Marco Percoco

Geografie Sociali

L’innovazione sociale di cui ha bisogno la Basilicata

9 Ottobre Ott 2013 0903 09 ottobre 2013
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Riporto di seguito parte di un articolo pubblicato da il Quotidiano della Basilicata:

La Basilicata è una regione con un forte invecchiamento della popolazione, un basso tasso di fertilità, un’alta disoccupazione giovanile ed una bassa partecipazione femminile al mercato del lavoro. Questa situazione richiede una revisione profonda del sistema di welfare locale, che può diventare occasione di sviluppo.

Attualmente, le famiglie spendono tempo e denaro per la cura degli anziani, spesso affidati alle cure non professionali di badanti, spesso lavoratrici in nero ed irregolari. Le donne, a causa della penuria di asili, spesso si relegano in un ruolo di casalinghe, non sfruttando pienamente le competenze culturali che hanno accumulato con gli studi.

Un sistema di incubatori di imprese per start up sociali per la cura (non necessariamente sanitaria) degli anziani e per l’avvio di microimprese per la cura dei bambini (sulla scorta del childminder inglesi, ovvero asili domestici gestiti da 1-2 mamme con 4-6 bambini) potrebbe migliorare la vita dei Lucani, creare posti di lavoro, far emergere il sommerso ed aumentare (anche se non in maniera radicale) l’occupazione di giovani e donne.

La domanda privata per tali servizi dovrebbe, però, essere sostenuta dal governo regionale, e chissà che questo non possa essere un modo socialmente accettabile di spendere le royalties.

Più volte ho messo in evidenza come una moderna politica di sviluppo parta dalla qualità della vita delle persone.  Il welfare locale è una parte enormemente importante di questa variabile, unitamente a servizi culturali, qualità dell’ambiente e dell’istruzione. Affrontare questi temi in un’ottica di sviluppo anzichè di gestione significa far fare alla Basilicata un enorme passo in avanti, verso una modernità che deve esserle propria.