Paolo Venturi

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Revolution is ....

12 Giugno Giu 2014 1440 12 giugno 2014
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Revolution is ..… building a unique interaction between commercial, social and technical aspects…”

Con questo slogan si è presentata una start up che vende abbigliamento e attrezzature per sport estremi  in un recente seminario tenutosi a Bologna.

Questa frase è più di un “pay off ad effetto”, è il distillato di un cambiamento strutturale (revolution) che ha come vantaggio competitivo (unique interaction),  una nuova ricetta per produrre valore aggiunto (.. between commercial, social and technical aspects..)

Ovviamente la dimensione “social” nella start up era fortemente polarizzata verso i “social network”, ma il segnale comunque mi è arrivato:  la dimensione “social” in tutte le sue declinazioni, è il meccanismo generativo, l’input, di un processo che sta trasformando tanto le istituzioni  sociali e/o politiche quanto quelle economiche.

E’ ormai superata la visione tradizionale che definisce la produzione di valore come un processo verticale e monocratico, un processo nel quale il valore sociale è il frutto della produzione di organizzazioni non profit, il valore economico è il frutto del valore aggiunto generato da imprese for profit e il valore in termini equità e giustizia sociale deriva unicamente dall’azione redistributrice del Pubblico (inteso come Stato).

“Revolution .."ossia il cambiamento, comincia proprio dalla consapevolezza che la produzione di valore, oggi, è il combinato disposto di 3 dimensioni: sociale, economica e istituzionale … dove spesso la tecnologia funge da detonatore.

Questo processo di trasformazione è osservabile nei progetti delle numerose "competition" nate per premiare, incubare, accelerare o finanziare start up; in fase di lancio si riscontra una diversità dei bandi  legata alla scelta dei promotori di orientarsi su determinati ambiti ( cultura, welfare, ambiente, ecc) o forme giuridiche (for profit,  impresa sociale, start up innovative, ecc),  poi al termine dei percorsi di valutazione leggendo i progetti dei diversi vincitori,  emerge un dato di omogeneità, un denominatore comune: l’infrastruttura dei modelli di business ha come driver elementi sociali o relazionali.

Così progettare in ambito culturale si esemplifica nel rigenerare attraverso reti sociali un asset comunitario, così fare innovazione tecnologica si traduce in sperimentazioni socio-sanitarie testate in imprese sociali, così fare nuove policy passa attraverso l’uso di  piattaforme collaborative, così la gestione dei beni comuni si attua mediante il coinvolgimento delle comunità, ecc.

L’innovazione non può prescindere dal Valore Sociale come elemento di trasformazione sistemica.

L’esito di questo cambiamento è una nuova Geografia del Valore, una  costellazione di soggettualità economiche e sociali i cui elementi definitori  non potranno essere osservati se non con “lenti nuove", pena la capacità di distinguerli e riconoscerne la diversità e i fini.