Politica e ambiente

Usa, i repubblicani alla guerra del clima

7 Settembre Set 2022 1649 07 settembre 2022

Texas e Florida, governati dal Great Old Party, a testa bassa contro i criteri della sostenibilità. Il ministro del Tesoro texano pubblica una lista nera di banche che investono secondo le raccomandazioni Environment, Social and Governance, gli Esg, puntando l'indice anche su Bnp Paribas, Credit Suisse, Black Rock. Col divieto ai fondi pensioni dello Stato di affidare i loro capitali a quegli istituti. Stesso divieto introdotto in Florida, dal governatore DeSantis che dice: "Davos non passerà"

  • ...
Bandiera Gop
  • ...

Texas e Florida, governati dal Great Old Party, a testa bassa contro i criteri della sostenibilità. Il ministro del Tesoro texano pubblica una lista nera di banche che investono secondo le raccomandazioni Environment, Social and Governance, gli Esg, puntando l'indice anche su Bnp Paribas, Credit Suisse, Black Rock. Col divieto ai fondi pensioni dello Stato di affidare i loro capitali a quegli istituti. Stesso divieto introdotto in Florida, dal governatore DeSantis che dice: "Davos non passerà"

Guerra a chi fa la guerra al cambiamento climatico. Potrebbe essere riassunta così la battaglia avviata, negli Stati Uniti, dal Partito repubblicano, il Great Old Party-Gop come lo chiamano ancora.

Alla fine dello scorso mese di agosto, due Stati a guida repubblicana, Florida e Texas, hanno infatti introdotto divieti ai fondi pensione pubblici di allocare le loro risorse in quelle banche o fondi di investimento che utilizzano i criteri “ambientali, sociali e di governance”, gli Esg appunto, fra i criteri di allocazione delle risorse raccolte dai risparmiatori.

La chiave è appunto la garanzia degli investitori e la tesi è che assumendo i criteri ESG come drive si mettono a rischio i danari affidati dai clienti, siano essi privati cittadini o intere categorie di lavoratori che basano sui rendimenti di quegli investimenti le loro casse pensione.

Di fatto si vuole arginare l’affermarsi di una visione che, soprattutto, dal punto di vista ambientale, sta abbracciando la lotta al cambiamento climatico e la conseguente decarbonizzazione come orizzonte di sviluppo, e lo si fa cercando di interrompere la filiera che vede grandi corporation intraprendere politiche targate Esg e i grandi investitori pubblici – come i fondi pensione – premiarle con leve finanziarie importanti.

Texas, black-list per chi investe in Esg

Ma che è accaduto in questi due grandi stati della Bible Belt americana, la cosiddetta cintura della Bibbia?

Cominciamo dal Texas. Il 25 agosto scorso, il Texas Comptroller of Public Accounts, letteralmente il Controllore dei conti pubblici, un organismo che suonerebbe un po’ come la nostra Corte dei Conti ma che invece corrisponde al ministro del Tesoro dello Stato, ha pubblicato una lista di grandi banche e istituzioni finanziarie che, adottando i criteri Esg, escludono le compagnia energetiche dagli investimenti. L’accusa di boicottaggio riguarda i nomi internazionalmente noti di dieci realtà, fra cui Credit Suisse, Ubs, Bnp Paribas e Black Rock.

Il Comptroller, una carica elettiva ricoperta, dal 2014, dall’ex senatore repubblicano Glenn Hegar, pubblicando la lista e annunciando un’indagine in atto su 350 fondi di investimento, accusa la gestione, secondo appunto i criteri Esg, come opaca e perversa, capace di mettere a rischio la salute economica del Texas che, lo ricordiamo, è la patria dell’industria petrolifera statunitense.

Leggiamo le esatte parole di Hegar: “Il movimento ambientale, sociale e di governo societario ha prodotto un sistema opaco e perverso in cui alcune società finanziarie non prendono più decisioni nel migliore interesse dei loro azionisti o dei loro clienti, ma usano invece il loro potere finanziario per promuovere un’agenda politica avvolta nel segreto. La nostra ricognizione si è concentrata sul boicottaggio delle società energetiche, piuttosto che su una revisione dell'intero movimento Esg. Questa ricerca ha rivelato una sistematica mancanza di trasparenza che dovrebbe riguardare ogni americano, indipendentemente dal convincimento politico, in particolare per la doppiezza del linguaggio da parte di alcune istituzioni finanziarie che, mentre si impegnano pubblicamente nella retorica anti-petrolio e gas, internamente operano diversamente. Questo elenco”, ha proseguito il Comptroller texano, “rappresenta il nostro sforzo iniziale per far luce sulle entità che si stanno impegnando in queste pratiche e creare un po' di chiarezza per i texani i cui dollari delle tasse potrebbero lavorare per minare direttamente la salute economica del nostro Stato".

Segue una lista di Frequently Asked Questions -Faq, vale a dire di domande ricorrenti, a beneficio del contribuente, in cui possono trovare anche le varie iniziative o le agenzie di rating che hanno fornito le basi agli investitori per boicottare le compagnie energetiche, da Climate Action 100, a Net Zero Banking Alliance, fino Net Zero Asset Managers Initiative ma anche Bloomberg e i suoi indici dedicati e molti altri. Lo stesso documento spiega che i funzionari hanno analizzato la documentazione pubblica e ne hanno anche richiesto di aggiuntiva.

Il Tax Comptroller del Texas, Glenn Hegar

Un lavoro durato mesi che ha condotto alla lista nera dei boicottatori che, oltre alla sanzione reputazionale, dovranno sopportare appunto il divieto di investimento (o l’ordine di disinvestimento) di organismi statali texani, prevalentemente nella previdenza, come l’Employee Retirement System of Texas, il Teacher Retirement System of Texas, Texas Municipal Retirement System, Texas County and District Retirement System, Texas Emergency Services Retirement System, e Permanent School Fund. Come si capisce facilmente si tratta di fondi pensionistici pubblici che erogano i trattamenti di quiescenza a varie categorie, dagli insegnanti agli impiegati comunali ai servizi di emergenza.

Difficile quantificare ma la sensazione è che il danno arrecato sia notevole.

Il governatore della Florida, Ron DeSantis in una fabbrica

In Florida, intanto

Si conosce invece la cifra, 228 miliardi di dollari, del capitale investito dai fondi pensione della Florida, su di loro s’è abbattuto il divieto del governatore Ron DeSantis, anch’egli repubblicano, a investire secondo criteri Esg. Un rovesciamento di quanto deciso dal Dipartimento federale del Lavoro (il Department of Labour – Dol) che, in ottobre, su impulso del presidente Joe Biden, aveva infatti rimosso le restrizioni in questo senso che l’amministrazione Trump aveva introdotto, sempre tramite il Dol, nel giugno del 2020, restrizioni agli stessi fondi pensione privati.

In Florida, secondo questo nuovo provvedimento, i fondi pensioni pubblici dovranno basarsi esclusivamente su fattori finanziari che possano avere impatto sui rendimenti e sul rischio stesso dell’investimenti mentre non si dovrà tenere conto, recita il provvedimento, di “interessi sociali, politici o ideologici”.

DeSantis ha anche tuittato un breve video in cui rudemente polemizza con tutto il movimento Esg, definito come “il tentativo di imporre, attraverso l'economia, un'agenda ideologica – i valori di Davos - che non vincerebbero alle urne", aggiungendo che "l’Esg è morto quando arriva in Florida".

Quali che siano le prossime mosse del Gop – a giugno, la Suprema Corte, a maggioranza repubblicana, aveva limitato, con voto 6-3, i poteri dell’Agenzia per la protezione ambientale con cui Biden vuol imporre la sua agenda sul clima - quali che siano le prossime mosse del Gop, dicevamo, queste vicende dimostrano come la percezione, che sul cambiamento climatico ci sia un ampio e trasversale consenso nel Nord e nell’Occidente del pianeta, sia in verità molto europea.

Ai temi della sostenibilità e in particolare dei criteri Esg, è dedicato VITA di ottobre.

Contenuti correlati