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Terzo settore

Una riforma in cammino nel Report 2022 di Terzjus

19 Settembre Set 2022 1238 19 settembre 2022
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Mercoledì 21 settembre a Roma Terzjus presenta il secondo Rapporto sullo stato e le prospettive del diritto del Terzo settore in Italia intitolato appunto “Dal non profit al Terzo settore. Una riforma in cammino”. Nel manuale anche cinque storie di enti che si sono avvalsi della nuova disciplina per modificare e innovare la propria forma e due distinte survey digitali dedicate all'impatto e alla percezione della riforma da parte degli Ets

La riforma del Terzo Settore è in viaggio da 6 anni, e nonostante non sia pienamente attuata e ci sia ancora un percorso anche culturale da implementare, non smette di rimarcare il valore economico, sociale e umano del Terzo settore per il nostro Paese. Un cammino che vale sempre la pena fare perché è proteso verso il futuro. E ne è particolarmente convinto Terzjus che il 21 settembre, alle ore 10,30, al Palazzo Wedekind, in Roma, presenta il 2° Rapporto sullo stato e le prospettive del diritto del Terzo settore in Italia, dal titolo appunto “Dal non profit al Terzo settore. Una riforma in cammino” (in allegato il programma dell’evento), pubblicato da Editoriale Scientifica e liberamente scaricabile dal sito www.terzjus.it.

«Ci aspettiamo per il 2023» spiega Luigi Bobba, presidente di Terzjus «l'attuazione dell’incardinamento del Runts, l'adozione dei nuovi regimi fiscali, lo sviluppo delle imprese sociali, il riconoscimento delle reti associative e il rafforzamento del Servizio civile universale».

Il Terzjus Report 2022 fotografa, infatti, le mete più significative del percorso grazie anche agli approfondimenti che riguardano i decreti emanati nel corso del 2021, la normativa fiscale del Terzo settore, l'evoluzione dell'amministrazione condivisa e ai diversi focus dedicati alle Reti associative, al 5 per mille, alla finanza sociale, agli enti ecclesiastici, al Servizio civile universale e al Piano d'azione Ue per l'economia sociale. In una nota si sottolineano alcuni dati: 3.438 nuove imprese sociali nate dopo agosto 2017, 19 decreti, regolamenti e provvedimenti amministrativi emanati, 88.439 Aps e Odv trasmigrate, 11.882 nuove domande di iscrizione al Runts, di cui accolte 6.030, circa 1.200 nuove domande al mese.

Un manuale completo capace anche di dare la parola a chi ogni giorno si confronta con la riforma grazie a cinque storie di enti che si sono avvalsi della nuova disciplina per modificare e innovare la propria forma e a due distinte survey digitali dedicate all'impatto e alla percezione della riforma da parte degli Ets, in particolare sull’iscrizione al Runts e sulle "nuove" imprese sociali. Specularmente durante l'evento del 21 settembre, dopo i saluti istituzionali e la sintesi del rapporto a cura del direttore scientifico di Terzjus, Antonio Fici, si darà spazio a due talk show, grazie a importanti relatori, uno proprio con al centro il confronto tra le reti associative, di rappresentanza e di servizio, moderato dal Segretario Generale di Terzjus, Gabriele Sepio, e l’altro su come i media e la stampa raccontano il Terzo Settore, animato da Sara Vinciguerra, responsabile comunicazione di Terzjus.

«Il Terzo Settore italiano ha alle spalle una tradizione storica e può contare su una legislazione con caratteri di unicità in tutta l’Unione Europea; proposte rivolte a tutte le forze politiche affinché diano piena attuazione alla riforma, ne valorizzino la dimensione promozionale, destinando agli Ets tutte le risorse necessarie perché possano diventare il vero Terzo pilastro del Paese», dichiara Luigi Bobba che al termine dell’incontro trarrà le conclusioni e formulerà le proposte per il 2023.

Una riflessione a cui ha fatto eco il messaggio del Presidente del Consiglio Mario Draghi: “Nel mio anno e mezzo di Governo, ho più volte avuto occasione di apprezzare il grande contributo che gli operatori del Terzo settore danno alla vita dei cittadini e soprattutto dei più deboli - dall’assistenza alle persone con disabilità, ai servizi sanitari, alle attività per la tutela dell’ambiente. Voglio ancora una volta ringraziarVi per la Vostra passione, dedizione, solidarietà. Il Governo ha fatto tutto il possibile per valorizzare il Vostro impegno, per venire incontro alle Vostre necessità. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destina quasi 20 miliardi a interventi volti all’inclusione e alla coesione sociale. Penso alla valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, agli interventi per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno. Il Terzo settore è essenziale per l’ideazione e l’implementazione di queste misure. Il PNRR prevede anche l’accelerazione dell’attuazione della riforma del Terzo settore, al cui completamento mancano ancora alcuni decreti attuativi, e la valutazione dei suoi effetti sul territorio nazionale. Questi devono essere valutati attentamente, ai fini di rafforzare e orientare l'investimento pubblico nel Terzo settore.
Gli aumenti del costo dell’energia e il ritorno del carovita, causati in gran parte dall’invasione russa dell’Ucraina, mettono a dura prova il Terzo settore, come tutti i cittadini. Con il decreto aiuti approvato la scorsa settimana abbiamo stanziato fondi specifici per aiutarVi a far fronte agli elevati costi energetici, in particolare per gli enti che si occupano dei servizi sociosanitari per persone con disabilità.
Il Vostro contributo ha aiutato l’Italia a uscire dalla pandemia più forte, unita e con una ritrovata fiducia nel futuro. Oggi continuiamo ad avere bisogno di Voi. Il Governo vuole fare la sua parte per sostenerVi”.

In apertura photo by Michael Dziedzic on Unsplash

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