Sara Bragonzi

Facciamolo verde

Data center sempre più green

10 Ottobre Ott 2016 1729 10 ottobre 2016
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Cercare un indirizzo su Google Maps, vedere un film in streaming, seguire il canale You Tube del nostro cantante preferito, postare sui Social, mandare una e-mail o archiviare le centinaia di fotografie fatte nelle ultime vacanze sono attività quotidiane che consumano moltissima energia.

No non sto parlando della bolletta elettrica di casa, proporzionale a quanto sono efficienti gli elettrodomestici o i device che abbiamo comprato, ma alla elettricità necessaria ai data center per funzionare e fornirci i servizi che chiediamo ogni giorno di più e che ci sono ormai indispensabili.

Si calcola che ben il 2% delle emissioni di CO2 a livello globale siano da addebitare ai centri di elaborazione dati. Per fare un esempio due minuti e mezzo di ricerca su Google emettono tanta CO2 equivalente quanto un chilometro in automobile.

Se è vero che al mondo l’energia elettrica viene prodotta in gran parte con nucleare e combustibili fossili climalternati ( il solo carbone pesa per il 29%) le energie rinnovabili sono in crescita e anche per i grossi utilizzatori di elettricità come i data center le cose stanno cambiando rapidamente.

Ridurre i consumi elettrici e usare fonti rinnovabili meno inquinanti è un obiettivo che molti grossi gruppi stanno portando avanti, a vantaggio dei loro stessi affari oltre che del clima. Tim Cook nel 2015 ha spiegato chiaramente i motivi per cui Apple ha deciso di investire nelle energie rinnovabili: «Lo facciamo perché è la cosa giusta, ma anche perché finanziariamente conviene». Non tutti i proprietari dei più grossi data center mondiali la pensano allo stesso modo ma il percorso è iniziato e i primi risultati ci sono.

Grazie alle pressioni dei consumatori, sollecitati da una campagna di Greenpeace, Apple e Facebook si sono impegnati ad arrivare al 100 per cento di energia rinnovabile, facendo importanti investimenti nell’energia eolica e nel solare.

Secondo il sito dedicato da Greenpeace US 'Click Clean' Google rimane un leader nel settore sulla diffusione delle energie rinnovabili, con una forte combinazione di approvvigionamento, investimenti e politica di aiuto per contribuire a passare a una energia verde anche in zone dove non ha data center. Il più grande motore di ricerca la mondo sul proprio sito dichiara “Sin da quando abbiamo aperto il primo data center di nostra proprietà, nel 2006, ci siamo impegnati a promuovere l’uso delle energie rinnovabili e sostenibili in diversi modi”. Questi impegni hanno compreso, nel tempo, l’aver stipulato accordi separati per finanziare con 2,5 miliardi di dollari 22 progetti di rinnovabili su larga scala negli ultimi 5 anni, dalla Germania al Kansas al Kenya. Senza contare che il nuovo data center firmato Big G verrà realizzato al posto di una centrale a carbone che sta per essere chiusa e sarà alimentato al 100% da energie rinnovabili sin dal primo giorno.

Secondo Greenpeace a oggi l’utilizzo di energia verde è il seguente:Google è ferma al 46% • Facebook e Instagram vanno un po’ meglio con il 49% • Flickr è decisamente buono con il 73% • Apple è la sola a raggiunge il massimo con il 100% di energie rinnovabili Sul report di 68 pagine disponibile in PDF da Greenpeace USA Click Clean Scorecard si possono verificare i risultati raggiunti dalle maggiori compagnie mondiali.

Buone notizie arrivano dall’Europa sul fronte dell’innovazione tecnologica e dell’efficientamento energetico. In Svezia è in costruzione un centro elaborazione dati che ha l’ambizione di essere a livello mondiale il data center più green e efficiente mai costruito, con una produzione negativa di CO2. Non a caso il nome scelto è EcoDataCentre .

I data center consumano grandi quantità di energia e un unico centro dati può richiedere più energia di una città di medie dimensioni. L’enorme quantità di elettricità utilizzata nei server viene convertita in calore che normalmente non viene riutilizzato, ma disperso nell’ambiente. EcoDataCenter è pensato invece per riutilizzare questo calore per il teleriscaldamento, lavorando in combinazione con una grande centrale elettrica che sorge accanto, permettendo di utilizzare pompe di calore ad alta efficienza. La totalità dell'energia elettrica fornita ai server nel data center arriverà inoltre da fonti rinnovabili (idroelettrico, eolico , solare e scarti della produzione di legname delle foreste svedesi).

L’inizio della costruzione dell’impianto è prevista per l’autunno 2016 con la speranza che sia solo il pioniere di una nuova generazione di installazioni altamente efficienti e redditizie anche per la comunità locale e il clima.