Emergenza

Alluvioni e volontari, la storia infinita del Paese

16 Settembre Set 2022 1130 16 settembre 2022

Il disastro di Senigallia ricorda che dissesto e stragi fanno parte ormai del racconto dell'Italia. E di come una costante di questa narrazione sia il lavoro dei volontari di Protezione civile, in campo, oggi come ieri, a poche ora dall'ennesima, clamorosa, omissione della politica nei loro confronti: il Dl "Aiuti"

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Il disastro di Senigallia ricorda che dissesto e stragi fanno parte ormai del racconto dell'Italia. E di come una costante di questa narrazione sia il lavoro dei volontari di Protezione civile, in campo, oggi come ieri, a poche ora dall'ennesima, clamorosa, omissione della politica nei loro confronti: il Dl "Aiuti"

Sono immagini che ci riportano agli inizi di questo giornale, di VITA, quelle che cominciano arrivare da Senigallia e dalle altre aree marchigiane colpite ieri dalle perturbazioni che hanno causato allagamenti, straripamenti e morte. Allora i nostri colleghi, che si erano da poco insediati nelle redazioni di Roma e Milano, dovettero correre in Piemonte, a raccontare la disastrosa esondazione del Tanaro e del Belbo, che flagellò l'Alessandrino e l'Astigiano. Era il novembre del 1994.

Ben 70 i caduti di quel disastro. La redazione di VITA si piazzò in un camper in affitto, per raccontare la fatica e il dolore dei volontari dell'Anpas, delle Misericordie, della Croce Rossa impegnati a spalare a portare soccorso.

Da allora, l'Italia ha conosciuto tante tragedie: l'acqua a precipizio dalle Apuane portò distruzione e morte in Versilia nel 1996, con 13 vittime. A Sarno e Quindici, nel Salernitano e nell'Avellinese, un'ondata di fango spianò le case e uccise le persone, ed eravamo nel 1998. Allora i morti furono 161.

E poi il Polcevera a Genova, nel 2014. Altre morti, altra distruzione.

Trent'anni fa era meno percepita di adesso, almeno nella pubblica opinione, la crisi climatica. Si cominciava a parlare di bombe d'acqua, ma si facevano i conti soprattutto col dissesto idrogeologico di questo Paese. Ora la sensazione è che alla messa in sicurezza dei territori - mai completamente sopraggiunta malgrado sia un evergreen di ogni dibattito elettorale - si sommi, e pesantemente, l'accelerazione dei cambiamenti del clima, con fenomeni più violenti e frequenti. Del resto la stessa Senigallia era stata colpita nel 2014.

La geografia dei disastri e dei lutti è, d'altra parte, molto più ampia. Da allora a oggi, la costante è anche quella dei volontari, coi medesimi nomi, con la stessa instancabile passione: in queste ore Croce Rossa (i loro uomini nella foto di apertura, ndr), Anpas, Misericordie sono impegnate sui territori, insieme alla Protezione civile.

E fa impressione che ciò avvenga mentre nel Dl "Aiuti", approvato al Senato nei giorni scorsi, ci si sia dimenticati di inserire un sostegno per il caro energia che sta falcidiando le loro già scarse risorse. E che, come hanno raccontato proprio a VITA, in più di un'occasione le associazioni, rende difficile persino fare il pieno di carburante a un'ambulanza, tanto che i volontari devono talvolta metter mano al portafoglio.

Speriamo che questa ennesima tragedia non passi invano: che ci si ricordi cioè di sistemare i nostri territori, di non sottovalutare l'emergenza clima, di non voltare la faccia dall'altra parte quando chi si prende di cura di noi nell'emergenza dice che rischia di non poter far partire i mezzi di soccorso.

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