Elisabetta Ponzone

DentroFuori

I frutti del carcere in mostra a Milano

23 Maggio Mag 2014 1708 23 maggio 2014
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Erano undici anni che Fabrizio non metteva il naso fuori. Undici anni di  solo dentro. “Che mondo fuori! e che tristezza – mi ha detto – Nessuno ti guarda più in faccia. Nessuno ti parla e nessuno ti chiede qualcosa. Sono tutti ripiegati su se stessi a digitare su telefonini sempre più grandi ”

Fuori, oggi si ricorda la strage di Capaci di 22 anni fa, quando il 22 maggio 1992 un attentato uccideva il giudice Falcone, la moglie e tre agenti della scorta. E fuori, oggi, si apre un nuovo processo contro la mafia. Ma oggi, c’è anche un fuori che non fa certo gli onori al giudice Falcone. Enrico, non ha dubbi: “Come faccio a spiegare a mio figlio che io sto cercando di cambiare perché il mondo, fuori, nel quale vive, deve essere giusto e buono e poi lui, che ha solo 11 anni, durante un colloqui, qui in carcere, mi chiede così candidamente di spiegargli "bene bene" cos'era Tangentopoli e cos'è la truffa Expo?...

Dostoevskij scriveva che “il grado di civiltà di una società si misura dalle sue prigioni”. Intanto a maggio scade l’ultimatum della Corte di Strasburgo all’Italia che chiede di garantire a ogni persona rinchiusa in cella uno spazio minimo di 4 metri quadrati, sufficientemente illuminato e pulito; e assicurare che il detenuto passi la maggior parte delle ore della giornata fuori dalla cella. Pena, una maxi multa che lo Stato Italiano dovrà pagare ai quasi 67mila detenuti per violazione dei diritti umani.

Mentre a Opera i colloqui si tengono nella nuova area verde, dove le famiglie incontrano i detenuti all’ombra di rose e ombrelloni, i ragazzi delle lavorazioni si danno da fare.  Domani, grande giorno: sabato 24 maggio, a Milano, nei giardini della Cordata, in via San Vittore 49,  si tiene la seconda edizione de I Frutti del carcere, il mercato dell’economia carceraria. Una giornata importante che si prefigge di fare il punto, in questo momento così delicato, sull’importanza del lavoro e della dignità della persona.

L’ultimo frutto del carcere appena colto? Una laurea 110 e lode. Chapeau! A domani. Dalle 10 alle 19.