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Dl Aiuti, il Terzo settore ancora una volta dimenticato

13 Settembre Set 2022 1832 13 settembre 2022

Nessun ristoro contro il caro-energia per le realtà non profit che gestiscono servizi di assistenza residenziale, i trasporti sociali e sanitari, o che si prendono cura degli anziani e delle persone con disabilità. Il Dl Aiuti è stato approvato al Senato senza gli emendamenti che prevedevano sostegni anche agli enti di Terzo settore. “Sembrerebbe che l’importanza di attività volte all’inclusione sociale e al contrasto delle disuguaglianze sia riconosciuta più a parole che con i fatti”, dice Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum Terzo Settore. Eleonora Vanni, presidente Legacoopsociali “Senato sordo alle nostre istanze”. E il Papa...

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Nessun ristoro contro il caro-energia per le realtà non profit che gestiscono servizi di assistenza residenziale, i trasporti sociali e sanitari, o che si prendono cura degli anziani e delle persone con disabilità. Il Dl Aiuti è stato approvato al Senato senza gli emendamenti che prevedevano sostegni anche agli enti di Terzo settore. “Sembrerebbe che l’importanza di attività volte all’inclusione sociale e al contrasto delle disuguaglianze sia riconosciuta più a parole che con i fatti”, dice Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum Terzo Settore. Eleonora Vanni, presidente Legacoopsociali “Senato sordo alle nostre istanze”. E il Papa...

Ci risiamo, una volta di più il Terzo settore di cui molti si riempono la bocca, è stato dimenticato. Dimenticato da chi voleva cancellare ogni responsabilità per le cessioni, anche dolose, dei crediti fiscali del superbonus come i 5S, dimenticato da chi non ha mai dato segni di attenzione al terzo settore come Lega, e da chi è distratto una volta di più da tutt'altre questioni e interessi grevi. DImenticato da chi sul non profit fa anche qualche affaruccio salvo poi non rilanxiare al momento opportuno le sue istanze.

Ricordiamo che il Terzo settore in Italia contribuisce per il 5% al Pil, da lavoro a 900 mila persone, conta circa 6milioni di volontari, offre servizi in diversi campi, educazione, beni culturali, tempo libero, cura delle persone più fragili, inclusione lavorativa, ect raggiungendo circa 7 milioni di cittadini che nei servizi del Terzo settore trovano risposte.

Al pari delle imprese profit, anche le realtà non profit subiscono pesantemente le conseguenze della crisi energetica ma, diversamente dalle prime, non possono ‘scaricare’ l’aumento dei costi sui clienti.

“Nessun ristoro contro il caro-energia per le realtà non profit che gestiscono, ad esempio, i servizi di assistenza residenziale, i trasporti sociali e sanitari, o che si prendono cura degli anziani e delle persone con disabilità. Il Dl Aiuti è stato approvato al Senato senza gli emendamenti che prevedevano sostegni anche agli enti di Terzo settore: un segnale molto negativo, sembrerebbe che l’importanza di attività volte all’inclusione sociale e al contrasto delle disuguaglianze sia riconosciuta più a parole che con i fatti”. Così Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum Terzo Settore.

La portavoce sottolinea poi delle ovvietà ma che ovvietà, evidentemente non sono per i nostri politici. “In assenza di aiuti dallo Stato, dunque, le alternative per chi porta avanti un modello economico non incentrato sul profitto ma sulla cura della persona e sulla tutela del bene comune, sono solo due: riuscire a farcela con le proprie forze sfidando le condizioni sfavorevoli del momento storico oppure chiudere i battenti. Ci aspettiamo vivamente che si ripari al più presto a questa grave mancanza: dimenticare il Terzo settore significa lasciare ai margini della società proprio chi è più in condizione di svantaggio e sofferenza” conclude Pallucchi.

“Il Senato approva il DL Aiuti sordo ai numerosi richiami della cooperazione sociale e degli enti del terzo settore che reclamano da tempo sostegno, al pari delle imprese, per far fronte alla moltiplicazione dei costi che gravano sui servizi rivolti alle persone con disabilità, anziane e fragili”. Lo dichiara la presidente nazionale di Legacoopsociali Eleonora Vanni.

“Attestazioni di stima e promesse elettorali non serviranno ad evitare il rischio di soffocamento di un settore che non ripartisce utili, opera per attività di interesse generale – aggiunge Vanni - ed è il cardine di quell’economia sociale che coniuga contrasto alle disuguaglianze, inclusione sociale e lavorativa e sviluppo locale. Servizi residenziali, assistenza domiciliare, servizi educativi verranno affidati a mercanti senza scrupoli senza garanzia di qualità per i cittadini e i lavoratori? È questo il futuro del welfare di un paese come l’Italia?”

“Chiediamo che siano tempestivamente apportati i necessari correttivi – conclude la presidente di Legacoopsociali - e che a questo settore, che non ribalta i costi sui cittadini utenti dei servizi, sia riconosciuta pari dignità e diritti di aiuto e sostegno per il ruolo importante che hanno nella società e anche nell’economia del paese”.

Proprio ieri il Papa, dal Kazakhstan ha ricordato come: "La democrazia e la modernizzazione non siano relegati a proclami, ma confluiscano in un concreto servizio al popolo: una buona politica fatta di ascolto della gente e di risposte ai suoi legittimi bisogni, di costante coinvolgimento della società civile e delle organizzazioni non governative e umanitarie, di particolare attenzione nei riguardi dei lavoratori, dei giovani e delle fasce più deboli".

Ecco. Riparare all’ennesima dimenticanza di un settore tanto importante e vitale per la tenuta sociale e per il soccorso ai più deboli è una questione di equità, giustizia sociale e sostegno alle fragilità, altrimenti sarebbe una vera condanna a morte.

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