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Volontariato

Sfantà: un’associazione per educare alla sicurezza in montagna

25 Agosto Ago 2022 1801 25 agosto 2022
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Per ricordare Federico Lugato, scomparso nel 2021 sulle Dolomiti bellunesi, la sua famiglia e tanti amici volontari si sono mobilitati per informare e ridurre il rischio di incidenti in alta quota. Un vademecum online con tanti suggerimenti utili e un raduno il 4 settembre a Pralongo

Cresce ogni anno il numero degli appassionati della natura e della montagna che si avventurano su sentieri e percorsi d’alta quota ma nello stesso tempo, come documentano i dati del soccorso alpino, aumenta anche il numero di incidenti. In Italia, nel solo mese di agosto 2021 sono morte in montagna oltre 200 persone. Una di questa era Federico Lugato, scomparso il 26 agosto 2021 a Pralongo, in Val di Zoldo, sulle Dolomiti bellunesi. A seguito di appelli su stampa e social, nei giorni successivi circa 400 persone volontarie civili si sono mosse per cercarlo, oltre ai soccorsi ufficiali. Tantissime altre hanno partecipato alla raccolta fondi per finanziare le ricerche. Federico è stato trovato solo il 13 settembre, a 19 giorni dalla sua scomparsa. Originario di Trivignano (Venezia), abitava a Milano. Aveva 39 anni. Chi lo conosceva bene dice che era “silenzioso, ironico, sorridente, preciso, prudente, organizzato, generoso”.

Federico Lugato

«Se n’è andato facendo tutto il rumore e il casino che non aveva mai fatto in vita. E così ci ha fatto il suo regalo più grande: ci ha fatto diventare una famiglia. In quei 12 giorni di ricerche “civili” sono nate amicizie che dureranno per sempre, e si sono creati legami più profondi di quelli di sangue, tra persone generose che condividono gli stessi valori. Ora è il nostro turno di restituire tutto quello che abbiamo ricevuto, aiutando chiunque abbia bisogno di cercare una persona cara scomparsa, in montagna ma non solo. Per questo abbiamo fondato nel 2022 l’associazione Sfantà», dice la moglie Elena Panciera.

Il nome Sfantà deriva da un verbo che non ha un corrispondente esatto in italiano. Nel dialetto semiladino parlato in Val di Zoldo significa “perdere momentaneamente”. Si possono “sfantà” delle chiavi in casa, oppure un foglio sulla scrivania, tra tutti gli altri. Una cosa sfantada non è davvero persa: è vicina, ed è destinata a essere ritrovata presto. «Questo è quindi il nostro augurio per chi si trova nella situazione che abbiamo vissuto noi: poter ritrovare rapidamente la persona cara scomparsa», spiegano i promotori dell’iniziativa.

Alcuni soci dell'associazione Sfantà

La famiglia e gli amici di Federico hanno istituito l’associazione senza fini di lucro Sfantà affinché tutto quel che hanno imparato e condiviso possa tornare ad essere messo in circolo, a completa disposizione di chi ne avrà bisogno, perché la perdita di una persona cara possa essere sempre “momentanea”. Gli obiettivi dell’associazione sono: promuovere attività e sensibilizzare sui temi della sicurezza nella natura, in particolare nelle escursioni in montagna, supportare la ricerca di persone disperse con l’aiuto delle tecnologie e della comunicazione, facendo tesoro dell’esperienza maturata durante le ricerche di Federico Lugato.≪Con la bella stagione, in estate soprattutto, molte persone intraprendono escursioni in montagna, in luoghi magnifici che donano tanto ma che molto spesso, purtroppo, non sono privi di pericoli», commenta la presidente di Sfantà, Elena Panciera, che prosegue: «Noi vogliamo che ogni persona si goda la montagna in sicurezza e possa tornare a casa per cena. Abbiamo pensato così, come prima azione concreta dell’associazione, di creare un vademecum con l’obiettivo di diminuire il numero di persone disperse e di accorciare le tempistiche delle ricerche: sarebbe importante anche solo di qualche ora≫.

La montagna mi ha insegnato a non barare, a essere onesto con me stesso e con quello che facevo. Se praticata in un certo modo è una scuola indubbiamente dura, a volte anche crudele, però sincera come non accade sempre nel quotidiano

Walter Bonatti

Per sensibilizzare su questo tema, l’associazione ha lanciato la sua prima mini guida, semplice e accessibile: il “Vademecum per tornare a casa per cena”, con 9 preziosi e importanti consigli e accorgimenti per informare chi decide di fare escursioni in montagna o all’aperto. Il vademecum, di facile e immediata lettura, è illustrato dalla pordenonese Ilaria Piccinin ed è pensato proprio per tenerlo in tasca o nello zaino. Tra i suggerimenti, ad esempio, quello di portare con sé il cellulare e attivare GPS e app di tracciamento, utili per le ricerche da parte dei soccorsi. Cosa può fare chi scarica il vademecum? Dopo aver letto i pochi ma importanti consigli, a titolo di promemoria, può stamparne una copia per portarla con sé durante l’escursione, oppure conservare il file digitale nel proprio smartphone. Ma anche aiutare a diffonderlo il più possibile stampando alcune copie per lasciarle in luoghi frequentati da persone che fanno passeggiate ed escursioni, come rifugi, negozi di sport, bar e ristoranti, supermercati, uffici di informazioni turistiche.

Ma le attività di Sfantà non si fermano qui: ha in cantiere numerosi progetti e cerca volontarie e volontari che aiutino a realizzarli. Chiunque può aderire e collaborare: sul sito web www.sfanta.it in pochi clic si può entrare a far parte dell’associazione e dare una mano. E il 4 settembre l’associazione organizza a Pralongo (BL) un primo raduno «per trovarsi e ritrovarsi, per conoscerci, per rivivere l’amicizia che ci lega, un anno dopo il nostro primo incontro. Per parlare di noi, dell’associazione, dei nostri valori, di sicurezza in montagna, mangiare e bere (responsabilmente) in compagnia». Un invito da accogliere e condividere.

FOTO D'APERTURA: Copyright Davide Biagi @davidebiagiphoto

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