Marco Percoco

Geografie Sociali

La città della paura

13 Febbraio Feb 2015 1917 13 febbraio 2015
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Ho più volte sottolineato come le città siano le scatole, i contenitori di molti benefici innegabili. Sono la terra promessa delle opportunità verso cui milioni di uomini e donne migrano ogni anno in qualsiasi paese del mondo. Ma sono anche luoghi con molti problemi, aspetti negativi che in qualche modo ne limitano il fascino.

Inquinamento, criminalità, traffico, anomia sono solo alcuni dei costi che dobbiamo sostenere se vogliamo fruire degli agglomerati urbani.

Ma le città sono, ahimè, anche gli obiettivi di gran parte dei recenti attacchi terroristici, almeno nel mondo occidentale. Ogni attentato genera vittime, disperazione, stimola reazioni militari o di polizia. Ma ogni attetato fa molto di più. Genera paura, spesso irrazionale.

A Londra, dopo gli attentati alla metropolitana ed agli autobus, è aumentato il numero di persone che utilizzano la bicicletta per muoversi. Questo potrebbe essere un comportamento virtuoso, se non fosse che proprio a partire da quell'anno, come mostra la figura di sotto tratta dal The Economist del 23 novembre 2013, il numero di ciclisti morti in incidenti stradali è aumentato esponenzialmente.

La paura, dunque, è la migliore alleata dei terroristi perchè continua la loro opera di morte in molti casi. Ma la paura è deleteria anche quando fomentata dalla TV a proposito di criminalità ed immigrazione. E' quella che ci rende xenofobi inconsapevoli e ci limita nelle opportunità di crescita.

Tempo addietro Antonio Albanese propose il personaggio del ministro della paura, ad indicare una categoria di piccoli personaggi politici che vivono biecamente sulle nostre paure. L'effetto politico potrebbe essere addirittura irrilevante, dinanzi a dati (quali quelli sulla mortalità dei ciclisti a Londra) ben più gravi. Non è certamente facile gestire paure collettive, ma è un dato di fatto che i sindaci delle metropoli dovrebbero imparare ad ideare politiche pubbliche e campagne di informazione volte a limitare paure irrazionali. Questo potrebbe addirittura salvare delle vite.