Pasquale Pugliese

Disarmato

Sistema Vergogna in Movimento

14 Novembre Nov 2013 0959 14 novembre 2013
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Dopo le meditazioni antiumaniste (oltre che anticristiane, ma questo è un problema suo) del ministro Mauro, “per amare la pace bisogna armare la pace”, che gli sono valse l’arruolamento nella Lockheed Martin come testimonial pubblicitario per i caccia F35, non ci stupiamo più delle trovate belliciste di questo governo. Eppure il tour promozionale della portaerei da guerra Cavour per i porti dell’Africa e del Golfo Persico – definito Sistema Paese in Movimento – per promuovere le “eccellenze italiane” dell’industria armiera, imbellettato con una spruzzatina di cooperazione internazionale, pur confermando il pesante invischiamento tra industria bellica e apparati militari che già conosciamo, è un salto di qualità negativa assolutamente “inaccettabile e spregiudicato”, come lo definisce un comunicato della Rete Italiana Disarmo . Per lo più mai discusso e votato in Parlamento.

La portaerei da Cavour, varata nel 2008, ha portato l’Italia ad essere l’unico paese al mondo ad avere due portaerei in servizio (ne hanno dieci gli Stati Uniti ed una le altre potenze mondiali, comprese Cina e Russia), per un costo complessivo – tra spese di costruzione e di adeguamento per ospitare gli F35 – che lo scorso luglio il ministro Mauro ha ammesso di essere di 3,5 miliardi di euro! Il suo costo di gestione e manutenzione è calcolato in 200 mila euro al giorno, per tutti i giorni dell’anno. Per cui, per giustificarne la spesa, in attesa di arredarla con i caccia F35 e mandarla nei teatri di guerra, il Governo ha pensato bene di trasformare la portaerei in vetrina ambulante di armi, in missione commerciale proprio in quei Paesi del medio oriente e del continente africano caratterizzati da grave deficit di democrazia, da ingenti spese miliari, da basso livello di sviluppo umano e, in qualche caso, da guerre civili in corso, come dimostrano gli indicatori internazionali riferiti ai Paesi sulla rotta della portaerei.

Che questa sia la vera missione del tour della Cavour non è una maliziosa deduzione di Rete Disarmo o del Gruppo parlamentare di Sinistra Ecologia e Libertà che per primo ne ha fatto una interrogazione parlamentare, ma è quanto è stato spiegato con la massima chiarezza dal ministro Mauro e dai vertici della Difesa, nella conferenza stampa di presentazione del 5 novembre, come riporta Analisi Difesa : “La campagna navale si avvale della partecipazione di diversi sponsor industriali (…) mentre le aziende del gruppo Finmeccanica sono presenti in toto presentando a bordo della Cavour e sul ponte di volo la loro produzione più aggiornata: AgustaWestland (NH90 e AW.101), OTO Melara (sistema d’arma 127/64 LW Vulcano e relativa famiglia di calibri, STRALES evoluzione dei cannoni navali da 76 mm, munizione guidata DART), Selex ES (fornitore e integratore di sistemi radar e di combattimento tra cui i sistemi imbarcati sulle fregate FREMM una delle quali partecipa alla campagna), WASS (siluro pesante Black Shark, siluro leggero A244/S Mod.3, contromisure e sonar), Telespazio (comunicazioni integrate e geoinformazione) e MBDA. Quest’ultima parteciperà alla campagna navale presentando i missili Aspide 2000, Aster 15 e 30, Marte MK2/S e Teseo/Otomat. Saranno presentati anche i sistemi d’arma missilistici che compongono il weapon package dell’Eurofighter come il Marte ER (Extended Range), lo Storm Shadow, il Meteor e il Brimston DM (Dual Mode).”

Mentre Rete Italiana Disarmo ha fatto un appello al Presidente della Repubblica (che è possibile scaricare, sottoscrivere e diffondere ) nel quale chiede di esprimersi su questa operazione che “configura un impiego delle Forze armate che non risponde al nostro ordinamento, e di agire affinché il programma della Campagna Navale venga discusso a livello istituzionale”, la Cavour è già salpata dal porto di Civitavecchia con il suo carico mortifero in bellavista che porta in giro per le aree più calde del mondo. Intanto, il coordinatore dell’Intergruppo dei Parlamentari per la Pace Giulio Marcon ha spiegato le ragioni per le quali, a questo punto, il ministro Mauro si deve dimettere : “l’Italia deve avere una politica della difesa rispettosa dei pronunciamenti del Parlamento e dello spirito e della lettera della Costituzione. Tutto questo il ministro Mauro non lo garantisce più”. Invece, si fa garante di un vero e proprio "Sistema Vergogna in Movimento" che fa disonore al nostro Paese.