Suicidi in carcere

Detenzione e diritti, l'appello del Coordinamento del carcere di Padova

16 Agosto Ago 2022 1230 16 agosto 2022

È sempre più drammatico il dato sui suicidi tra detenuti, dal penitenziario di Padova arrivano le richieste: «Liberazione anticipata speciale per Covid e liberalizzazione delle telefonate, come possibilità di ritrovare nei legami famigliari la forza di andare avanti nei momenti della disperazione»

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Mani Carcere
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È sempre più drammatico il dato sui suicidi tra detenuti, dal penitenziario di Padova arrivano le richieste: «Liberazione anticipata speciale per Covid e liberalizzazione delle telefonate, come possibilità di ritrovare nei legami famigliari la forza di andare avanti nei momenti della disperazione»

Dall'inizio dell'anno si sono registrati cinquantadue suicidi nelle carceri italiane. Un dato impressionante che dice molto delle condizioni a cui sono sottoposti i detenuti. Se già prima la situazione era molto difficile, il Covid ha evidentemente peggiorato la permanenza forzata di chi è costretto dietro le sbarre. Per non parlare poi del sovraffollamento. La popolazione carceraria conta 54.841 detenuti a fronte di 50.900 posti. Sono numeri di cui bisogna prendere atto perché c'è poco da commentare. Il Coordinamento Carcere Due Palazzi è costituito da realtà che operano nella struttura da molto tempo e conoscono bene la situazione a cui sono sottoposti di detenuti. Si tratta di realtà come Granello di Senape/Ristretti Orizzonti, Giotto Cooperativa Sociale, Telefono Azzurro, WorkCrossing Cooperativa Sociale, Associazione Amici della Giotto, AltraCittà Cooperativa Sociale, Coristi per caso, Solidalia Cooperativa Sociale, Volontà di Sapere Cooperativa Sociale, Sportello Giuridico e di Segretariato Sociale, Pallalpiede, TeatroCarcere, Scuola Edile, Antigone Padova, Commissione Carcere Camera Penale di Padova e Insegnanti scuole in carcere. «Come operatori -scrivono nellain una nota -, a titolo diverso attivi nelle carceri, pensiamo che oggi sia assolutamente necessario dare risposte concrete, e subito. Per far rinascere la speranza. In questi giorni voci autorevoli si sono levate per chiedere interventi concreti e immediati per alleviare la sofferenza e l'angoscia in particolare di quella parte della popolazione detenuta più fragile e priva di speranze per il futuro. Il coordinamento aderisce all'appello 'Una telefonata ti può salvare la vita' rivolto da don David Maria Riboldi, cappellano del carcere di Busto Arsizio, alla Ministra Cartabia e al Capo del DAP Carlo Renoldi affinché sia concesso il telefono nelle celle, come già avviene in altri paesi dell'Europa».

Suicidi e Covid, due temi che non si possono slegare

«Il Coordinamento Carcere Due Palazzi - sottolineano ancora - esprime profonda preoccupazione per la situazione delle carceri italiane. Il numero impressionante e in continuo aumento di suicidi (uno anche nella Casa di Reclusione di Padova pochi giorni fa) è uno dei sintomi del disagio in cui vive la popolazione detenuta, un disagio profondo, aggravato da due anni e mezzo di pandemia: ricordiamo che il covid ha interrorro/ridotto i contatti con i familiari, interrotto per lunghi mesi le attività scolastiche, culturali, sportive, insomma le relazioni umane».

Il Coordinamento Carcere Due Palazzi oltre ad aderire ad iniziative come quella di don David Maria Riboldi rilanzia con due richieste molto chiare: «Registriamo tra i detenuti anche una profonda delusione per la mancata approvazione della liberazione anticipata come "compensazione" per la doppia sofferenza vissuta durante la pandemia. Chiediamo: liberalizzazione delle telefonate, come possibilità di ritrovare nei legami famigliari la forza di andare avanti nei momenti della disperazione. Inoltre chediamo la liberazione anticipata speciale per Covid».

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