Rossana Cavallari

Dire Fare Sociale

The Newtrain Manifesto, il cambiamento inizia da qui

18 Dicembre Dic 2019 1243 18 dicembre 2019
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I ragazzi della scuola Holden autori del Newtrain Manifestoa #SIOS19 - credits Max Montingelli/SGP

Vent’anni fa nasceva The Cluetrain Manifesto, 95 tesi che si presentavano come una sorta di invito ad agire attraversando il cambiamento di un’epoca in cui Internet avrebbe dato stimoli, impulsi e schemi diversi al modo di comunicare e fare impresa. Vent’anni dopo chiedersi che significato possano avere quelle tesi sembra tanto urgente quanto impellente visto quello che accade nel mondo e se, come afferma il National Central for Climate Restoration, il 2050 è il termine ultimo per impedire il collasso del pianeta.
Il 2050 non è poi così lontano e a osservarlo da qui, da un presente sempre più incerto, frustrato e arrabbiato credo che la risposta sia tra i tanti giovani che scendono nelle piazze, che studiano con impegno e dedizione, che si impegnano, che cercano soluzioni a problemi più grandi di loro.
Non so di preciso quando tutto è iniziato ma di fatto sono loro, i più giovani che dovremmo ringraziare, loro a cui stiamo lasciando sulle spalle il peso degli errori di una generazione adulta cieca e abbagliata dalla rincorsa al business e al dover sempre fare marketing.
Siamo davvero certi che sia questo il modo? Che tutto stia funzionando e che possa andare avanti ancora per molto tempo?
Non so di preciso quando tutto è iniziato ma so che il collasso non si può riportare solo alla crisi economica dietro la quale ci si giustifica per non ammettere sbagli ed errori. Ancor prima è collassato un sistema di ideali e valori.
Da adulti è facile criticare ma forse è arrivato il momento di ascoltare.

Da qualche giorno c’è The Newtrain Manifesto, nuova versione del Cluetrain Manifesto, scritto dai ragazzi e dalle ragazze che frequentano il primo anno del biennio di Story Design presso Scuola Holden.
30 tesi una per ogni anno che ci separa dal 2050.
30 tesi che tutti dovrebbero fare proprie dalle imprese alle agenzie passando per il grande sistema economico, sociale, culturale del nostro paese.
30 tesi che sono un grido, una richiesta di ascolto.
30 tesi che sono un piccolo grande atto di coraggio e di azione civile.
30 testi che meritano rispetto perché danno il senso delle cose, della misura e di un limite che è già andato troppo oltre.

  1. L’ecosostenibilità è un prerequisito per stare sul mercato. È una pretesa urgente e indispensabile, non potrà più essere un vanto pubblicitario o un’invenzione di marketing.
  2. La prima cosa di cui ci accorgiamo è quella che cercate di nascondere. Amiamo trasparenza, autenticità e rispetto. Non provate a manipolarci.
  3. Per anni ci avete studiato, analizzato, clusterizzato, ora tocca a noi: vogliamo conoscere ciò che siete, non quel che dite di essere. Vogliamo incontrare gli scopi del vostro agire, spogliatevi e lasciateci guardare.
  4. Se è vero che i dati sono il nuovo petrolio, non siate i nuovi petrolieri. Ce la fate a non inquinare anche il mondo digitale?
  5. Più big sono i vostri data, più small sarà il nostro consenso.
  6. Com’è che faceva quella canzone? What goes around comes around. Mettere a punto una filiera certificata e sostenibile è l’unico modo per stare sul mercato.
  7. La scelta delle materie prime e il trattamento delle risorse umane sono il vostro biglietto da visita, se vi siete sbagliati, riscrivetelo.
  8. In natura non esiste scarto, ogni cosa viene riutilizzata o riciclata: prendete esempio.
  9. Vogliamo prodotti di qualità, che durino nel tempo. Cominciate a produrli, altrimenti l’unica obsolescenza programmata sarà la vostra.
  10. Le intelligenze artificiali sono tra noi, non usate gli algoritmi per trasformarci nei vostri bancomat.
  11. I vostri lavoratori e le vostre lavoratrici possono diventare i vostri primi influencer. Nel bene e nel male.
  12. Il loro benessere e la loro soddisfazione sono specchio del vostro successo. Esiste il PIL della felicità, fatevi due conti.
  13. Datevi del tu. Le aziende fanno parte della stessa collettività, è inutile continuare a ragionare per compartimenti stagni.
  14. Se vi state chiedendo cos’è l’equità, forse avete sbagliato mestiere o siete semplicemente in ritardo. Ma non c’è più tempo.
  15. Le questioni di genere non sono una bandiera e i diritti LGBTQ+ non sono un accessorio da sfoggiare.
  16. Non vi è chiaro? Parità di genere = parità di doveri = parità di riconoscimenti.
  17. Non tirate in ballo l’inclusività solo per la vostra reputazione, la differenza acquisisce valore solo se è ben rappresentata.
  18. Non è più il tempo del purché se ne parli, bisogna che se ne parli per una ragione credibile, pertinente e rilevante.
  19. Il traffico non è consenso: non siamo numeri, siamo individui. Le relazioni valgono più di milioni di view.
  20. Non siamo arrabbiati, siamo solo delusi.
  21. Non è sulle false promesse che si costruisce un rapporto duraturo. Provate con un patto sincero, se volete la nostra fiducia.
  22. Non confondete la fiducia con la fidelizzazione, perché non ci sarà difficile trovare qualcun altro.
  23. I racconti delle marche ci piacciono anche, ma abbiamo bisogno di sentir risuonare la verità. Non vendeteci i vostri bisogni, liberateci dai nostri.
  24. Ricordatevi che avete un peso: non siamo sulla luna! A ogni azione corrisponde una reazione, fare mercato vuol dire anche fare cultura.
  25. Avete mai pensato alla bellezza come strumento di marketing? La bellezza è coerenza, consapevolezza, curiosità, stupore, coinvolgimento. Mettetela nei vostri Powerpoint.
  26. Le aziende in grado di stare generosamente sul mercato saranno vincenti.
  27. Vi sembrerà impossibile, ma guadagneremo tutti: voi, noi e le generazioni che verranno.
  28. Supportate i valori che vi rispecchiano e rispettate quelli che non sentite vostri.
  29. Aderite alle nostre battaglie, se credete, ma non provate a strumentalizzarle. Non ce ne facciamo nulla del vostro sostegno interessato.
  30. Scusateci, ora tocca a noi decidere le regole del gioco: la prima regola è che non si gioca più.

Queste 30 tesi sono frutto di un lavoro accademico attento e sensibile guidato e curato da Paolo Iabichino che accompagna questi ragazzi e queste ragazze nel difficile e complesso lavoro di provare a comprendere quale potrà essere lo scrivere di domani. Credo sarà uno scrivere consapevole, responsabile, socialmente rispettoso. Credo sarà uno scrivere diverso perché ispirato dall’esperienza di chi ha saputo ascoltare e accogliere, da chi ha saputo fare un passo indietro per ritrovare il senso delle cose.

The NewTrain Manifesto è stato presentato per la prima volta lunedì 16 dicembre in occasione di #SIOS19, il più importante appuntamento dedicato all'innovazione tecnologica organizzato da Startup Italia.