Franco Bomprezzi

Francamente

Sempre più Visibili

6 Marzo Mar 2013 1220 06 marzo 2013
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Può sembrare paradossale parlare di un blog attraverso un altro blog. Ancor di più se a parlarne, in questo caso, sono io, giornalista a rotelle che scrive in entrambi i blog, non per fare concorrenza a me stesso, ma per scelta ben precisa di campo e di rete. Sto parlando di "InVisibili", il blog che corriere.it ha dedicato, da un anno a questo parte, ai temi delle persone con disabilità. Un luogo virtuale che ha incontrato un successo per molti aspetti clamoroso, se si tiene conto che è inserito in un  contenitore generalista, il quotidiano on line più letto in Italia. 200 mila pagine viste ogni mese sono sicuramente un risultato eccezionale, se teniamo conto della difficoltà che si incontra a far circolare questi temi nel mondo dell'informazione, anche nel web.

Ne scrivo anche qui, nello splendido soggiorno con vista sul futuro che è "FrancaMente", all'interno adesso di una squadra di bloggers variopinta e multiforme, stimolante e originalissima, che sta crescendo vorticosamente in Vita.it, proprio perché so bene come i navigatori della Rete siano sempre più indifferenti rispetto al luogo, e scelgono soprattutto il contenuto che a loro interessa. E' diffuso lo zapping in rete, la contaminazione dei messaggi è costante, attraverso il meccanismo della condivisione sui social network, facebook e twitter su tutti. Quello che cambia a volte è l'approccio, ossia il taglio dei post. Il lavoro che anche io contribuisco a svolgere, molto volentieri, nel blog "inVisibili", è infatti finalizzato a incuriosire, interessare e coinvolgere un pubblico assai eterogeneo di lettori che magari nulla sanno del tema da noi scelto: l'inclusione lavorativa, le pensioni di invalidità, l'accessibilità dei luoghi, lo sport per tutti, la sessualità, l'inclusione scolastica, solo per citare i capitoli più evidenti. Il linguaggio, le storie, i link, le immagini sono finalizzati ad aprire le porte e ad abbattere le barriere mentali, i pregiudizi, e allargare in tal modo la platea delle persone interessate a includere, nell'orizzonte culturale e sociale di questo Paese, anche le persone con disabilità e le loro relazioni umane.

FrancaMente è invece, per me, il luogo della riflessione personale a voce alta, del dialogo con una comunità precisa e competente di lettori attenti che sono assai più "informati sui fatti" e dunque possono trovare, nei miei post, spunti di riflessione ulteriore, e spesso di critica, di allargamento di orizzonti e di prospettive. Non c'è davvero concorrenza e neppure imbarazzo da parte mia nell'utilizzare, professionalmente, l'uno o l'altro strumento di comunicazione. Molto spesso, del resto, all'interno di un post scritto per corriere.it, inserisco un link al post, sul medesimo tema, scritto qui per Vita.it . Il flusso della navigazione consente proprio queste alleanze, queste unioni di fatto, che ci aiutano a crescere, e a non coltivare solo orticelli, ma grandi piantagioni globali (mi viene sempre in mente Jean Giono  e il suo meraviglioso racconto "L'uomo che piantava gli alberi").

Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Piccoli e grandi blog crescono insieme (penso anche allo stupendo lavoro, qui su Vita.it, di Noria Nalli, con "Sclerotica"), e vedo con piacere come gli articoli più importanti, i post più originali e ricchi di contenuto, vengano poi diffusi in questa società sempre più liquida, attraverso mille piccoli ruscelli dell'informazione, e addirittura il blog riconquista la carta, copiato e incollato in riviste grandi e piccole, che arrivano anche nelle case di quelle persone che con il web hanno ancora minore dimestichezza.

Questa vicenda del Corriere dunque ci riguarda, ed è un bel segnale per tutti. La bella festa, ricca di suggestioni di spettacolo e di arte, al teatro Franco Parenti di Milano, voluta dalla direzione del quotidiano milanese per raccontare questo primo anno del lavoro ideato da Alessandro Cannavò e Luigi Ripamonti, e portato avanti giorno dopo giorno da Claudio Arrigoni, Simone Fanti, da me, a adesso anche da Simona Atzori, è stato del resto il segno tangibile che finalmente il mondo degli InVisibili merita rispetto, dignità, pari opportunità di comunicazione. Specialmente adesso, che la battaglia per i diritti si sta facendo sempre più dura e complessa.

Ed io, FrancaMente, ne sono assai contento.