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A pagare la crisi non siano i non autosufficienti

18 Luglio Lug 2022 1800 18 luglio 2022

Prima della pausa estiva era prevista la presentazione del Disegno di legge Delega per la riforma del settore da parte del Governo. Ma la crisi politica rischia di far saltare tutto. A rimetterci sarebbero 10 milioni di persone: gli anziani e i loro familiari, le badanti e gli operatori dei servizi

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Draghi166
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Prima della pausa estiva era prevista la presentazione del Disegno di legge Delega per la riforma del settore da parte del Governo. Ma la crisi politica rischia di far saltare tutto. A rimetterci sarebbero 10 milioni di persone: gli anziani e i loro familiari, le badanti e gli operatori dei servizi

“Di nuovo!” Ecco il pensiero che tormenta, in questi giorni, chi ha a cuore l’assistenza agli anziani non autosufficienti. Prima della pausa estiva, infatti, era prevista la presentazione del Disegno di legge Delega per la riforma del settore da parte del Governo. Ma la crisi politica rischia di far saltare tutto. Proprio come nell’unica altra occasione in cui un Esecutivo lavorò alla riforma.

Era il 2007. Il Secondo Governo Prodi stava elaborando un Disegno di Legge per la riforma dell’assistenza alle persone non autosufficienti. Come primo atto, introdusse il Fondo per le Non Autosufficienze, presentato quale una misura transitoria da far confluire nella successiva riforma. Poi il Governo cadde, quest’ultima non venne approvata e il fondo transitorio è tuttora vigente. Di riforma non si è più parlato sino ad oggi.

Se la turbolenza della politica italiana è una costante, adesso c’è però una differenza. La riforma è prevista dal PNRR: l’Esecutivo, dunque, è obbligato a introdurla; inoltre, per rispettare il cronoprogramma, il Parlamento deve approvare la Delega entro la primavera 2023. Ma qui sta il punto chiave. Il PNRR obbliga a fare la riforma, non obbliga a fare una buona riforma. Come si è già visto in molte materie, rispettare le disposizioni del PNRR non basta affatto: bisogna anche riempirle dei contenuti veramente utili alle persone interessate. E la possibilità di definire interventi appropriati è fortemente dipendente dal contesto politico-istituzionale. Uno scenario di incertezza politico-istituzionale non sarebbe adatto a realizzare la buona riforma di cui abbiamo bisogno.

Peraltro, non ci troviamo certo al punto zero. Il Governo lavora al Disegno di Legge Delega da mesi. Nel prepararlo ha beneficiato dei contributi di Presidenza del Consiglio, Ministero della Salute, Ministero del Welfare e Patto per un nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza. Vogliamo ricominciare tutto da capo?

Non ho particolari preferenze rispetto all’esito della crisi e al destino dei diversi attori politici in campo. Sono più interessato al destino dei 10 milioni di persone coinvolte nella non autosufficienza: 3.8 milioni di anziani che la vivono, i loro familiari, le badanti e gli operatori dei servizi. Non vorrei fossero loro i veri perdenti delle vicende di questi giorni.


*coordinatore del Patto per un nuovo welfare sulle non autosufficienze

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