Caro Bollette

La povertà energetica? Le prime vittime sono famiglie e piccoli imprenditori

6 Settembre Set 2022 1127 06 settembre 2022

Secondo l'elaborazione Cgia sul Rapporto OIPE 2020, oltre 9 milioni di italiani si trovano in questa situazione; dati preoccupanti e certamente in aumento. Un problema che colpisce soprattutto il Mezzogiorno e le famiglie con a capo lavoratori autonomi

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Secondo l'elaborazione Cgia sul Rapporto OIPE 2020, oltre 9 milioni di italiani si trovano in questa situazione; dati preoccupanti e certamente in aumento. Un problema che colpisce soprattutto il Mezzogiorno e le famiglie con a capo lavoratori autonomi

Nonostante l’enigma di un clima incerto, l’autunno è alle porte e sempre più italiani devono “fare i conti” (in tutti i sensi) con la povertà energetica, così definita dalla CGIA, Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre: i nuclei familiari che non riescono a utilizzare con regolarità l’impianto di riscaldamento d’inverno, quello di raffrescamento d’estate e, a causa delle precarie condizioni economiche, non dispongono o utilizzano saltuariamente gli elettrodomestici ad elevato consumo di energia (lavastoviglie, lavatrice, asciugatrice, aspirapolvere, micro onde, forno elettrico, etc.).

Secondo l'elaborazione Cgia sul Rapporto OIPE 2020, oltre 9 milioni di italiani si trovano in questa situazione; dati preoccupanti e certamente in aumento, considerando la crisi energetica scoppiata nel 2021. Un problema da non sottovalutare, che colpisce soprattutto il Mezzogiorno e le famiglie con a capo lavoratori autonomi. “Siamo molto preoccupati, ovviamente, come lo sono tutte le famiglie e le imprese che stanno ricevendo in queste settimane delle bollette spaventose dal punto di vista delle tariffe. Questi aumenti stanno colpendo soprattutto gli artigiani e i commercianti, i piccoli imprenditori, perché circa il 70% di questi operatori lavora da solo, non ha né dipendenti né collaboratori, e questo vuol dire che stanno pagando due volte gli aumenti: da un lato come utenti domestici, le bollette che arrivano a casa per l’abitazione, e dall’altro come microimprenditori, le bollette luce e gas sui negozi e sui laboratori artigianali”. Una preoccupazione tangibile e ragionevole, quella che emerge dalle parole di Paolo Zabeo, coordinatore ufficio studi CGIA.

l problema è che l’Europa non sta facendo la sua parte, ci sono Paesi, come l’Olanda e la Norvegia, che da questa situazione si stanno avvantaggiando enormemente perché quando cala l’offerta i prezzi aumentano

Paolo Zabeo

La pandemia, d’altronde, ha colpito maggiormente proprio i negozi dei piccoli imprenditori e le botteghe degli artigiani, oktre che le imprese del terzo settore che ancora oggi pagano le conseguenze del primo e del secondo lockdown. Come allora, quando il Paese si è salvato grazie agli aiuti introdotti dal governo, così oggi, in una situazione economica drammaticamente simile, è necessario aiutare chi si trova in difficoltà. “Il governo deve intervenire e aiutare queste realtà con delle misure a sostegno del pagamento delle bollette, anche ricorrendo allo scostamento di bilancio, quindi all’indebitamento. Sicuramente l’Unione Europea prenderà delle misure correttive, ma lo farà tra qualche mese, probabilmente l’anno prossimo, e sono tempi troppo lunghi, perché le aziende e le famiglie devono pagare le bollette entro i prossimi quindici giorni. Bisogna chiedere all’Unione Europea di rivedere i vincoli legati agli aiuti di stato e consentire ai Paesi di indebitarsi per farsi carico di una quota a parte degli aumenti delle bollette, altrimenti è altissimo il rischio di chiusura di molte aziende, di disoccupazione, di effetti negativi non solo economici ma anche sociali” continua Zabeo.

Nemmeno il Decreto bollette approvato dal governo sembra essere sufficiente per fronteggiare la grave crisi energetica in corso, soprattutto considerando che l’attuale rapporto con la Russia, da cui l’Italia importa quasi il 40% del gas che consuma, aggrava la situazione, come ci ricorda Zabeo: “È evidente che la Russia fa il suo gioco e aveva già messo in programma di chiudere gradualmente i rubinetti del gas. Il problema è che l’Europa non sta facendo la sua parte, ci sono Paesi, come l’Olanda e la Norvegia, che da questa situazione si stanno avvantaggiando enormemente perché quando cala l’offerta i prezzi aumentano. Questi Paesi stanno giocando in maniera molto equivoca e si fanno scudo con il tema della Russia, ma in realtà il problema sono i nostri partner, i nostri parenti europei che non stanno facendo la loro parte, anzi, stanno speculando su questo”. La crisi energetica sta mettendo a dura prova la resistenza delle aziende e il benessere delle famiglie: proprio per questo motivo è necessario comprendere che non si tratta di un problema per le prossime generazioni, ma di una realtà tristemente attuale e concreta che il nuovo governo dovrà mettere sul podio delle questioni da affrontare.

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