Elisabetta Ponzone

DentroFuori

L’amore per i figli è l’energia che fa girare il mondo. Ma senza lavoro, non c’è scintilla

18 Aprile Apr 2016 1442 18 aprile 2016
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Prendo sempre dei fiorellini quando passo di qui. Ne raccolgo qualcuno, solitamente margheritine, e li porto dentro, nel laboratorio di sartoria. I ragazzi sembrano aspettarli. Sorridono e li mettono in un bicchiere di plastica con un po’ d’acqua. Mi piace pensare che, anche in carcere, gesti semplici come portare un fiore possano forse diventare un’abitudine. Un’esperienza che insegna e viene ricambiata.

Stanno tagliando l’erba nell’area verde per i colloqui con i parenti nel carcere di Milano-Opera. Tra poco il manto celeste dei non ti scordar di me sarà solo più un ricordo così come le corolle arrossate delle margherite. Si aprono gli ombrelloni, si carteggiano i tavoli e si preparano i giochi per i bambini.  Altalena, scivolo, calcio balilla ora immobili e silenziosi attendono il vociare dei bambini, figli di detenuti in visita al papà, che arriveranno quando il sole sarà più caldo.

Qui a Milano-Opera come altrove, l’Associazione Bambinisenzasbarre si occupa da 14 anni di tutelare il mantenimento dei rapporti tra genitori detenuti e i loro figli, la cui attività ha portato nel 2014 alla firma, insieme al Ministro delle Giustizia e Garante Infanzia e Adolescenza, della prima Carta in Europa dei diritti dei figli dei genitori detenuti. «L’interruzione dei legami affettivi tra genitori detenuti e figli, come statisticamente provato»  affermano dall'associazione «può incrementare fenomeni di abbandono scolastico, devianza giovanile, disoccupazione, illegalità, disagio sociale e aumentare i casi di detenzione tra i figli di genitori detenuti».

Dentro come fuori, l’essere umano ha bisogno di affetto, di sentirsi di qualcuno. E di lavorare. Quando viene meno l’amore e il lavoro è come se si arrestasse la corrente che permette al mondo di vivere, di muoversi, di girare. Lo sa bene Beppe che ogni notte fa il pane con la cooperativa InOpera nel laboratorio di panificazione del carcere di Milano-Opera. Giusto accanto alla nostra sartoria Borseggi! «Questo lavoro mi dà fiducia. Per onore dei miei figli ce la metterò tutta. – Sottolinea Beppe nel reportage “Mani libere” di Paola Russo (@RPaoletta) per Padre PioTv. «Il riscatto dei miei sbagli è instradare bene i miei figli nella società. A loro io ho insegnato le cose giuste. Non devono fare i miei stessi errori!»

In Messico, lo scorso febbraio, Papa Francesco si è rivolto così al carcerati: «Chi ha sofferto profondamente il dolore e, potremmo dire, “ha sperimentato l’inferno” può diventare un profeta nella società. Lavorate perché questa società che usa e getta non continui a mietere vittime».