Marco Percoco

Geografie Sociali

Città che muoiono

24 Ottobre Ott 2013 1516 24 ottobre 2013
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Gli esseri umani, ahimè per noi, hanno una vita finita: nascono, crescono, invecchiano e muoiono.

Anche le città hanno un ciclo di vista: nascono per tenere assieme e vicine le persone perchè possano mutualmente sostenersi, si sviluppano economicamente e socialmente e, solo a volte (in questo sì, sono differenti dagli organismi viventi), soccombono e muoiono.

La storia passata ci ha consegnato una serie di centri ormai non più esistenti. Alcuni sono luoghi mitici come Atlantide o Troia; altri, centri di piccole diensioni come Craco in Basilicata (almeno la parte vecchia). In genere, sono centri scomparsi a causa di guerre, carestie o cataclismi, causa, quest'ultima, che pure ha avuto una forta rilevanza di recente, dati i tragici eventi legati all'uragano Katrina o allo tsunami in Giappone.

In Inghilterra, esistono città che stanno arrancando, stanno morendo, ma non a causa di guerre o malattie. Il male che affligge questi centri è, invece, di natura economica. Sono centri in cui la disoccupazione è alta, la povertà dilagante, la popolazione in diminuzione a causa di enormi flussi migratori. Sono, dunque, città che soffrono di gravi problemi d'ordine sociale. E questa è, amplificata, anche la storia di Detroit.

E non sarà un caso che tutte queste città morenti siano esempi di città specializzate nella produzione di automobili, un settore notoriamente in forte crisi, almeno in occidente.

Che fare? Diversificazione della base economica e rilancio degli investimenti in capitale umano sembrano essere le medicine giuste. Ma, dopotutto,  credo nessuno sappia bene cosa fare per invertire il ciclo...ahimè.