Marcello Esposito

Economica*mente

L'Arena di RAI1: come scambiare i trend demografici per abusi

7 Aprile Apr 2014 1023 07 aprile 2014
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Ieri, in prime time domenicale, l’Arena di Giletti su RAI1 è stata dedicata quasi interamente agli “abusi” delle pensioni di invalidità, facendo riferimento alla Spending Review di Cottarelli e a una delle sue slide. Mi sarei aspettato dal servizio pubblico un approfondimento per cercare perlomeno di inquadrare il fenomeno e opporre alla parzialità dell’analisi di Cottarelli e della sua slide (… quando anche il super-tecnico si riduce a presentare il suo piano sotto forma di slides …) qualche argomentazione un po’ più ragionata.

Purtroppo, no. Il servizio pubblico della RAI si è limitato ad affrontare il tema sguinzagliando i suoi coraggiosi giornalisti d’assalto alla ricerca della intervista con la I maiuscola a quattro disgraziati che forse hanno frodato l’INPS. E quindi mi sento in dovere di controbilanciare la vuotezza della trasmissione e della spending review con una slide, a mio parere molto più “parlante” di quella di Cottarelli,

La spesa per pensioni in Italia è in crescita, come si può apprezzare dalla linea blu nel grafico in trasparenza. Ed è in crescita in tutte le sue componenti, comprese le pensioni di invalidità e degli assegni di accompagnamento. Si tratta di un trend secolare, che accomuna tutte le economie in cui sia presente un sistema di anche primitivo di welfare state. Quindi, non è solo la “vecchia” Europa che manifesta questo trend.

Sotto il grafico trasparente della spesa per pensioni in % del PIL dal 2001 al 2011, sono rappresentate due cartografie dell’Italia, ottenute con il software bt.Carto dell’Istat. Sono le fotografie dell’Italia (unità amministrativa=Comuni), scattate appunto nel 2001 e nel 2011, che rappresentano la % di cittadini italiani di età superiore agli 85 anni. I colori, dal più chiaro al più scuro, indicano il quintile della distribuzione, cioè più è scuro il poligono maggiore è la % di longevi sul totale della popolazione. Se invece il colore è più chiaro, allora la percentuale è più bassa e, quindi, la popolazione residente dovrebbe essere mediamente più giovane.

La cosa impressionante delle due fotografie è il restringimento, percepibile ad occhio nudo, delle chiazze chiare. Questo mostra come l’Italia stia “invecchiando”, non solo perché crolla la natalità ma anche perché si allunga la vita media, grazie al progresso nelle scienze mediche, ad un regime di vita più sano, a lavori meno usuranti e, diciamolo pure, grazie soprattutto all’efficienza del nostro Sistema Sanitario Nazionale, che rappresenta una eccellenza a livello planetario.

Se, fortunatamente, la vita media si allunga, non solo è destinato ad aumentare il numero delle pensioni di vecchiaia, ma anche quello delle invalidità e dell’accompagnamento. E’ un trend ineludibile che tutti noi speriamo non si inverta mai.

Questo significa che guardare il problema pensionistico solo attraverso le lenti dell’abuso … vuol dire non aver capito nulla dei trend demografici in corso. L’abuso è ovvio che va colpito. Ma se si vuole veramente rendere il sistema sostenibile bisogna saper guardare in faccia il problema e non distogliere l’attenzione su dettagli “insignificanti”. Di fronte a questi trend, il welfare state va potenziato con un ripensamento globale della nostra società e lavorando sin da oggi per il lungo termine.

PS Il sistema pensionistico italiano e quello sanitario, dopo le riforme degli ultimi 20 anni (da Dini fino alla Fornero) è quello più in equilibrio del mondi occidentale. Cosa che Cottarelli dovrebbe perfettamente sapere, visto che in qualità di responsabile del Fiscal Affairs Department del Fondo Monetario Internazionale ha più volte lodato l’Italia per i progressi fatti su questo fronte (a differenza di moltissimi altri paesi). Ma non era il solo. Anche la Commissione Europea, ad esempio, nel 2012 nel “Fiscal Sustainability Report”, un report ufficiale dedicato alla sostenibilità delle posizioni di finanza pubblica rispetto ad una serie di fattori, tra cui i costi derivanti dall’invecchiamento (“cost of aging”), analizzando tutti i paesi Europei conclude che: “Only Italy has an initial fiscal position that is favourable enough to absorb the expected increase in costs related to ageing.“ (Fiscal Sustainability Report, 2012, pag 42)