Orizzonte Terzo settore

La partita europea del Terzo settore

18 Luglio Lug 2022 1236 18 luglio 2022

Sul piatto ci sono 300 miliardi di euro fra Pnrr e fondi Ue. Il Terzo settore non può stare alla finestra. L'intervento del presidente di Federsolidarietà Puglia e docente della scuola di Formazione Quadri Terzo Settore

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Bruxelles Parlamento Europeo Sintesi
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Sul piatto ci sono 300 miliardi di euro fra Pnrr e fondi Ue. Il Terzo settore non può stare alla finestra. L'intervento del presidente di Federsolidarietà Puglia e docente della scuola di Formazione Quadri Terzo Settore

Fqts 2022 ha come focus le comunità intese come sistemi di relazioni dinamiche che attivano diversi ambiti del vivere sociale. In questa prospettiva, fra le linee formative proposte, una specifica è stata dedicata al tema delle possibili connessioni fra le dimensioni comunitarie locali e le politiche europee di coesione e resilienza: è la linea A4L4 che mira a formare “Esperti nei programmi europei per la coesione, la resilienza e lo sviluppo territoriale”. Essa nasce dalla consapevolezza che i fondi europei ed i programmi di intervento dell’Ue rappresentano oggi un’occasione straordinaria per rivedere il modello di sviluppo socio-economico orientandolo sulla base dei principi di sostenibilità, resilienza, giustizia, inclusività. Attraverso tali strumenti verranno veicolate risorse finanziarie per oltre 300 miliardi di euro fra fondi residui della programmazione 2014-20, fondi Ue 2021-27 e Pnrr. Si tratta di partite in cui il Terzo settore italiano può diventare uno dei protagonisti per l’efficace utilizzo delle risorse disponibili.

La linea formativa proposta intende appunto formare esperti che, in rappresentanza del Terzo settore territoriale, sappiano interagire con le autorità coinvolte e con il partenariato istituzionale ed economico sociale, al fine di ritagliare un ruolo significativo degli Ets presenti nella comunità di riferimento per il conseguimento degli obiettivi di uno sviluppo equo, sostenibile, resiliente, giusto e inclusivo. Un ruolo significativo da giocare nei territori, ma partendo dai tavoli istituzionali in cui vengono prese le decisioni sugli obiettivi, gli strumenti e i beneficiari dei programmi di intervento europei.

Il tutto nella consapevolezza che tanto la pandemia, quanto la guerra in Ucraina, hanno dimostrato in maniera lampante che solo una visione ed una strategia con un orizzonte europeo può essere in grado di affrontare questo tipo di sfide. Se si allarga poi lo sguardo a cosa stanno già implicando i cambiamenti climatici e che cosa ancora potranno determinare in un futuro ormai prossimo, ci si rende conto facilmente che il rafforzamento della casa comune sovranazionale è ormai un imperativo ineludibile. Per questo è necessario che anche il progetto Fqts (Formazione Quadri Terzo Settore) contribuisca attivamente per connettere le comunità locali del nostro Sud alle grandi partite in cui è impegnata l’Unione europea. Perché un Mezzogiorno più coeso e resiliente è funzionale a un’Europa più forte e autorevole sulla scena globale.


Foto: Agenzia Sintesi

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