Marco Percoco

Geografie Sociali

Il Sud e la perversione degli 80 euro

12 Maggio Mag 2014 1820 12 maggio 2014
  • ...

Ha destato molto scalpore, come è giusto che sia, la proposta di Renzi di ridurre di 80 euro la pressione fiscale per i lavoratori dipendenti che percepiscono un reddito lordo al di sotto dei 25.000 euro.

Ho provato a fare due conti per capire gli effetti di questa politica fiscale espansiva sul reddito disponibile degli Italiani nelle diverse regioni.

Il punto di partenza è stato lo studio di Pellegrino e Zanardi pubblicato su La Voce.info in cui si metteva in evidenza come il punto cruciale fosse relativo agli incapienti, ovvero coloro i quali per diverse ragioni non versano l'IRPEF (o, meglio, hanno un'IRPEF pari a 0).  Naturalmente, tale categoria di individui ha un reddito più basso, dunque, è tendenzialmente residente a Sud.

Ho combinato, poi, lo schema proposto dai due autori con i dati del Ministero dell'Economia e delle Finanze relative alle dichiarazioni dei redditi degli Italiani relative all'anno di imposta 2012.

Ecco i risultati in termini di aumento del reddito disponibile pro capite:

Com'era prevedibile, al di là dei valori assoluti che ovviamente variano da uno schema all'altro, la distribuzione spaziale degli effetti dipende molto dal recupero degli incapienti. In altri termini, se gli incapienti non beneficeranno del bonus fiscale, l'effetto della politica nel Mezzogiorno sarà di gran lunga inferiore a quello nel Nord e lo allontanerà ulteriormente dal percorso di convergenza auspicato da tutti, in particolare dall'Unione Europea.

Ancora una volta, politiche "spazialmente neutrali" possono avere degli effetti perversi sugli squilibri regionali del nostro Paese.