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Elezioni 2022

Disuguaglianze, il ForumDD mette a confronto coalizioni e candidati

2 Settembre Set 2022 1527 02 settembre 2022
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Il Forum Disuguaglianze e Diversità ha predisposto due strumenti che consentono ai cittadini italiani di valutare meglio i programmi e le candidature. L'organismo, partendo dal lavoro di ricerca, proposta e azione contro le disuguaglianze che svolge da oltre quattro anni, ha stilato un documento dal titolo “Che fare il 25 settembre?” che rende confrontabili i programmi sui sette ambiti di lavoro del ForumDD

A meno di un mese dall’appuntamento elettorale del 25 settembre, il Forum Disuguaglianze e Diversità ha predisposto due strumenti che consentono ai cittadini italiani di valutare meglio i programmi e le candidature. Il Forum, partendo dal lavoro di ricerca, proposta e azione contro le disuguaglianze che svolge da oltre quattro anni, ha stilato un documento dal titolo “Che fare il 25 settembre?” che rende confrontabili i programmi delle sei diverse coalizioni che chiedono il voto (Unione Popolare; Alleanza Verdi e Sinistra Italiana; Italia Democratica e Progressista; Movimento 5 Stelle; Azione e Italia Viva; Destra per l’Italia) sui sette ambiti di lavoro del ForumDD: conoscenza per tutti; servizi a misura dei luoghi; un lavoro con più tutela e potere; potere e libertà alle/ai giovani; una trasformazione ecologica giusta; una scossa alla macchina pubblica; contro la povertà. In molti casi, le proposte sono valutate tenendo conto del presumibile impatto sulla giustizia sociale e ambientale che va dal verde al rosso con due gradi intermedi, lasciando in bianco le proposte su cui il lavoro del ForumDD non è a uno stadio di maturazione tale da consentire la valutazione.

«Il contrasto tra le disuguaglianze che le persone vivono, la preoccupazione per il presente e per il futuro loro e di figli e figlie, la difficoltà di trovare un lavoro (e che questo lavoro sia dignitoso), le parole della campagna elettorale, fa impressione. A tutti noi», è il commento di Fabrizio Barca e Andrea Morniroli, co-coordinatori del ForumDD. «Però caparbiamente dobbiamo leggere gli impegni dei programmi ed esplorare la qualità di candidate e candidati».

Nel documento del Forum emergono in maniera evidente alcuni aspetti, sottolineati con forza in una nota diffusa dall’organismo fondato nel 2017: “La mancanza quasi totale di attenzione per il tema dell’accesso alla conoscenza; la disattenzione al dialogo sociale e alla partecipazione di cittadini e cittadine al disegno e all’attuazione delle politiche pubbliche; l’assenza di riferimenti circa il reclutamento, l’accompagnamento e la formazione dei nuovi funzionari pubblici; la sostanziale assenza della connessione fra obiettivi di giustizia ambientale e obiettivi di giustizia sociale; la mancanza di capacità di riconoscere la povertà educativa come fenomeno che, interessando quasi uno studente su quattro, andrebbe considerato una priorità del Paese”.

“Il futuro Parlamento – si legge ancora nella nota – potrebbe comunque trovare delle convergenze su proposte che tornano in più programmi: un rilancio dell’edilizia popolare pubblica (che il ForumDD ha messo al centro delle sue proposte sulle politiche abitative) e l’istituzione legale di minimi retributivi e il contrasto al lavoro irregolare. Su questi ultimi due punti il ForumDD, già nel 2019, aveva avanzato una proposta che istituisse il salario minimo prevedendo al tempo stesso l’estensione dei contratti erga omnes e l’aumento di controlli e ispezioni per contrastare le irregolarità”.

Le ultime tre tabelle propongono un confronto dei programmi su altri temi – fisco, politiche di genere e diritti civili, politiche migratorie – rilevanti per la giustizia sociale e ambientale ma non oggetto di lavoro del ForumDD e su cui, quindi, non vengono espresse valutazioni.

Il secondo strumento, invece, ha l’obiettivo di sostenere nella scelta dei candidati e delle candidate, il cui operato, una volta eletti ed elette, peserà sul futuro di cittadini e cittadine e dei territori. Il ForumDD propone quattro domande da rivolgere a ogni candidato/candidata: le prime due proposte su cui il candidato o la candidata crede che la propria coalizione debba impegnarsi in Parlamento, il racconto della propria esperienza di attivismo e dialogo sociale, una dichiarazione argomentata della propria autonomia da ogni condizionamento, e le modalità e le tempistiche con cui si intende portare avanti un dialogo continuo con il territorio in cui si verrà eletti.

È possibile scaricare e prendere visione del documento “Che fare il 25 settembre?” cliccando qui.

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