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Economia sociale

Iannas, il valore aggiunto dell'essere benefit

25 Luglio Lug 2022 1428 25 luglio 2022
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L'azienda sarda amministrata da Patrizia Soru da meno di un anno ha trasformato il suo statuto societario, ma sin dalla sua costituzione nel 2015 aveva una chiara impronta sociale. Nata come agenzia formativa e di consulenza aziendale, sostiene realtà sportive e iniziative culturali

La Iannas è una Srl con sede a Quartu Sant’Elena (Cagliari), operativa dal 2015, ma è come se fosse rinata a nuova vita da sette mesi a questa parte. Questa agenzia formativa, che svolge attività in tutto il territorio isolano, nel dicembre del 2021 si è trasformata in “società benefit”. Una delle pochissime esistenti in Sardegna. Non è soltanto un aspetto meramente formale, come ci spiega l’amministratrice unica Patrizia Soru: «In questi sette anni abbiamo maturato una significativa esperienza nella progettazione formativa e nella realizzazione di interventi complessi di formazione professionale e creazione d’impresa, grazie ai quali abbiamo costruito una rete con il tessuto imprenditoriale e pubblico, sia regionale che nazionale. Abbiamo sempre realizzato attività che avessero una ricaduta economica in quanto società di profitto, ma anche iniziative che avessero pure delle ricadute sotto il profilo sociale. Sin dall’inizio ci siamo messi a disposizione della comunità. Quando poi ho scoperto che esisteva la possibilità di darsi una connotazione più sociale pur continuando ad essere una società profit, non ci ho pensato su due volte. In un primo momento avevo pensato di costituire un’impresa sociale, poi ho deciso di trasformare Iannas in società benefit per vedere certificato ciò che di fatto facevamo sin dai primi tempi. In questo modo ho maggiore libertà nel destinare il mio budget ad iniziative benefiche e sociali».

Diventare società benefit è semplice. «Basta recarsi da un commercialista e poi da un notaio per l’atto da depositare. C’è pure la possibilità di scaricare una parte delle spese di costituzione. Il resto è ordinaria amministrazione. Una cosa è certa: non si può essere benefit soltanto sulla carta, bisogna esserlo nell’animo», spiega Soru.

Le società benefit rappresentano un’evoluzione del concetto stesso di impresa, in quanto prevedono nel proprio oggetto sociale, oltre ai consueti obiettivi di profitto, lo scopo di avere un impatto positivo sulla comunità in cui operano. Non sono imprese sociali o magari un’evoluzione del settore non profit. Questa forma societaria è stata introdotta in Italia nel 2016, primo Paese in Europa e primo al mondo se si escludono gli Stati Uniti (dove la forma giuridica di “benefit corporation” è stata introdotta nel 2010).

Patrizia Soru, Ceo Iannas società benefit

«Da tempo – sottolinea Patrizia Soru – sosteniamo realtà sportive e iniziative culturali. Supportiamo queste iniziative non solo dal punto di vista economico ma anche organizzativo. Una parte del nostro fatturato viene investito per il bene della comunità locale, pensando alle ricadute sociali. Inoltre, abbiamo recentemente ottenuto dalla Regione Sardegna l’accreditamento come scuola riconosciuta per aiutare i ragazzi ad assolvere l’obbligo formativo: i ragazzi sino ai 16 anni che non vogliono più andare a scuola, possono seguire canali alternativi rispetto alla scuola dell’obbligo che tutti conosciamo, tra questi i percorsi professionalizzanti che le agenzie accreditate possono erogare. Abbiamo una classe a Cagliari, tra poco inizieremo la promozione per un’altra ad Iglesias. Il mio obiettivo è quello di creare una scuola a misura di tutti, anche e soprattutto di coloro che non hanno la capacità di apprendimento o comunque che non riescono a seguire i normali programmi ministeriali, aiutandoli con metodologie partecipative innovative, lavorando prevalentemente in aula e pochissimo a casa».

Tre momenti dell'evento formativo "I diritti del palato" organizzato da Iannas

Negli anni, Iannas ha diversificato le proprie attività garantendo continuità e sistematicità alle azioni di qualificazione e rafforzamento delle competenze dei destinatari, in particolare sul versante dell’orientamento alla qualificazione dei giovani che vogliono inserirsi nel mondo del lavoro, come pure nella formazione continua dei lavoratori ai progetti di consulenza alle aziende e nell’alta formazione per lavoratori beneficiari di ammortizzatori sociali. «Ci occupiamo principalmente di progettazione formativa, ma anche a progetti di inclusione sociale, di reinserimento lavorativo o finalizzati all’ottenimento di contributi d’impresa», spiega ancora Soru. «Inoltre, individuiamo e gestiamo finanziamenti pubblici e privati destinati alla realizzazione dei progetti e allo sviluppo delle idee più innovative».

Tra i progetti recenti più interessanti figura “Ikigai – Un vademecum per coltivare le menti”, finanziato con l’Avviso pubblico regionale “Insieme” (acronimo di Inserimenti specialistici individualizzati ed esperienze multidisciplinari in equipe), che è finalizzato all’inserimento lavorativo di otto persone con disabilità psichica lieve. I destinatari selezionati stanno partecipando a 40 ore di attività formativa individuale incentrata sull’agricoltura nell’area metropolitana di Cagliari, al termine delle quali faranno un tirocinio della durata di sei mesi all’interno delle aziende agricole che hanno aderito all’iniziativa. «La scelta di incentrare le attività in agricoltura – precisa Patrizia Soru – è stata fatta sulla base della natura stessa del settore, che è tra i più inclusivi e risulta perfettamente adatto al target dell’Avviso, come dimostrano numerose esperienze fatte sul territorio nazionale. Le aziende che ci ospitano giocano un ruolo fondamentale per la buona riuscita del progetto, in quanto bisogna predisporre per tempo il piano personalizzato di ciascun tirocinante. L’auspicio è quello di creare i presupposti perché i partecipanti possano trovare sbocchi occupazionali al termine di questo percorso».

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