lug 2022 1930 11 luglio 2022
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A Goma, in RDC, nell'ambito del progetto finanziato dalla CAI, 16 giovani hanno lasciato l'orfanotrofio per avviare percorsi di autonomia abitativa e lavorativa

Due foyers per l’autonomia, in cui da fine giugno sono entrati 16 ragazzi in uscita dall’orfanotrofio, per avviare il loro percorso verso l’autonomia e il reinserimento nella società. Succede a Doma, in Repubblica Democratica del Congo, all’interno del progetto “Dal nostro cuore a quello dell’Africa”, coordinato da Ai.Bi. con il coinvolgimento diretto e attivo degli orfanotrofi FED e Sodas, finanziato dalla Commissione Adozioni Internazionali. Le due case sono state ristrutturate ed equipaggiate di tutto il necessario per vivere: dai letti all’attrezzatura per cucinare, fino ad una prima spesa alimentare (fagioli, riso, farina, olio, patate, ecc..) che possa coprire il fabbisogno del primo periodo. Dopodiché sarà responsabilità dei giovani proseguire, imparando a costruirsi una propria vita autonoma, al di fuori dell’orfanotrofio ma sempre in coordinamento con il centro FED. Ai.Bi. e l'orfanotrofio locale infatti continueranno a fare visite regolari di follow up e a garantire supporto economico per avviare delle attività generatrici di reddito, ad esempio con l’acquisto di utensili utili per le attività stesse o il pagamento di brevi percorsi di formazione e introduzione al lavoro.

I giovani sono motivati ed entusiasti, si sono ben ambientati, si sono dati delle regole di convivenza e iniziano a organizzare il proprio gruppo di solidarietà strutturato nella forma di un AVEC (Association Villageoise d’Epargne et Crédit): un sistema nel quale ciascun membro contribuisce con le proprie risorse a creare dei “risparmi di solidarietà” da utilizzare per il miglioramento delle condizioni di tutti i componenti.

Il percorso dei 16 ragazzi è iniziato fin dal mese di gennaio, con l’organizzazione di incontri settimanali guidati dall’assistente sociale e lo psicologo del progetto, per riflettere con i ragazzi su cosa significhi l’autonomia, l’assumersi delle responsabilità, su cosa si intenda fare per il proprio futuro. I foyers infatti non sono una sistemazione definitiva, ma una fase di passaggio per arrivare all’autonomia. A Goma i giovani care-leavers devono affrontare una realtà molto difficile: c’è un’assenza quasi totale di opportunità di impiego e per i giovani del centro FED, che non hanno avuto la possibilità di studiare, è importante capire come potersi creare una fonte di reddito, venendo per questo inizialmente aiutati anche per quanto riguarda i loro bisogni concreti e di sussistenza. Nell’ambito del progetto “Dal nostro cuore a quello dell’Africa”, sono stati organizzati 4 incontri formativi anche con il contabile del progetto sulle tematiche economiche, insegnando ai ragazzi come calcolare i propri bisogni, come creare un gruppo di solidarietà, gestire i risparmi, iniziare delle attività economiche.

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